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1 – TUTTI I NUMERI DEL CINEMA ITALIANO/2

18 Aprile 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Continua con  tutti i numeri…

Interviene ancora Tozzi: Medusa ha ridotto del 75% il suo investimento nel cinema, tutto si è spostato verso la Rai che sviluppa di più progetti commerciali abolendo il cinema d’autore (i crossover) il quale non è compensato dal FUS (Fondo Unico Spettacolo), una seconda patologia è derivata dal fatto che la Tv italiana non trasmette film italiani. Ad es. la Rai tv generalista ha diffuso nel 2012 in prima serata solo 5 film su Rai 1, 2 su Rai2 e 36 su Rai3 mentre Mediaset, 35 su Canale 5, 36 su Rete 4 e 4 su Italia 1, così possono pagare di meno il diritto di antenna, il danno è anche per gli attori di cinema che vengono visti meno rispetto ad es. agli attori di fiction e molto spesso un progetto vincente si fa attorno ai personaggi che hanno spopolato in Tv (aggiungiamo noi) e poi si critica la troppa informazione giornalistica, i troppi talk show,  che sono solo spettacolo, quindi si assiste ad un aumento dell’offerta giornalistica  rispetto alla trasmissione di film italiani  ci vorrebbe il controllo dell’Agcom se la Tv viene meno ai suoi obblighi, ma l’Agcom è in mano ai politici, i quali compaiono continuamente nei talk- show quindi…rimane a Cesare quel che è suo.

Borg in qualità di distributore ha affermato che il prodotto italiano l’anno scorso si era affermato con punte del 40%, attualmente siamo al 29% però non è un dato stabile e dipende dai singoli film, in Europa è la Francia più attenta al prodotto nazionale, l’unica è aumentare lo spazio estivo, mentre la rivoluzione tecnologica della sala, l’avvio nei prossimi mesi del digitale in tutte le sale cambia il modus operandi e darà un nuovo impulso al prodotto medio-piccolo per una maggiore flessibilità della nuova tecnologia (si spera), le monosale invece sono in crisi e forse verranno spazzate via se non interviene un finanziamento pubblico per adeguarle (5 milioni di euro) mentre per quanto riguarda la pirateria non si sa per quanti euro influisca sul mercato. Bisogna fare una legge, Tozzi interviene dicendo che i peggiori “scaricatori” sono gli adulti e parla di offerta legale e finestre, Tozzi insiste dicendo che bisogna digitalizzare le sale o morire, ci sono ancora 800-1000 sale di profondità da trasformare, (ha detto profondità, voleva dire prossimità, o forse pensava agli schermi di pixel che stanno sotto il livello del mare e buoni per una visione subacquea dei documentari marini ).

A questo proposito Barbagallo parla di segnale preoccupante del Box office (Barbagallo è preoccupato e angosciato di tutto quel che sta succedendo nel mondo del cinema), 11.600 milioni incassati nel 2011 contro 8700 del 2012: i film incassano di meno, è un dato: “non so se la soluzione del problema ha a che fare con il tipo di film o nel modo di vederli”, dice.

Poi interviene in maniera spettacolare il produttore dei produttori, ultimamente traviato dal calcio, De Laurentiis che declama: “il Fus esiste dall’85, vi sento parlare poco del mercato, i Francesi si che hanno una cultura dell’”esercizio” a differenza di noi italiani che siamo più improvvisati, con i Multiplex fatti un po’ a “capocchia“, chi aveva interesse a costruire per fare una speculazione e un centro commerciale li inseriva, fuori da una vera programmazione. Sale costruite senza logica (che si mangiano tra di loro) che fanno perdere almeno un 15% di incasso come potenzialità distributiva. Per quanto riguarda la pirateria sostiene De Laurentis sono stati fatti solo interventi -toppa, (con due p) bisogna fare una class- action contro lo Stato..

Il Mibac non conta niente, prosegue il nostro, in passato sono stati parcheggiati al suo interno, dei personaggi della politica, scartati dalla Rai.

De Laurentiis si rende conto di essere andato oltre, arretra dando una sviolinata al  burocrate di turno, affermando che ciò non vale per i presenti (sic) che c’è il solito potere dei vecchi (tono da oratore incallito) bisogna applicare il metodo francese per la pirateria (ma per  applicarlo bisogna essere  Francesi – dico io), e prosegue nel suo accorato discorso prendendosela con l’ Angelo: caro Barbagallo, facciamo discorsi sul nulla, se non vediamo che  vengono date 15 milioni alle opere terze (ai registi acclamati) e ben 9 milioni alle opere prime e seconde (è uno scandalo – applausi convinti dalla sala). Che sti giovani che hanno rotto il caxxo si formino nel web e facciano prodotti a basso costo, (si tolgano dai coglioni – questo lo aggiungo io dall’enfasi delle parole) e invece di pretendere finanziamenti che spettano a noi, imparino i nuovi linguaggi…che capiscono poco.  No ai film di questi presuntuosi da nove settimane e mezzo (si parla del piano di lavorazione) , ma al massimo da nove ore (applausi dalla sala scroscianti con urla e gridolini di assenso, lui si che è il migliore …a farsi i caxxi suoi) che facciano solo corti. E’ bravo il nostro De Laurentiis, vuole che lo Stato gli finanzi i film commerciali così lui risparmia e investe nel calcio.

by giancarlo sartorettonumeri numeri numeri numeri numeri numeri numeri numeri numeri

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