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3 – UNO, NESSUNO, CENTOMILA

2 Aprile 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

L’ATTACCO MEDIATICO A CUI E’ SOTTOPOSTO IL M5s, CENTOMILA IN PARTICOLARE

Ecco le CENTOMILA  cazzate – e diciamolo –  sparate sui giornali contro Beppe Grillo e il M5s in un impasto a volte inestricabile di superficialità e di stupidità:

1° – E’ miliardario, assomiglia a Berlusconi;

2° – è fascista, assomiglia a Mussolini;

3° – è comunista assomiglia a Stalin, a Lenin a Mao Tze Tung;

4° – commanda tutto lui e gli altri sono solo comparse che fanno brutte figure in parlamento perché sono inesperti;

5° – il suo non è un movimento politico perché lui è proprietario del simbolo e fa, assieme a un ambiguo imprenditore della comunicazione come Casaleggio, quel che gli pare.

La maggior parte di questi critici sono di sinistra, incazzati perché Rivoluzione Civile, un coacervo di almeno 4 partiti e SEL hanno beccato pochi voti, Sel si è salvata solo per la sua adesione alla coalizione del Centro-Sinistra, autocostringendosi a coabitare con certi figuri della politica che te li raccomando. Insomma l’altra sinistra quella più radicale ha ottenuto risultati fallimentari e semifallimentari scagliandosi con rabbia e rancore verso il M5S e dimostrando superficialità, stupidità, rigidità ideologica e un certo passatismo ben raffigurato qualche anno fa, nel compagno che si sveglia dopo 30 anni inventato dall’attore Fassari, senza contare che la sinistra radicale si è imbalsamata, non si è rinnovata al suo interno, con gli stessi leaders da quasi 40 anni.

A) E’ miliardario: anche Berlinguer era miliardario e piaceva alla gente. Abbiamo a che fare con un mercato elettorale. Evidentemente nel nostro mercato elettorale non piace chi ha la faccia da sfigato e si mette in politica per vivere meglio;

B) Il movimento è nato come una Costola del Blog in cui tutti i giorni Grillo per anni pubblicava e continua a farlo dei Post, a cui seguono un sacco di commenti a volte anche molto critici. Questi articoli piacciono perché non sono scritti in politichese ed esprimono contenuti sociali, stati d’animo, filosofie, umori un po’ come in un bar virtuale. Lo stesso Beppe Grillo non essendo ideologico dalla A alla Z su certi argomenti ha detto delle cose discutibili come capita a chiunque se vuole essere sincero e non “doppio” come invece capita al politicamente corrotto. Se fosse stato come Mussolini avrebbe preteso una obbedienza totale, cieca e servile, se fosse stato Stalin avrebbe coltivato il culto della personalità attraverso un rituale politico di identificazione. Invece è rimasto molto laico, ha solo messo in campo la sua esperienza nello spettacolo e nella comunicazione e nel libro TUTTO IL GRILLO CHE CONTA ha parlato dell’esempio negativo della televisione che non spiega le idee, ma le spettacolarizza. Quando è nato il movimento DALLE SUE IDEE, a cui noi tutti abbiamo aderito, ha solo fissato dei paletti perché voleva riformare a fondo la politica e il modo di far politica.

Quindi è fascista, è comunista, è socialdemocratico, è maschilista, è xenofobo, e via cantando, viene in mente “l’avvelenata” di Guccini. Si sono scagliati tutti contro perché ha detto che la politica si fa a costo ZERO, niente dirigenti, funzionari, leaderini e padroncini della retorica politichese, l’organizzazione di una forza poltica deve essere orizzontale e non verticale, cioè tutti sulla stessa base e quindi antigerarchica. E’ chiaro che nell’organizzazione qualcosa c’è da perfezionare, i meetup (luoghi virtuali di incontro) qualche euro al mese costano, ma le sedi dei partiti chi le paga? E ancora: è integralista tipo Scientology, il suo Mov. è una setta che vuole ribaltare il vecchio per mettersi lui al potere (da che pulpito viene questa critica). Beppe Grillo è talmente avido di potere che ha scelto di rimanere fuori dal Parlamento. Ma se è fuori dal Parlamento non deve dire niente ai Grillini che ci stanno dentro: con quale autorità, chiede qualche giornalista, impone e dispone: siccome lui afferma che ognuno vale uno, lui non può valere di più (tipo se tu sei comunista non devi essere ricco). E via cantando IN UN CONCERTO ISTERICO DI TUBE E TROMBONI STONATI.

Certamente hanno paura che Grillo tolga i finanziamenti ai giornali e cercano di manipolare l’opinione pubblica.

Quella del cittadino in movimento è una idea sulla società partecipata grazie ai nuovi strumenti tecnologici per mantenere sempre deste le coscienze dei cittadini, che non devono farsi manipolare dalle informazioni interessate, diffuse dai centri di potere che li riducono a semplici comparse e quindi abbattere certe gerarchie della nostra mente. E’ un’idea di comunità, di “comunionismo” in cui i cittadini possono esprimere finalmente delle potenzialità e superare il loro ruolo di comparse nei dibattiti delle feste dell’Unità. Forse ancora per molti anni sarà impossibile che uno valga uno, Grillo ha promosso il movimento, è un leader naturale, in una società molto più avanzata sarà possibile essere leaders di sé stessi, importante è però capire la direzione del percorso. Capire lo sviluppo delle tendenze è indispensabile per fare politica e avere delle idee nuove. Chi invece critica confondendo i diversi piani di ragionamento è perché essendo un privilegiato e manipolando dei poveri cristi che in democrazia cmq hanno diritto a un voto, diffonde il verbo a suo uso e consumo.

giancarlo sartoretto

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