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CONTRIBUTI SELETTIVI- Legge Cinema Franceschini

22 novembre 2017

L’ennesimo parto della legge, qui abbiamo il decreto attuativo che specifica meglio quello che è scritto nella legge, quindi dopo aver attraversato velocemente un sacco di disposizioni (3 pagine) per dire come la semplificazione stia andando alla grande, all’art. 1 ci spiega i contributi selettivi previsti dall’art. 26 della Legge 220/16, che sono erogati per:

a) la scrittura di sceneggiature di opere cinematografiche, televisive e web;

b) lo sviluppo e la pre-produzione di opere cinematografiche, opere televisive, opere web (che sono la novità);

c) opere cinematografiche, televisive e web che siano di animazione, di cortometraggio e di documentario: si può interpretare anche che le opere cinematografiche sono solo di animazione, di cortometraggio e di documentario, ma non è così, si allargano anche ai film difficili e artistici;

d) distribuzione nazionale ed internazionale di opere cinematografiche e televisive;

e) le piccole sale cinematografiche in luoghi con popolazione inferiore a 15.000 e microimprese.

L’art 2 riguarda le definizioni e lo lasciamo perdere (va bene per gli avvocati) possiamo solo dire che il cortometraggio è fino a 52 minuti, poi c’è anche la rete d’imprese (due e più imprese che fanno un contratto di collaborazione), il produttore che è quel soggetto titolare dei diritti di sfruttamento economico dell’opera e quello indipendente, quel soggetto che non sia collegato a emittenti televisive, non destini per un periodo di tre anni almeno il 90% della propria produzione ad una sola emittente e altre specifiche (andarsi a vedere la delibera AGCOM), così pure il distributore indipendente che non sia collegato o controllato ad/da emittenti televisive.

Poi abbiamo definizione di produzione, sviluppo, pre-produzione, realizzazione, post-produzione, distribuzione, produzione associata, produzione in appalto e poi si definiscono le opere: televisiva, televisiva in coproduzione, in pre-acquisto, in licenza di prodotto e infine i diritti primari, secondari, di elaborazione (si definiscono un sacco di situazioni).

Vediamo invece il riparto delle risorse

1) per scrittura di sceneggiature € 960.000 (anno, perché fanno riferimento al decreto di riparto);

2) sviluppo e pre-produzine € 2.560.000 (come sopra);

3) produzione di opere audiovisive

a) giovani autori € 5.760.000 (fino a 35 anni e per tutto l’anno);

b) opere prime e seconde € 3.840.000 (per tutto l’anno, ipotizzando € 200.000 a progetto sono meno di 20 progetti finanziabili);

c) documentari e cortometraggi € 1.920.000 (dipende da quanto danno a progetto);

d) animazione € 2.560.000 (con questo importo si possono fare 2 progetti all’anno professionali);

e) film difficili e di qualità artistica € 9.600.000 (potrebbero dare pochi soldi a tanti 100-200.000 euro, soprattutto per film difficile o tanti soldi a pochi, non si è ancora capito, anche quante sessioni sono, più avanti dicono 3);

4) distribuzione nazionale di opere (solo) cinematografiche € 2.880.000;

5) distribuzione internazionale di opere cinematografiche e televisive € 960.000 ( una miseria se consideriamo che ci sono anche i prodotti televisivi)

6) esercizio cinematografico € 960.000 (sarebbe rafforzamento, ma cosa vuoi rafforzare in tutta Italia per un anno?)

Quindi ogni anno la DG Cinema emana un bando con 3 scadenze annuali per la presentazione delle domande e tre sessioni di valutazione con la tripartizione delle risorse, il 15% è riservato a reti d’ imprese e a imprese di nuova costituzione.

Nel bando di selezione si terranno in considerazione i criteri di valutazione dei progetti tra le altre cose, e la revoca di un contributo può avvenire successivamente quando l’opera è realizzata se non ha un livello minino di professionalità (adeguato).

Gli esperti selezionano i progetti e assegnano i contributi e la loro attività si svolge presso i locali della DG Cinema, i lavori si possono svolgere anche non fisicamente, in modalità telematica (questa è la novità) quindi uno può anche non spostarsi dal nord o dal sud, naturalmente per la validità delle riunioni occorre la presenza della maggioranza dei componenti anche quelli online, si possono svolgere anche audizioni dei soggetti che hanno presentato domanda, ma non è obbligatorio e poi infine gli esperti sono tenuti alla riservatezza (però non c’è nessuna pena in caso contrario).

