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IL DdL FRANCESCHINI MODIFICATO DALLA COMMISSIONE CULTURA DEL SENATO (2a parte)

4 Novembre 2016

(1a parte)

Art.20 – Agevolazioni fiscali e finanziarie x gli atti soggetti ad imposta fissa di registro.
Ci si riferisce al D.P.R. 29/9/1973 n°601 che contiene le norme in materia di agevolazioni tributarie, mentre il titolo IV° cit., concerne le agevolazioni di carattere territoriale, si cita anche il D.L. 14/1/1994 che riguarda le norme in tema id concessione edilizia x le sale cinematografiche senza oneri concessori.
Art. 21 – Disciplina i Contributi Automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive sulla base di PARAMETRI OGGETTIVI e relativi unicamente ai biglietti venduti. La stessa impresa può essere rifinanziata per il fatto che ha precedentemente prodotto o distribuito un film che ha incassato. Viene aggiunto il comma 1-bis che ha leggermente mitigato il principio della bigliettazione.
Art.22 – Si parla di apertura di posizione contabile presso il Mibact da parte delle imprese alle quali vengono riconosciuti importi calcolati con i vari parametri in base ai risultati economici precedenti, anche se si aggiunge astrattamente il termine “artistici” – ma come si fa a calcolare il quantum monetario di “artistici” e di diffusione presso il pubblico nazionale ed internazionale. Si considerano anche le piattaforme di diffusione, le rassegne di livello primario con una serie di indici da tradurre in posizione contabile?!? Meccanismi premianti piuttosto astratti e farraginosi. L’art. è modificato da due emendamenti: ciascuna impresa x accedere ai contributi automatici dovrà richiedere l’apertura di una posizione contabile presso il Mibact, si terrà conto degli incassi commisurati ai costi di produzione e distribuzione, per le rassegne e i concorsi internazionali dovranno essere specificati uno ad uno (quali sono) nei decreti attuativi futuri.
Art. 23 – Rinvia ad un successivo decreto (un altro) x i requisiti minimi che le imprese devono possedere sotto il profilo della solidità patrimoniale. Ci sono anche casi di decadenza o revoca dei contributi.
Art. 24 – Disciplina i Contributi Selettivi alle Imprese Cinematografiche che appartengono alle Categorie indicate in apposito D.M. e si prevede una Commissione di 5 esperti di fama internazionale i quali però non hanno diritto al compenso, ma solo al rimborso spese (come fanno a impegnarsi a leggere un sacco di sceneggiature?).
Al comma 1 si parla di a) sviluppo; b) produzione; c) distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive.
Al comma 2 si afferma la priorità alle opere cinematografiche (opere prime, seconde, giovani autori) ovvero alle opere di particolare qualità artistica e al loro valore culturale, mentre al comma 3 si parla di esercizio cinematografico.
Ci sono stati parecchi emendamenti, segnaliamo la scrittura tra le attività a cui possono essere concessi direttamente contributi selettivi, che i contributi del Fus e il Tax Credit confluiranno nel nascente Fondo di cui all’art. 11. Al comma 2 si aggiungono le start-up interamente formate da giovani, alle opere di eccelsa qualità artistica e valore culturale e ai film difficili realizzati con modeste risorse finanziarie e che prescindono dalla posizione contabile di cui all’art. 22 e anche in via prioritaria alle opere su cui convergono (una tantum) contributi di più aziende. Le opere difficili devono superare il punteggio di 70 punti e sono anche incapaci di attrarre risorse finanziarie significative e penalizzate nel raggiungere un pubblico vasto (un film sfigato insomma).
Anche le piccole sale cinematografiche (al di sotto di 15.000 abitanti) possono avere contributi selettivi, però il tutto è rinviato all’immancabile decreto ministeriale da adottarsi entro 120 gg.
Art. 25 – Riguardante iniziative e manifestazioni finalizzate alla promozione cinematografica e si considerano le risorse da assegnare rispettivamente:
a) Istituto Luce;
b) Biennale Cinema di Venezia;
c) Centro Sperimentale di Cinematografia
Sempre cl Fondo di cui all’art. 11.
Per effetto degli emendamenti il Mibact contribuirà a finanziare iniziative e manifestazioni volte a sviluppare la cultura cinematografica e audiovisiva nel Paese, a promuovere l’impegno dell’Italia anche in chiave turistica, a realizzare festival etc etc, a sostenere i circoli di cultura cinematografica, le sale delle comunità ecclesiali e religiose, il tutto pari al 3% del Fondo da utilizzarsi anche per le istituzioni scolastiche per attuare il cinema nelle scuole.
