DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI VI° punto

FORMAZIONE
E’ importante che la LEGGE CINEMA consideri anche questo aspetto per ovviare a quella che il critico Gianni Canova chiama “ignoranza iconica”, particolarmente presente nel mondo giovanile che pensa di capire il cinema su internet e che invece riduce la sua complessità in proporzione alla grandezza dei supporti di diffusione: più sono piccoli meno si capisce, tant’è vero che un certo cinema sperimentale è diventato per loro datato. Internet per i ragazzi è più facile, è più comodo perché si vedono più film e magari a scrocco.
Internet all’inizio funzionava per i video dilettanteschi, ma poi con lo sviluppo delle immagini anzi la loro compressione si sono potuti vedere i film interi, noi ci eravamo illusi che finalmente il cinema indipendente avesse un nuovo canale distributivo, anche in alternativa a quello theatrical ma abbiamo constatato de visu che nella stragrande maggioranza i ragazzi preferivano o i film prima che uscissero in sala quindi piratati come gesto di sfida o i film di grande successo e incasso nelle sale e non considerassero per niente il cinema indipendente quando aveva delle idee e cmq se lo visualizzavano nei festival gratuiti non erano disposti a pagare neanche 2 euro di noleggio in streaming. Quindi diventa indispensabile la scuola per far vedere film di sostanza nelle sale cinematografiche attraverso convenzioni e far tenere dei corsi di educazione all’immagine da autori e registi e cmq tutti quelli che il film lo fanno trasmettendo una esperienza importante ai ragazzi, anche con progetti di recupero di luoghi abbandonati e finanziamenti europei bisogna puntare sulle sale cinematografiche di quartiere.

DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI V° punto

QUOTE….. latte alle ginocchia
Le televisioni come Rai, Mediaset, e Sky in primis, devono in forza di legge acquistare e programmare nei loro canali anche tematici, film indipendenti attraverso una quota del loro fatturato globale, quota che hanno sempre sistematicamente disatteso soprattutto la Rai che da soldi solo al Pd. in cambio il Pd aumenta gli stipendi ai suoi dirigenti. Naturalmente bisogna definire cosa sia CINEMA INDIPENDENTE. Fino ad oggi con una normativa del 2005 si definiscono i Produttori Indipendenti in maniera così astratta e inefficace che anche De Laurentiis risulta essere un indipendente perché si deve valutare la quantità di business della sua Società rispetto alle televisioni. Invece molto più semplicemente si può definire NON TANTO IL PRODUTTORE INDIPENDENTE quanto il film indipendente. Noi di Cinema in Movimento abbiamo così definito il film indipendente:
1) Nuova definizione di film indipendenti:
– sono film indipendenti tutti i film d’autore, sperimentali, d’avanguardia, per il low budget, fino ad un massimo di € 1.500.000,00 che non siano stati cooprodotti dalle televisioni nazionali ed equiparabili secondo il Mibact a film difficili (non per i contenuti ma per le difficoltà produttive).
E queste Tv dovrebbero acquisire anno x anno un certo numero di questi film sia per programmarli, sia per produrli. Per le tv private bisogna vedere se hanno un budget d’acquisto o comprano solo vecchi film, tra l’altro se vogliamo chiamarlo mercato, è completamente chiuso, mentre anche le piattaforme Web che trasmettono in streaming almeno quelle che richiedono un abbonamento, dovrebbero essere soggette ad un vincolo di programmazione e acquisizione. Per noi indipendenti è indispensabile che queste quote vengano rispettate e che anche i film delle piccole produzioni possano essere programmati e acquistati altrimenti ci arrabbiamo e li denunciamo all’AGCOM di intervenire cn grosse multe che andranno (magari!) a finanziare il Circuito Distributivo di Cinema Indipendente.

DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI IV° PUNTO

CONTRIBUTI SELETTIVI E CONTRIBUTI AUTOMATICI
I contributi automatici sono quelli che si hanno se il film incassa al botteghino, si chiamano ristorni governativi che il DdL Franceschini vuole incrementare. E qui siamo all’assurdo che se il film incassa e quindi guadagna deve cmq essere “assistito” dallo Stato con queste prebende. All’Estero è difficile capirlo. e CMQ COSTITUISCE UNA DEROGA ALL’ECCEZIONE CULTURALE.
I contributi selettivi invece sono quelli dati ai progetti risultati vincitori, giudicati da una commissione di 5 esperti, diversamente dai punteggi automatici dove fa capolino il reference system. Chi valuta il progetto dovrebbe farlo con competenza scientifica e quindi la Commissione dovrebbe essere formata da filmaker, autori, sceneggiatori, esperti di cinema di genere, ma anche produttori e distributori + che commissioni formate dai critici, che potrebbero essere SCARSAMENTE INNOVATIVI. In Italia invece la competenza è puramente “politica” e ne gli stessi punteggi automatici hanno migliorato la situazione creando delle posizioni di privilegio. L’unica cosa da fare (almeno in Italia) è allora quello di creare più commissioni territoriali che si giustappongano a quella nazionale in maniera da creare “concorrenza” tra di loro, le più competenti e capaci da un punto di vista della valutazione dei progetti potranno contribuire a far nascere dei buoni film e ad attirare nel territorio più finanziamenti, sia a livello del tax Credit degli investitori esterni che di Film Commission interessate alla promozione turistica . L’unico modo per uscire da questa impasse non è tanto CENTRALIZZARE come fanno i FRANCESI, ma considerando la peculiarità tutta italiana di metterci dentro le influenze dei partiti, bisogna al contrario DECENTRALIZZARE, DECENTRARE le Commissioni in Macroregioni (Decentramento Ministeriale). Aumentare quindi i contributi selettivi e ridurre nettamente quelli automatici.

DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI 3° PUNTO

TASSA DI SCOPO!
Un altro argomento di interesse è la cosi detta TASSA DI SCOPO già applicata in Francia, ma che in Italia trova una forte opposizione. L’ha introdotta il DdL Di Giorgi che tende ad imitare il sistema Cinema alla Francese. Tutti dovrebbero pagare questa tassa di scopo anche se in maniera diversa, quindi le Tv di tutti i tipi anche perché trasmettono molti film e quindi la gente va meno al cinema, sia le Piattaforme in streaming e in abbonamento, anche per il fenomeno della pirateria del Web e questa tassa di scopo dovrebbe costituire un risarcimento sia pure limitato, lasciando esenti – a ns parere – solo le monosale e anche le multisale se rispettano il principio d’un film per sala. La Tassa di Scopo costituisce un prelievo “aggiuntivo” su tutti i soggetti che hanno dei proventi tramite il cinema. Però nel DdL Franceschini non c’è una vera tassa di scopo, ma una rinuncia da parte dello Stato ad una percentuale di Ires e Iva da destinare ad un Fondo per il Cinema che già i soggetti versano. Nessun onere aggiuntivo per le Tv e i colossi delle Telecomunicazioni, che vuol dire prelievo dalla fiscalità generale e quindi non sono certi tipi di imprese a sostenere il cinema ma i cittadini, sembra che non si possano toccare gli interessi delle multinazionali. Per la tassa di scopo è meglio il DdL Di Giorgi.

DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI 2° PUNTO

LA POLITICA PER LE SALE CINEMATOGRAFICHE – E’ l’unico aspetto positivo del Disegno di legge Franceschini – a mio parere – perché introduce l’interesse culturale per le sale storiche (che quindi non possono essere chiuse), possibilità di ampliamento attraverso progetti anche in deroga ai piani urbanistici: i Comuni naturalmente devono stare attenti che questo punto non venga stravolto con speculazioni che non c’entrano niente con l’ampliamento della sala cinematografica e l’impossibilità del cambiamento d’uso dell’immobile (che non può più essere trasformato in un supermercato). E poi ancora finanziamento a partire dal 2017 di progetti di risanamento, e recupero di sale chiuse (nella sola Roma ce ne sono almeno una quarantina) che potrebbero rappresentare il primo passo per la creazione di un circuito di sale per il Cinema Indipendente e d’autore in tutta Italia (Punto 7 del GRUPPO DI LAVORO DI CINEMA IN MOVIMENTO) perché IL PROBLEMA VERO DEL CINEMA ITALIANO INDIPENDENTE NON è TANTO NELLA PRODUZIONE, MA NELLA SUA DISTRIBUZIONE

DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI 1° PUNTO

CONCLUSIONI I° PUNTO

Il DdL Franceschini – riporta tutti gli articoli (andare a pag. 41). Se avete la possibilità di leggerlo potrete constatare che diventa “scoraggiante” per il numero di rinvii ad una normativa “secondaria” ampliando di fatto la burocrazia delle interpretazioni e quindi i tempi slitteranno sine die, diversamente da quello che dice l’articolista del Fatto Quotidiano, anche per la tempistica occorrente per la creazione dei vari decreti attuativi, mentre il DdL Di Giorgi disciplina tutta la materia )o quasi) nei suoi 42 artt. Quindi da questo punto di vista è molto meglio il DdL Di Giorgi.

12° E ULTIMO EMENDAMENTO LEGGE CINEMA (a cura di Cin. in MoV.)

Premessa.  Efficacia del controlli del Mibact e semplificazione. Nulla è previsto dal DdL. Franceschini. Modifiche. Per i controlli  vanno bene gli artt del Ddl Di Giorgi 34-40, per la semplificazione vedi Mibact punto 4) di Cin in Mov.:

  1. a) abolizione dell’attuale sistema SVILUPPO PROGETTI e al suo posto un concorso nazionale in cui si presenta solo un soggetto lungo di 24 pagine (minimo) e la relazione artistica dell’autore. Deciderà una Commissione quali sono i progetti meritevoli di sviluppo
  2. b) tasse istanza in rapporto al budget del progetto;

 Fino a € 1.500.000,00  la tassa è di € 200 per i lungometraggi, € 100 per i documentari e € 50 per i corti e    sviluppo.

Fino a € 2.000.000,00  la tassa  è di € 600;

Fino a € 3.000.000,00 la tassa  è di €1.500,00 (importo progressivo)

Fino a € 5.000.000,00 la tassa è di € 3.000,00

Oltre   € 5.000.000,00 la tassa è di €4.000,00.

La tassa per ottenere il solo interesse culturale viene abolita.

  1. c) le società che presentano progetti fino a € 1.500.000,00 possono avere un capitale sociale di 20.000 euro, 10.000 per chi presenta cortometraggi
  2. d) semplificazione burocratica. Togliere la procedura dell’inizio lavorazione.
  3. e) reintroduzione della formula produttiva che preveda la partecipazione ai costi di produzione, in misura non inferiore al 30 per cento dei rispettivi compensi, di registi, soggettisti e sceneggiatori, attori e tecnici qualificati.  Tale importo complessivo deve essere  considerato tra le spese ammissibili ai fini della tax credit interna.

 

 

 

11° EMENDAMENTO LEGGE CINEMA (a cura di Cin. in MoV.)

Premessa. Rai Servizio Pubblico attualmente non previsto dal disegno di legge Franceschini che menziona in maniera “astratta” i canali televisivi.

