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5 – TI MANGIO DI SANTA RAGIONE

16 Dicembre 2013

UN’IDEA PER UN CORTO Due intellettuali sono seduti in un salotto in amabile conversazione, sono così gentili,  e magnanimi quasi da commuovere, però poi il parlare si incespica in qualche piccolo malinteso e sottile sgarbo, poi il linguaggio diventa più secco e aggressivo, il tono della conversazione comincia ad essere nervoso e agitato e quindi di nuovo calmo ma con battute salaci. La ragione vacilla.

Procedendo quindi da un iniziale tono molto snob percorrono una specie di scala delle varie graduazioni comunicative, sono importanti quindi i dialoghi da sviluppare, per scivolare piano piano ad una critica serrata alla società di massa, imbarbarita e squallida con l’uso di espressioni linguistiche colorite, che diventano man mano volgari. Oggi non c’è opera letteraria che non dica “cazzo”! Cazzo, Cazzo, cazzo. Figa, fregna, ciorgna. Figapelosa, bella calda, tutta puzzarella. Figa di puttanella. (da “Porci con le ali”). Dall’iniziale accordo cominciano a divergere sempre più aspramente circa gli aspetti secondari della morfologia di questa società e si intestardiscono intorno ad una discussione che diventa più acida e ottusa fino al punto di menarsi di santa ragione, MA VANNO ANCORA PIU’ IN LA, in un momento di rabbia totale e reciproca si accoltellano, uno solo sopravvive ma ormai è completamente stravolto e che fa? Va in cucina mette su un pentolone e uno dopo l’altro essendo medico di professione seziona pezzi di cadavere che vengono cucinati, si vedono budella estratte…e la MANIPOLAZIONE del cadavere come se fosse un insaccato.

Passa del tempo, tre televisioni sono sempre accese in sottofondo, ma non si sentono. La luce che sprigiona la stanza è una luce irreale, un silenzio di tomba, il nostro medico cammina nervosamente, da una finestra all’altra, si siede sul divano, si alza nervosamente, si risiede, si rialza quando bussano alla porta, apre perché sa per accordo che chi non usa il campanello deve essere un vicino, è una vecchia signora del piano antistante che vuole il classico sale. Lui la invita a rimanere e insieme mangiano la carne umana.

– Quanto è buona, mi deve dare la ricetta.,

– Ah ma è assai semplice, il mio amico Roberto Benassi ha fornito la materia prima.

– Che intende caro Paolo?

– Che si sta mangiando il mio amico Roberto.

L’espressione di lei è incredibile e su quella espressione si chiude il film

– Vuole un bicchiere di vino…rosso! Rosso sangue…(ma già è sparito l’audio)

giancarlo sartoretto ragione ragione ragione ragione ragione ragione ragione ragione ragione ragione ragione

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