Per quanto riguarda la scrittura di sceneggiature gli autori devono essere fiscalmente residenti in Italia, la valutazione e la selezione dei progetti dipende dalla qualità e origenialità del soggetto ovvero del trattamento, del potenziale di realizzazione dell’opera cinematografica o televisiva, e la potenzialità di diffusione nelle sale cinematografiche e i contributi vanno (finalmente) direttamente agli autori della sceneggiatura.

Qualcosa di simile riguarda lo sviluppo e pre-produzione di progetti cinematografici, televisivi e web, per quando riguarda i videogiochi i contributi sono assegnati in regime de minimis, (aiuti di piccola entità). Anche qui gli stessi criteri precedenti.

E adesso vediamo la produzione di opere cinematografiche e di opere d’animazione, di documentario e di cortometraggio sempre per imprese cinematografiche e audiovisive:

a) di giovani autori per la produzione di una opera cinematografica inferiore a 4.000.000, e poi qui il Ministero va nel dettaglio e quando va nel dettaglio diventa burocratico in quanto non può codificare infinite situazioni di per se difficili da prevedere e costringe a produrre “carte false” ad es. quando dice che i costi sopra la linea devono essere uguali (e meno) al 25% del costo di produzione, poi 20% e poi 10.000.000.

Per la produzione di documentari e cortometraggi non devono superare un milione e 200.000 e chi mai li supera, (chi li supera è perché ci mangia sopra) poi abbiamo opere d’animazione, opere cinematografiche difficili aventi un costo di produzione inferiore a euro 1.500.000, quelle di qualità artistica inferiore a 4.000.0000, e qui ancora con sti costi sopra la linea del 30% del costo di produzione, se non si ottiene la nazionalità definitiva bisogna tornare indietro i soldi.

Gli esperti guardano su un progetto la qualità e originalità della sceneggiatura o del soggetto, lo stile del regista, la qualità dell’apporto del cast artistico e tecnico, e poi le potenzialità della diffusione etc..

Per quanto riguarda la Distribuzione nazionale delle opere cinematografiche i contributi vanno ai distributori indipendenti fiscalmente residenti in Italia che devono sostenere le opere prime e seconde, i giovani, quelle difficili e quelle di particolare qualità artistica (con questi criteri dopo 6 mesi il distributore è già fallito se poi ci aggiunge anche i documentari e cortometraggi anche meno di 6 mesi).

Va da sé che l’avverbio prioritariamente si coniuga ai film che abbiano già ottenuto il contributo alla produzione e adesso anche alla scrittura, la valutazione e la selezione si coniuga sempre con la qualità e originalità dei progetti, dalla strategia promozionale e distributiva anche originale se lo scopo è quello di avere più pubblico (invece dei soliti 4 sfigati) etc, la distribuzione internazionale non aggiunge niente di nuovo mentre l’esercizio cinematografico premia le sale dei piccoli centri coinvolgendo il pubblico giovanile, le persone con disabilità e gli stranieri cn problemi di emarginazione (però devono lasciare fuori dalla sala il cartone) il bando poi individua i limiti massimi di cumulabilità dei contributi.

Per finire la DG Cinema controlla e se accerta l’indebita fruizione anche parziale dei contributi provvede al recupero maggiorato di interessi e sanzioni di legge e può chiedere anche- in altri casi – una ulteriore documentazione, mentre i soggetti beneficiari devono comunicare tempestivamente alla DG l’eventuale perdita dei requisiti e poi in caso di dichiarazione mendaci ecc ecc , però bisogna vedere se la Dg è in grado di controllare le multisale che trasmettono film d’essai e quindi anche tutto il resto di cui si dice, scusate se è poco.

Gian Sart

LA PROMOZIONE CINEMATOGRAFICA Legge Franceschini

CINETECHE Legge Cinema Franceschini

IL PARTO DELLA LEGGE CINEMA 220/16 – Il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo

LE QUOTE CINEMA Legge Cinema Franceschini

RIPARTO DEL FONDO CINEMA – DECRETO DEL MINISTRO

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