Art. 26 – Parla di un Piano Straordinario per il potenziamento del circuito delle Sale Cinematografiche e Polifunzionali per contributi a fondo perduto ovvero in c/ interessi, sui mutui o locazioni finanziarie per la riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse, ma anche per realizzare nuove sale mediante l’acquisto di locali per l’esercizio cinematografico, la trasformazione delle sale in ambito cittadino finalizzato all’aumento del n° di schermi e adeguamento tecnologico. Il tutto verrà disciplinato con apposito D.P.C.M. con un occhio di riguardo alle sale multimediali ovvero di altri eventi culturali e di programmazione di opere nazionali ed europee. Le risorse annue saranno di 30 milioni di euro negli anni 2017-18-19 più altri 20 milioni nel 2020 e 10 milioni nel 2021. Le sale chiuse e dismesse per effetto di emendamenti riguarda innanzitutto quelli presenti nei piccoli comuni (15.000 abitanti) e le sale di interesse culturale. La priorità dei contributi spetta alle sale che permettono la fruizione di opere cinematografiche ma anche di eventi culturali, creativi e multimediali. Un altro emendamento riguarda il potenziamento e la ristrutturazione di sale cinematografiche con l’introduzione di previsioni urbanistiche anche per mezzo di demolizioni e ricostruzioni che comportino volumetrie aggiuntive in deroga agli strumenti urbanistici ordinari.
Art.27 – Parla specificatamente di PIANO STRAORDINARIO PER LA DIGITALIZZAZIONE del Patrimonio Cinematografico e Audiovisivo, si parla di 10 milioni annui per la concessione di contributi ecc., alle imprese di post-produzione italiane in proporzione al volume dei materiali digitalizzati e il Decreto Attuativo definirà i requisiti soggettivi dei beneficiari. 10 milioni anni 2017-18-19 del Fondo di cui all’art. 11 con un emendamento rientrano anche le cineteche. Ci sarà un decreto attuativo.
Art. 27-bis. La Commissione per il tramite di un emendamento ha inserito un articolo aggiuntivo che istituisce una sezione speciale per l’audiovisivo nel Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, fondo dotato di contabilità separata per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici. Il fondo ha 5 milioni di credito.
ART. 28 – Passiamo alle misure volte a favorire una migliore distribuzione delle opere cinematografiche impedendo il formarsi dei fenomeni distorsivi della concorrenza.
ART. 29 – Riguarda l’aggiornamento del Pubblico Registro Cinematografico. Un emendamento ha completamente sostituito l’art. 29 che cmq prevede l’istituzione del Registro Pubblico delle Opere Cinematografiche e Audiovisive presso il Mibact senza oneri per la finanza pubblica. Sono soggette ad obbligo di iscrizione le opere cinematografiche e Audiovisive di nazionalità italiana che hanno beneficiato di contributi pubblici, che assicura la pubblicità circa l’identità degli autori e dei produttori dell’opera. Qui si registrano vari atti che accertino diritti soggettivi opponibili a terzi anche di cessione alle Tv come i diritti di antenna. Tutto è pubblicizzato e liberamente consultabile da chiunque. Anche la Siae cura il Registro Pubblico Speciale e quindi più che un doppione dovrebbe essere una Integrazione. Con D.PR.C.M. verranno stabiliti i termini e le modalità delle comunicazioni che sono cmq obbligatorie pena la REVOCA dei contributi pubblici. Si annotano anche opzioni di libri. Un altro D.PR.C.M. determina le caratteristiche del Registro, le modalità, le tariffe ecc. ecc. ecc., quindi due D.PR.C.M., siamo a livelli PLEONASTICI di burocrazia totalizzante. Per finire si abroga (finalmente qualcosa si toglie di mezzo) il pubblico registro cinematografico curato dalla SIAE.
ART. 30 – Riforma della Revisione Cinematografica (censura) con tanti decreti legislativi da adottare. E’ stato modificato per effetto di un emendamento, con Delega al Governo di riformare il sistema della revisione cinematografica finalizzata alla tutela dei minori. Attualmente ci sono le Commissioni che decidono, il nuovo sistema invece si baserà sul principio della responsabilizzazione degli imprenditori del settore. Ci saranno abbondanti decreti legislativi in materia e decreti delegati che non ci potevamo far mancare, che sono più specializzati nelle sanzioni da comminare. Il nuovo organismo di controllo presso il Mibact prenderà il posto delle numerose Commissioni per la revisione cinematografica e sarà formato da un numero per il momento imprecisato di membri (ci penserà un apposito decreto delegato a stabilirlo) di provata indipendenza di comprovata qualificazione personale.
