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1 – UN CINEMA DI REGIA

30 Aprile 2013

UN CINEMA DI REGIA

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

E’ possibile che anche in Italia ci siano film di regia, in cui c’è l’impronta di un regista o invece per le commedie basta una regia di ordinario mestiere?

Un cinema di regia non deve essere necessariamente un cinema d’autore, ma il famoso mercato tanto esaltato dai neoliberisti de IL GIORNALE non può premiare sceneggiature sbrigative scritte col lapis e filmetti di mestiere senza un minimo di regia, perché allora a questo punto un film deve essere considerato per il suo valore intrinseco e quindi se vale ma non incassa potrebbe essere migliore di un film che incassa ma che è una puttanata.

Capito il concetto? NON HA VALORE, COME PER DIRE che tutta quella critica a suo tempo fatta al Mibac da parte dei neoliberisti del Cinema perché finanziava film che non incassavano diventa spuntata, cioè non è importante per la cultura i film che incassano ma i film di valore intrinseco.

Però se non c’è il mercato, chi li definisce film di valore intrinseco? I critici, la gente, siamo in un binario morto. I festival, i cineclub? Per questo ci deve essere un circuito per la valorizzazione di questo altro cinema di regia, altrimenti si rischia che sparisca il cinema di qualità e ritornino i “telefoni bianchi” in versione comica con aggiornamenti di costume.

La critica purtroppo è asservita al potere, al mito dell’incasso e parla bene solo di ciò di cui si parla, altro che funzione culturale, il critico sa che se parla di un film che è all’attenzione dei media magari anche facendo il bastian contrario, può farsi una pubblicità, se invece recensisce un film sfigato ma di valore, che non vede quasi nessuno, ha la sensazione di aver perso del tempo, è proprio così?

Certo se un film non ha neanche i soldi dell’ Uff. Stampa è meglio che non venga neanche girato, perché in una società come la nostra sarebbe un suicidio e una follia.

Cmq è importante anche il concetto di Gianni Canova sui ragazzi che rischiano l’ignoranza ICONICA, anche se non è così importante come la decrescita felice, però insomma si rischia la subordinazione culturale, già diventa arduo alle scuole medie far capire cos’è un film di regia e cosa vuol dire l’immagine cinematografica, perché è una forma di alfabetizzazione “secondaria” ma indispensabili a tutti.

Il cinema è in calo si dice, ma in Italia ci sono tanti film non valorizzati, fuori mercato, perché non si valorizzano anche quelli, che potrebbero compensare il calo di altri tipi di film? E’ l’ennesima volta che finisco un articolo con un punto di domanda.

by giancarlo sartoretto

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