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1 – LA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA SPIEGATA ALL’INGROSSO

8 Aprile 2014

Ma (comincio con un ma) lo so è brutto, ma tant’è: parliamo di produzione cinematografica, il mercato italiano di sala, theatrical, chi premia come film? Quasi esclusivamente i film spettacolari americani distribuiti dalle Majors e le Commedie – Commediette – Commediacce italiane che quest’anno si siano distribuite tra loro “democraticamente” gli introiti grazie anche ad una “confezione” distributiva forte.

E il resto? Diciamo che il cinema d’autore fa molta più fatica di un tempo ad incassare, arriva al massimo a 5 milioni di euro, parlo di un autore al top.

Se circa la metà va all’esercente e l’altra metà viene divisa tra il distributore (30% della metà) e il produttore (70% della metà) vediamo che se un film è costato 5 milioni di euro, alla produzione vanno circa 2.000.000,00, CON I RISTORNI GOVERNATIVI.

Se il film è costato 4 milioni, sulla sala la produzione ha perso 2 milioni.

Ma ecco che entrano le altre, diciamo, “finestre” commerciali:

1) la prevendita estera in sala o in Tv, il cinema d’autore ha più possibilità e dipende dalla notorietà dell’autore, uno non famoso riesce a strappare poche migliaia di euro;

2) l’antenna Tv RAI o MEDIASET che può valere cifre variabili dipende sempre dalla notorietà dell’autore ovvero della produzione, che di solito va da mezzo milione a 1 milione, ma ultimamente le cifre si sono molto abbassate, della serie o mangia sta minestra….;

3) Home video che vale però meno di centomila euro;

4) Internet che non vale niente;

5) sponsor gratuiti circa 200.000 euro, massimo;

6) Il Tax Credit esterna che gode del 40% di agevolazione fiscale per i finanziamenti al cinema da parte dei privati ai quali deve essere cmq restituito il 60% della cifra investita.

Queste sono le possibilità economiche dei film, ecco perché il cinema italiano non può permettersi di fare film troppo costosi, perché il circuito mondiale è dominato dai film USA e il circuito europeo ha una forte concorrenza nazionale dei vari Paesi.

Se tu fai spendere a Medusa Produzioni 30 milioni di € e Medusa ne riscuote 7 su 10 di incasso nel solo mercato italiano, puoi arrivare a 10 milioni con tutte le “finestre che ridono”, ma gli altri 20 milioni sono andati nel paese del nulla.

Certo c’è la possibilità di distribuirlo in tanti paesi del mondo, ma il regista deve essere di fama mondiale.

Siamo cioè arrivati a un punto di “alienazione” del mercato theatrical per cui i film veramente belli sono dentro ad una curva negativa del grafico, mentre dominano i film costosamente spettacolari e le commedie medie, ma anche mediocri per non dire brutte.

Quindi il mercato non favorisce il grande cinema. Però bisogna andare incontro al gusto della gente, ma se non si ha una confezione distributiva forte predomina chi sta già sul mercato con le sue confezioni collaudate.

Ecco perché in queste condizioni il cinema indipendente italiano non ha nessuna speranza di riprendersi i soldi che ha investito se non interviene l’antenna “riparatrice” della RAI, ma qui si entra nella detestabile influenza politica.

Quindi non è che il cinema in sè è morto, non è che il cinema italiano muoia, però il cinema indipendente sta maluccio. Non vorrei vedere un domani l’epitaffio: ve l’avevo detto che stavo male.

giancarlo sartoretto

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