ART. 31 –
Riguarda altri Decreti Legislativi per la promozione delle opere europee e italiane da parte dei FORNITORI DI MEDIA AUDIOVISIVI che sono le televisioni. Si parla di obblighi di investimento con deroghe, adeguandosi ai principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficacia. Si riformulano le regole, si riformula la definizione di produttore indipendente, si vuole creare un adeguato sistema di verifica, di controllo e un sistema sanzionatorio, insomma si parla di quote ma non si capisce molto e non si disciplina niente, si rinvia.
Delega al Governo di adottare entro 12 mesi uno o più decreti legislativi. Attraverso un emendamento si introducono procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere italiane ed europee da parte delle Tv con meccanismi di flessibilità in cui ci siano una maggiore pluralità di linee editoriali, favorendo degli accordi tra le categorie dei fornitori dei servizi di media audiovisivi e i produttori indipendenti il tutto condito da un appropriato sistema sanzionatorio.
ART. 31 bis – Delega entro 12 mesi al Governo x la riforma delle norme in materia di rapporti di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo x effetto di un emendamento in sede referente, lo scopo è quello di una disciplina sistematica ed unitaria del rapporto di lavoro con il conseguente obiettivo di semplficazione (capirai!)
ART. 32 – Disciplina la procedura di adozione dei decreti legislativi previsti dagli articoli 30, 31 e 31bis, cioè tutela dei minori, quote e rapporti di lavoro.
ART. 33 – Vigilanza e Sanzioni: 5 anni di esclusione dai benefici se si producono dichiarazione o documentazioni false
ART. 34 – (Lunghissimo articolo) Delega del Governo al Codice dello Spettacolo in tale Corpus normativo confluiranno le riforme delle Fondazioni liriche-sinfoniche, teatro, Prosa, Musica, Danza e Spettacoli Viaggianti e Attività Circensi.
E’ stato stralciato dalla Commissione in sede referente (probabilmente avrà una normativa tutta sua al di fuori del settore cinematografico ed audiovisivo).
ART. 35-
Riguarda la copertura finanziaria e la marea di Decreti Legislativi, Ministeriali, Attuativi, Delegati che verranno sfornati da questa legge: non devono comportare maggiori oneri a carico della Finanza Pubblica, ci devono essere prima gli stanziamenti. Gli oneri derivanti dall’art. 11 sono pari a € 233.565.000 per gli anni 2017-2018-2019 e le coperture si trovano mediante corrispondenti riduzioni di fondi.
ART. 36 –
Riguarda l’abrogazione di varie norme.
ART. 37 –
Disciplina le norme transitorie.
ART. 38 –
L’entrata in vigore. La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2017 ad eccezione di quegli articoli che entreranno in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale.
Quindi sono sicuri che la Legge verrà approvata il 1° gennaio 2017
CONCLUSIONI/1
Un sacco di emendamenti assolutamente secondari, + di 50 decreti che non cambiano niente e peggiorano le condizioni economiche del settore, dove continuano a concedere finaziamorti ai soliti noti e cmq alle posizioni + forti, relegando la produzione + artiginanali ai margini. E’ vero che ci sono le opere di giovani, prime e seconde, ma a questo punto diventano un contorno, una politica PANDA perché non verranno mai distribuite se non in maniera marginale.
Il dato politico essenziale è che può fare cinema solo chi incassa.
RIMANGONO FUORI:
A) la programmazione obbligatoria nelle multisale (Di Giorgi)
B) Rai Servizio Pubblico (Cinema In Movimento)
C) Circuito Distributivo per il Cinema Indipendente (Cinema In Movimento) mentre l’interesse culturale è sparito (che poi era anche un modo per giustificare i finanziamenti pubblici);
D) Finanziamenti Selettivi Decentrati,
E) Risorse Rai decentrate.
Quando c’è troppa corruzione politica, l’unico modo per mantenere un livello sano di cinema è decentrare, non perché lì non ci sia, perché qualcosa di buono puoi trovare…
Gian Sart

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