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2 – UN CINEMA DI REGIA

30 Luglio 2013

UN CINEMA DI REGIA E’ possibile che anche in Italia ci siano film di regia, in cui c’è l’impronta di un regista o invece per le commedie basta una regia di ordinario mestiere?

Un cinema di regia non deve essere necessariamente un cinema d’autore, ma il famoso mercato tanto esaltato dai neoliberisti de IL GIORNALE, non può premiare sceneggiature sbrigative scritte col lapis e filmetti di mestiere senza un minimo di regia, perché allora a questo punto un film deve essere considerato per il suo valore intrinseco e quindi se vale ma non incassa potrebbe essere migliore di un film che incassa ma che è una puttanata pazzesca.

Capito il concetto? NON HA VALORE, COME PER DIRE che tutta quella critica fatta al Mibac da parte dei neoliberisti del Cinema perché finanziava film che non incassavano diventa spuntata, cioè non è importante per la cultura i film che incassano, ma i film di valore intrinseco. Però se non c’è il mercato chi li definisce film di valore intrinseco? I critici, la gente, siamo in un binario morto. I festival, i cineclub?

Per questo ci deve essere un circuito per la valorizzazione di questo altro cinema di regia, altrimenti si rischia che sparisca il cinema di qualità e ritornino i “telefoni bianchi” in versione comica con aggiornamenti di costume, magari da bagno per esaltare le belle gnocche e una filosofia edonista di “destra”, che naturalmente si oppone al cinema d’autore (più sfigato fintamente poetico) ostico nel suo linguaggio realistico, che rappresenta gli ultimi o i penultimi della classe.

La critica purtroppo è asservita al potere, al mito dell’incasso e parla bene solo di ciò di cui si parla, altro che funzione culturale, il critico sa che se parla di un film che è all’attenzione dei media magari anche facendo il bastian contrario, può farsi una pubblicità, se invece recensisce un film sfigato ma di valore, che non vede quasi nessuno, ha la sensazione di aver perso del tempo, è proprio così? Certo se un film non ha neanche i soldi dell’ Uff. Stampa è meglio che non venga neanche girato, perché in una società come la nostra sarebbe un suicidio e una follia.

Cmq è importante anche la critica di Gianni Canova, sui ragazzi che rischiano l’ignoranza ICONICA, anche se non è così importante come la decrescita felice, però insomma si rischia la subordinazione culturale, l’assuefazione ai miti di carta del cinema spettacolare di matrice Usa fatto con larghi mezzi, quindi se diciamo a un ragazzo che è un “ignorante iconico” non vogliamo vietargli di vedere il cinema spettacolare, ma vogliamo che capisca un po’ di più dell’immagine cinematografica. E se ci risponde che non gliene frega niente e che è incline a vedere e seguire la De filppi, uno schiaffone terapeutico con retrogusto iconico, non glielo leva nessuno, però non possiamo costringerlo a vedere la Corazzata Potemkin perchè lui la ridurrà, con grave sgarbo semantico a la “C..azzata Potemkin”.

In effetti diventa arduo a livello di scuola media per giunta inferiore, far capire cos’è un film di regia e cosa vuol dire l’immagine cinematografica, in quanto forma di alfabetizzazione “secondaria” non indispensabile a tutti, anzi tanti ne fanno a meno e sono contenti, ciò che è indispensabile (la base) per i genitori non lo è per i figli.

Ritornando al mercato cinematografico, si dice che Il cinema è in calo, ma in Italia ci sono tanti film non valorizzati, fuori mercato, perché non vengono valorizzati anche quelli, che potrebbero compensare il calo di altri tipi di film? Cosi potremmo constatare se c’è un’ignoranza iconica diffusa dall’ideologia edonistica che attraversa anche le masse o se è rimasta circoscritta nel mondo giovanile.

Proprio perché questo è un investimento culturale e non di secondo livello, ne va del futuro di un paese che si chiama Italia e quindi non può che essere un “investimento” di natura pubblica con soldi pubblici, che che ne dicano i neoliberisti de IL GIORNALE.

Si, ma le masse ti rispondono con tutti i problemi di disoccupazione che abbiamo oggi, stiamo a pensare all’ ignoranza iconica del cinema. Ma chi se ne frega non ce lo metti! Che gli rispondiamo? La gente ha difficoltà a mangiare e quindi chiede un aiuto allo Stato e voi chiedete soldi per coltivare lo spirito o cibo per la mente? Siete pazzi?

Gli rispondiamo cn una facile assonanza: e sti cazzi !

Senza accorgerci…siamo già dentro un film di Pannofino, qual è?

Chi indovina può vincere un buono pasto alla Caritas

Giancarlo Sartoretto

 

 

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