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1 – A PROPOSITO DI CINEMA INDIPENDENTE A BOLOGNA

21 Gennaio 2014

Passa il tempo a suon di convegni per non risolvere mai niente, vi siete mai chiesti perché si parla tanto di politica cinematografica e cinema indipendente ma alla fine non si combina un accidente e intanto tanti chiudono per consunzione interna?

Ma chi se ne f.t.. sono c…loro, non hanno saputo fare i giusti compromessi, non si sono mesi a dare il c…l. a chi di dovere. Questo è il linguaggio che dietro le quinte si usa per dire le cose come stanno… è mai possibile che ci sia un linguaggio così crudo e una realtà cosi imbellettata di buoni sentimenti produttivi, dove tutti si baciano politicamente?

Ohi ragazzi qui non si scherza, bisogna dire le cose come stanno!

E come stanno le cose?

A proposito del convegno del Cinema Indipendente di Bologna con tanto di ingresso a pagamento di 250 euro, pasti non compresi e un tetto di stelle come albergo…Assistiamo a una trasformazione pazzesca, vuoi essere uno che fa cinema indipendente? Paga! Ma se non c’ho una lira dai tempi di Marco Caco e sono costretto ad un umiliante crowdfunding per riuscire a racimolare 2.000 euri per fare un film tutto aggratis, roba da C1, della serie dilettanti allo sbaraglio, ma io quando volevo fare cinema pensavo in grande, cazzo! c’ho i peli della barba bianchi e devo ancora fare ste stronzate! Con 250 euro mi faccio l’arredamento di casa che è rimasto alle cassette del mercato dipinte con colori di fortuna che il ferramenta mi ha gentilmente regalato perché scaduti e un letto di ….con materasso sottratto indebitamente a casa dei miei e un fornelletto a gas di 42 euro più bombola di 15 kg (saranno kg?) con armadi dismessi del bagno di mio fratello che mi vede ancora come uno completamente fuori di testa. Ma stiamo scherzando? Io 250 euro non li darei neanche come contributo alla tomba di famiglia, a fare cinema corto non ho mai guadagnato un cazzo e adesso mi metto a pagarli per entrare in un consesso dove devo solo ascoltare e mai parlare? Allora ha ragione mio fratello sono proprio fuori di testa… e mi viene in mente Fantozzi solo lui poteva andare in un posto così per poi dire che è una cagata pazzesca e vi spiego il perché?

– Vogliono remunerare sui problemi che loro stessi non risolveranno mai, è quasi diabolico, fantastico, qualsiasi businessman sarebbe un dilettante al loro confronto…anche perché se si risolvessero i problemi di che parlerebbero?!

– E allora rispondo: lascia che loro vadano lontano da me – perché sono portatori + o – sani di altri interessi, per il fatto che partecipano e che si mettano in vista per rappresentare l’eterno problema su traccia già più volte collaudata, del cinema indipendente low budget che nessuno caga.

Ma se il convegno si fermasse alla correttezza, inviterebbe con sconti di gruppo, i cineasti indipendenti, filmakers non compromessi col potere e invece no, ecco la grande novità, ti invitano chi non li ha mai considerati in una sorta di masochismo continuato, chi gli dice di cambiare lavoro perché per loro non c’è nessuna prospettiva se non il suicidio, cioè quelli che dovrebbero essere i loro avversari politici, i Tozzi, l’Anica, il Mibac Ferrari e chi lo ha sostituito, l’Anec, tutte associazioni che hanno più volte ribadito (il convegno a marzo 2013 nelle sale del Mibac è stato esplicito) che il cinema low budget non può interessarli perché non ha niente di interessante economicamente in quanto cinema non industriale, e fare il film con 100.000 euro non è cinema, invece i nostri vogliono civettare con costoro, per quale scopo? Per farsi notare politicamente e avere qualche consenso alla Rai? Mi si vede di più se sono un indipendente arrabbiato o un indipendente sfigato? Penso di no, sarebbe troppo squallido, e allora per cosa, visto che il cinema indipendente non dovrebbe avere bisogno della Rai in fase di produzione, semmai, la Rai può acquistare il film alla fine.

Sta di fatto che assistiamo alla eterna rappresentazione di una commedia (quella dei problemi del cinema indipendente) che non viene mai risolta. Conviene? Continuare a dire per non fare? Costa 250 euro a entrata, è un business…venghino siorri e siorre…

Insomma, veramente da far ridere i polli già spellacchiati per il forno…

L’eterna rappresentazione con i suoi attori istituzionali.

I tedeschi (anche se siamo europei in comune) ste cose proprio non le capiscono, per loro non siamo solo dei pagliacci anche a livello politico…come si può non dargli ragione, non solo noi italiani siamo degli emeriti pagliacci, ma ci divertiamo sempre a rubare le idee degli altri perché abbiamo scarso rispetto delle persone … della comunità (che ve lo dico a fare). Quindi se parliamo di noi stessi, la maggior parte delle cose che facciamo sono digestive per gli altri popoli europei, li fanno semplicemente ca… parliamo di meritocrazia ma rubiamo di tutto e di più… siamo (capovolgendo il senso) un popolo “eletto” da politici di m…E con questo io no voglio attaccare i rappresentati che fanno i loro interessi di categoria ed è giusto che li facciano, ma quelli che si dicono indipendenti per prendere per il culo la gente…scusate il linguaggio ma ultimamente mi sento vicino a un uomo di Genova…anche prima di ultimamente.

giancarlo sartoretto

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