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3 – POLITICA LOCALE

12 Febbraio 2013

 

Quando si vuole fare politica a livello LOCALE  bisogna considerare almeno 3 aspetti dell’agire politico, pena la parzialità dell’intervento.

1° – Bisogna avere e mantenere una componente ideologica che è fondamentale per conservare una “morale” politica. E’ il complesso di idee intorno al mondo, all’uomo, alla società: c’è l’ideologia laica, quella religiosa, quella progressista, quella conservatrice, quella di sinistra, di destra, non si possono confondere in nome di una buona amministrazione, se non nei comitati di salute pubblica, che devono essere di transizione, l’agire non è mai autonomo e neutrale, ma è compenetrato dal pensiero di come si deve agire cercando il meglio per poi trovare dei punti in comune tra diversi soggetti ideologici allo scopo di realizzare una determinata cosa. La mancanza della componente ideologica impoverisce talvolta a dismisura la politica e fa si che il soggetto sviluppi soprattutto il 2° punto;

2°-Capacità talvolta di rinunciare alla propria ideologia per questioni politiche empiriche, si chiede cioè al politico locale di saper gestire situazioni reali analizzando il contesto, fino al punto di rimuovere gli schemi ideologici per fare in maniera di risolvere determinati problemi contingenti, avendo però sempre a mente la dialettica con lo schema ideologico, questo è un passaggio di sottigliezza politica, nel quale sono tanti i politici che dimostrano i propri limiti, sia nel rimanere ancorati ai principi ideologici che però non forniscono soluzioni pratico- politiche, sia sviluppando un pragmatismo sterile in contrapposizione agli stessi principi. L’azione politica necessita di un tempismo puntuale della capacità di far fronte alla realtà del momento formando soluzioni adeguate, fino a sacrificare il desiderio a favore della necessità, poi però bisogna avere anche una conoscenza amministrativa;

3°- Saper cioè dirigere i flussi burocratici non rimanendo invischiati in procedure che non si sanno controllare.

Quando è preponderante il punto 1° il politico locale non riesce a incidere se non come testimonianza in cui vengono esaltate solo le sue capacità oratorie; se predomina il punto 2° si rimane imprigionati in schemi prevedibili e rintuzzabili, soprattutto la mediazione diventa l’arte dell’immobilismo; se predomina il punto 3° si è solo dei tecnici in grado di eseguire determinate procedure.

giancarlo sartoretto

 

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