Modifiche. Vedi Il punto 9) di Cin. In MoV dal titolo “Rai Servizio Pubblico”:

a) Superamento di rai fiction e rai cinema come era precedentemente, un’unica Rai basata sulle 3 Reti Nazionali + Canali Tematici;

b) Trasparenza: pubblicazione on line nel sito Rai  dell’elenco dei diritti cinematografici e televisivi acquisiti anno per anno;

c) Trasparenza: registro on line dei film e fiction finanziati a tutti i livelli specificando le società beneficiarie;

d) Accesso democratico anche per le piccole e micro imprese  indipendenti in quanto portatrici di contenuti innovativi.

e) Quote di programmazione, acquisto, produzione di film indipendenti, documentari e cortometraggi prevedendo multe sostanziose se non vengono rispettate, da parte dell’AGCOM.

f) Oltre alla Rai servizio pubblico tale obbligo di quote riguarda le televisioni di interesse nazionale come il circuito Mediaset e Sky e Piattaforme Web Varie che distribuiscono cinema in streaming attraverso abbonamenti o altro, in questo caso le quote riguarderanno il solo acquisto, sia per film italiani che per quelli europei.

g) Creazione di un canale tematico Rai di film artistici e culturali italiani compresi documentari e cortometraggi.

 

 

 

 

10° EMENDAMENTO a cura di Cinema in MoVimento

Premessa.  Attualmente non esiste nessuna programmazione obbligatoria ne il Ddl Franceschini la prevede.

Modifiche.Programmazione Obbligatoria di film italiani ed europei nelle multisale, indipendentemente dalla lingua in cui sono stati girati, prevedendo multe sostanziose per i trasgressori, allo scopo  di ampliare l’offerta cinematografica. Vedi il punto 8) di Cin. in MoV. Bisogna evitare il fenomeno regressivo che un unico film occupi tutte le sale, sarebbe la fine del senso delle multisale.

 

9° EMENDAMENTO a cura di Cinema in MoVimento

Premesse. L’art. 3  Ddl Franceschini disciplina tra le altre cose  le Professioni nel cinema: maestranze, tecnici e generici come lavoratori dello spettacolo. Pero i due DdL (Franceschini e Di Giorgi)  non disciplinano la materia e quindi si rinvia al punto 6° di Cinema in Mov.

Sviluppo.  Si deve parlare di lavoratori dello spettacolo e inserirli nella legge cinema, si parla di artigianato, formazione professionale, patentino professionale, e la riformulazione dei criteri del periodo di disoccupazione  per maestranze, tecnici e generici + favorevoli ai lavoratori. Occorre anche   stilare la normativa  dell’istituto della compartecipazione ai progetti audiovisivi.

 

 

8° EMENDAMENTO al DdL. FRANCESCHINI a cura di Cinema in MoVimento

Premessa L’art. 3 del DdL Franceschini tra le altre cose parla di Educazione all’Immagine.

Modifiche Deve essere integrato ovvero sostituito per maggiore efficacia dall’analogo Ddl Di Giorgi art.30 (nei programmi scolastici)   e dal punto 10) di Cin In Mov. sulla formazione. a) Insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado della materia cinema (educ. all’immagine) con incarichi a esperti esterni (registi e sceneggiatori); b)Formazione dei giovani con finanziamenti europei; c) Recupero di luoghi abbandonati, per sale cinematografiche di quartiere in cui si tengono corsi di cinema; Roma capitale europea dell’audiovisivo con recupero di spazi ex mercati generali da affittare alle produzioni o altro luogo.

 

7° EMENDAMENTO DdL Franceschini (a cura di Cin. in MoV.)

Premesse.  L’art. 31 DdL Franceschini disciplina le Quote di programmazione e investimento  delle televisioni nazionali di opere cinematografiche italiane (indipendenti) ed europee.

Modifiche. Deve essere sostituito completamente dall’analogo Ddl Di Giorgi art.29 che prevede  quote obbligatorie di investimento e programmazione per le emittenti televisive di film indipendenti e d’autore,  che significa produzione e acquisto al  10% nei fatturati delle emittenti televisive e 15% per il soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo, mentre Franceschini rinvia tutto ai  decreti legislativi (entro un anno –si spera ), anche per riformulare la definizione di produttore indipendente, ci sono poi delle deroghe,  vorrebbe creare un sistema di verifica e un sistema sanzionatorio e si parla di obbligo di investimento e programmazione, ma l’insieme è dilatorio. Occorre includere nell’obbligo di quote anche le piattaforme online e quindi integrare l’articolo del DdL Di Giorgi con il punto 9) di Cin. in MoV. dal titolo RAI SERVIZIO PUBBLICO, paragrafo f).  

