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1 – BRY NO CRY

23 Settembre 2013

Bry no cry, che il Cinema va alla grande dai!

E’ l’uomo delle date storiche, gli piace essere al centro di grandi avvenimenti: erano trent’anni che non si faceva più un Decreto Cultura, ci dice e sono 15 anni che l’Italia non vinceva più il Festival di Venezia: “(grazie a me) che gli portavo sfortuna”-aggiungo io.

Quindi ringraziamo doverosamente il nostro e ci chiniamo rispettosi, non si sa mai che promuove una lotteria e al vincitore gli finanzia un film completo e così si potrà dire: erano da 116 anni che non succedeva, praticamente da quanto è nato il cinema che agli inizi si chiamava cinematografo.

Però la novità del documentario è vera, finalmente il cinema si allarga alla realtà cercando di carpirne le sfumature e una qualche verità anche se si dice che la fiction a volte (non sempre, diciamo quasi mai) riesce meglio nella discoverta della verità.

Ma i documentari si vedono bene solo in sala, è per questo che bisogna creare un circuito di sale (quelle del centro storico, quelle di essai) capaci di valorizzare simili prodotti. Le periferie sarebbero in mano al cinema spettacolare di fattura Usa e le commedie medie italiane, i cinema del centro storico invece farebbero vedere dei film di spessore capaci di emozionare in maniera diversa, dando impulso al cinema indipendente. Potrebbe essere una soluzione.

I festival cercano di portare avanti un cinema di qualità ma poi ci deve essere anche un circuito di sale che dia compimento alla cosa magari con i film a menu’, e non con un solo film IN CARTELLONE esposto, per cui con un biglietto di € 5 puoi vedere tutta la programmazione della giornata: ci sono tre film uno dietro l’altro.

Li chiamiamo questi film con titoli di fantasia: il primo CICUTTO, il secondo CICHITTO e il terzo CECCHETTO, io entro alla prima programmazione quella supponiamo delle ore 17,00 e pago 5 euro e posso vederli tutti e tre, il giorno dopo però quei tre vanno in un altro cinema del circuito in maniera da incentivare la presenza dello stesso pubblico per le novità, visto che non c’è grande ricambio.

I nostri 3 porcellin…cioè “filmin” girerebbero continuamente da una città all’altra. Questo sistema potrebbe garantire degli incassi superiori a quelli attuali per film di questo tipo, invero molto bassi. Anzi scoraggianti per i produttori indipendenti. Perché tutto sommato o sottratto poi alla fine i conti devono tornare e non solo andarsene (i soldi).

giancarlo sartoretto

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