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5 – PSICOPOMPO (IL VOLO DELLO SCIAMANO)

6 Agosto 2013

PSICOPOMPO – IL VOLO DELLO SCIAMANO REGIA di ROBERT REED ALTMAN

E’ il titolo di un progetto cinematografico ancora in cantiere della Caro Film in coproduzione Usa.

Il Volo dello Sciamano è una sceneggiatura scritta da Antonia Tosini.

Abbiamo avuto dei contatti con Robert R. Altman figlio del leggendario regista, Robert Altman e Kathryn Reed. Il quale ha lavorato come operatore di ripresa e direttore della fotografia su un numero impressionante di serie televisive e lungometraggi premiati dal Maverick Film Makers.

Altman junior iniziò la sua carriera di assistente operatore sui film che catapultarono il padre nel pantheon dei grandi registi internazionali: “Nashville” (1975), “Buffalo Bill and the Indians” (1976), “A Wedding” (1978), “Popeye” (1979), “Health” (1982), “Come Back to the Five and Dime, Jimmy Dean,” (1982), “Streamers” (1983), and “Fool For Love” (1985).

SCENEGGIATURA di ANTONIA TOSINI

E’ una sceneggiatura originale scritta da Antonia Tosini scrittrice e sceneggiatrice, tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Il libro della vita/Eutanasia Sociale”, “Pane e Girasole” e “La rosa ferita” pubblicato a marzo 2012. Ha partecipato nel 2005 (fuori concorso) al Festival di Venezia con il documentario “Vita e miracoli degli ex voto”. Ha collaborato con diversi registi tra cui l’algerino Rachid Benhadj, che le ha valso nel 2005 il premio internazionale “Scrivere Cinema” di Mirabella Eclano.

Nel 2010 (è stato premiato un suo progetto cinematografico al “Premio Penisola Sorrentina”. Un riconoscimento alle eccellenze) con la motivazione: Per il progetto cinematografico: “Tra gli ulivi” in inglese “Sisters” esempio significativo di uno spaccato mediterraneo di creatività, fantasia ed intelligenza abbinate allo scavo psicologico, al mistero e al colpo di scena, che appartengono alla migliore tradizione del genere thriller.

2012 Terronian Festival – (al Palapartenope) è stata premiata per la sezione Cinema (come eccellenza del sud). Inoltre ha collaborato con Tony Tarantino, padre di Quentin e con David Worth, il quale le ha scritto un Endorsement : “Antonia, un meraviglioso talento, creativo, fantasioso e stimolante scrittore…”

NOTE DI PRODUZIONE

E’ un progetto coinvolgente perché è audace e si interroga sul senso della vita e della morte e sulla filosofia sciamanica come guida spirituale in un mondo sempre più chiuso in sé stesso, i temi sono molto attuali e confidiamo in un interesse del pubblico internazionale

NOTE DELLA SCENEGGIATRICE

Ho voluto fare questa sceneggiatura perché scrivere per me è come un rituale d’amore che stimola la mia creatività. La nascita e lo sviluppo di un’idea originale è uno dei momenti creativi più complessi della mia attività. Lo spunto, la famosa scintilla, l’idea…. personalmente mi lascio guidare dall’istinto, ascolto le mie sensazioni senza giudicare se sono interessanti o meno, lascio semplicemente che emergano. Praticamente quella è la fase del soggetto, quella in cui si inventa la storia, dove c’è la nascita di qualcosa di miracoloso. E’ così che è nato: Psicopompo (Titolo provvisorio) di “THE FILGHT OF THE SHAMAN” da una scintilla. Piano, piano all’idea di base si sono aggiunte molte altre fonti di ispirazione, come la dimensione mistica, la cultura sciamanica, l’archeologia, le antiche civiltà scomparse e di quel territorio, tra filosofia, scienza e fantascienza, ove si contemplano viaggi nel tempo negli universi paralleli. Robert Reed Altman (figlio del leggendario Robert Altman, del quale mi pregio di essere amica) dopo aver letto la mia sceneggiatura, ha deciso di volerla dirigere, in quanto attratto dalla originale storia, dai temi di magia, dall’archeologia dalle atmosfere soprannaturali e dalle influenze di Castaneda.

DESCRIZIONE

Siamo a Napoli dove una giovane archeologa si trascina in una storia d’amore insoddisfacente cn un musicista, trova la forza di abbandonarlo per andare in Messico dove fa parte dello staff di un grande archeologo che studia un popolo antico e tra scavi e bellezze naturali, in un incidente stradale muore il fratello di lei che aveva seguito il gruppo come fotografo. Prova un grandissimo senso di colpa e un dolore intenso, cerca conforto in uno sciamano che le insegnerà come attraversare il buio della sua vita, senonchè alla fine scopre una cosa sconvolgente…

RECENSIONE

In questa sceneggiatura veramente coinvolgente si intreccia il soprannaturale, l’archeologia e la cultura sciamanica che sono tematiche di grande fascino che quando interagiscono riescono a catturare l’attenzione di chiunque interrogandoci sulle grandi questioni ultime: “ma cos’è la vita e che cosa la morte ? Non potrebbe aver ragione chi dice : ” Chi può sapere se vivere non sia morire e morire non sia vivere ?” Un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto.

www.carofilm.net;

C’è anche la versione hard, ma prima facciamo questa

giancarlo sartoretto

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