 

 

6° EMENDAMENTO AL DdL. FRANCESCHINI (a cura di Cin. in MoV)

Premessa. L’art. 26 del Ddl Franceschini illustra un PIANO STRAORDINARIO per il potenziamento del Circuito delle sale cinematografiche con contributi di 10 milioni annui per 3 anni per il recupero di sale dismesse o chiuse. L’art 8 dello stesso diegno di legge parla dell l’interesse culturale per le sale storiche,  prevedendo  il vincolo di destinazione per le stesse che quindi non potranno più diventare dei supermarket e anche essere ristrutturate  in deroga agli strumenti urbanistici, con volumetria aggiuntiva.

Modifiche. Qui si può aggiungere il punto 7)  di Cin in MoV e cioè la  creazione di un CIRCUITO di sale per il cinema indipendente per potenziare il momento distributivo. Ecco il testo:

AGENZIA –  Viene creata una Agenzia di distribuzione e promozione del cinema indipendente che si avvale di un circuito di sale che vi aderiscono, diffuso su tutto il territorio italiano. Per il finanziamento dell’Agenzia ci si avvarrà di una  TASSA DI SCOPO (Vedi DdL Di Giorgi) da non far pagare agli esercenti del Circuito, ma a tutti gli altri: le multisale, a tutte le tv che proiettano film e a piattaforme varie che trasmettono film in streaming,  sia sui proventi derivanti dalla pubblicità inserita nei film, sia sulla quantità di film trasmessi, su una percentuale degli incassi e delle vendite individuali .  

CIRCUITO – Le sale che aderiscono al circuito potranno essere: private, comunali, parrocchiali, associazioni di cultura cinematografica, cineclub,  di quartiere  che servono anche come centri di formazione, universitarie, occupate, sale gestite sul territorio regionale  dalle Film Commission. Le sale aderenti otterranno un marchio che darà diritto ad un finanziamento diretto del Mibact per la proiezione di film indipendenti e una defiscalizzazione completa per motivi culturali. Le sale per mantenere il diritto al marchio dovranno avere e mantenere uno standard di qualità.

PROGRAMMAZIONE – I film indipendenti compresi documentari e cortometraggi dovranno essere circuitati per almeno 6 mesi attraverso una multiprogrammazione con cambiamenti continuo di programmazione giornaliera, approfittando delle nuove tecnologie di proiezione. Il Circuito tenderà ad essere il più possibile inclusivo anche di film a bassissimo costo che però devono mantenere un “livello tecnico” minimo, da sala cinematografica.  Le proiezioni  dovranno essere fatte in DIGITALE (DCP)standard internazionale 2K – 4k con schermo fisso,  non con videoproiettori e schermo mobile, questo per far in modo che il circuito non sia considerato inferiore. 

DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE – L’Agenzia programmerà i film su tutto il circuito, fornendo alle sale i manifesti pubblicitari, cartoline e questionari rivolti al pubblico per capire il gradimento dei singoli film, oltre alla creazione di un sito on line interattivo con il pubblico. I produttori forniranno all’Agenzia tutto il materiale pubblicitario dei propri film: locandine, trailers… L’Agenzia avrà accesso a trasmissioni Rai Regionale e Rai Nazionale per la promozione del singolo film indipendente e del circuito con interviste varie.   Verrà creata una rivista on line gratuita e cartacea da lasciare nelle sale del circuito al costo di 1 euro per promuovere i film e tutti gli autori con interviste, compresi cortometraggi, e documentari.  L’agenzia si coordinerà con tutti gli istituti culturali italiani del mondo che dovranno organizzare almeno una rassegna annua di  film indipendenti italiani (a questo fine, bisognerebbe sapere quanti finanziamenti ricevono e come li spendono). Con possibilità di invitare gli stessi autori.

DIRITTI SUCESSIVI –L’Agenzia potrà in accordo con i singoli produttori impegnarsi a vendere singolarmente o in pacchetti i film alle televisioni in primis, per il canale tematico della Rai e comunque a tutte le emittenti italiane nel rispetto delle quote di programmazione stabilite dalla legge.

 

 

 

 

 

 

 

5° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cin in MoV)

Premessa. L’art. 24 Ddl Franceschini disciplina i Contributi Selettivi (opere prime, seconde, giovani autori, ma anche film di qualità artistica e culturale.)

Modifiche. Si dovrebbe aggiungere anche il termine “sperimentale” raddoppiando l’attuale 15% al 30 (vedi 2° Emendamento) . Bisogna anche abolire il Reference System sui contributi selettivi di cui al punto 3) Cin. In Mov … non distinguendo più opere prime, seconde e terze ma privilegiando solo le idee anche per chi è un “senatore della pellicola” (meritocrazia.)

La Commissione di 5 esperti valuta i progetti: (DdL Franceschini) potrebbe essere formata da: un autore, un film-maker, un critico, un esperto in distribuzione cin., un esperto di genere filmico (Cin in Mov.) non è unica, ma si tratta di più commissioni su macro regioni decentrate del Mibact che convivono con una Commissione unica centrale in maniera paritetica e questo per sviluppare il massimo il concetto di cinema territoriale, punto 2) di Cin In Mov.: 

a) Cinema Territoriale sul principio del local-global (storie locali per una distribuzione internazionale) attraverso: il decentramento delle commissioni del Mibact in macro regioni

TORINO x Piemonte, Vald’aosta, Liguria, Sardegna;

MILANO x Lombardia e Emilia Romagna;

VENEZIA x Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia;

FIRENZE x Toscana, Umbria, Marche;

ROMA    x Lazio, Abruzzi;

NAPOLI x Campania e Molise;

BARI      x Puglia e Basilicata; 

PALERMO x Sicilia e Calabria. 

b)  decentramento Rai per sfuggire all’influenza politica dei progetti. Qui immaginiamo le sedi Rai decentrate che possono decidere anche di preacquistare il diritto di antenna oltre che ad offrire dei servizi legati alle loro potenzialità produttive, per intenderci la Rai di Udine non è la Rai di Torino, ma anche finanziare documentari locali sulle bellezze, curiosità, prodotti, ecc. 

c)  Film Commission funzionanti che si coordino tra di loro e burocraticamente (modelli e procedure uniformi) con il Mibact; il ruolo delle Film Comm. diventa fondamentale oltre che per i servizi che già conosciamo, nel sostegno al produttore per aiutarlo ad interagire  con sponsor del territorio, crowdfunding locale, amministrazioni comunali, promoz. del turismo (cineturismo) e finanziatori esterni grazie alla tax credit.

Le commissioni nelle macro regioni possono convivere IN MANIERA PARITETICA anche con una COMMISSIONE UNICA NAZIONALE.

E’ fondamentale insistere per una trasparenza e un pluralismo di generi e di gusti nella scelta dei progetti da finanziare. A tal fine si richiede che nelle Commissioni Giudicanti vengano coinvolti professionisti di chiara fama nazionali o internazionali in rappresentanza di tutti i generi del Cinema.

 

 

4° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cinema in MoVimento

Premessa – L’art. 21 DdL Franceschini riguarda i Contributi Automatici che vengono dati sulla base di parametri oggettivi (?) e relativi ai risultati raggiunti dall’Impresa in relazione alle opere cinematografiche e televisive precedenti (????????)

Modifiche – Così si riduce il Cinema Italiano alla produzione di  Commedie. Dovrebbe essere completamente emendato dall’art. 31 del DdL Di Giorgi per la parte dei contributi finanziari automatici che vengono dati sulla base degli incassi in sala, si parla quindi dei già conosciuti Ristorni Governativi.