5 – LA VERITA ‘ (Lungometraggio)

La verita’ è ciò che appare?

Si comincerà dagli accadimenti attorno ad un assassinio che vedono coinvolti tre personaggi (un emarginato, un impiegato e un dirigente) che non si conoscono, nella veste di protagonisti.

Gli spettatori osservano tutto: il modo di fare semplicione dell’emarginato, quello codardo dell’impiegato e quello corrotto e cinico del dirigente, osservano anche chi di fatto ha compiuto l’assassinio.

Nella seconda parte siamo davanti agli interrogatori di un ispettore di polizia, in questa fase gli atteggiamenti prevedibili dei tre protagonisti verranno rovesciati:

  1. l’emarginato si dimostra un tipo complesso, dalla personalità multiforme e quindi un disadattato;
  2. l’impiegato si dimostra coraggioso e aggressivo;
  3. il dirigente pavido e debole

Ognuno dei tre dà versioni diverse degli accadimenti in cui è implicato, almeno a livello di sospetti e vediamo la versione dei fatti che procede molto lontano dalla verita’:

  1. l’emarginato dice le cose in modo da darsi più importanza;
  2. l’impiegato cerca di raccontare meno di ciò che sa o di cui è stato testimone o che ha visto apparendo reticente;
  3. il dirigente ricostruisce la verità dei fatti ricreando un’immagine il più possibile coerente con l’immagine ideale che egli ha di se stesso.

Egli risulterà essere l’assassino come gli spettatori sanno, però è l’unico che viene creduto e quindi scagionato.

 

soggetto n.10

 

1 – BUSINESS PLAN 6 Cinema e Finanziamento

Il Piano di Finanziamento o delle Fonti di Finanziamento e il fabbisogno economico in corso d’opera

Infine un business plan accettabile deve riguardare anche un piano di finanziamenti o delle sue fonti e soprattutto il fabbisogno economico in corso d’opera, cioè quanto serve giorno per giorno.

Designa non solo l’entità del fabbisogno finanziario ma anche come reperire i finanziamenti o le partecipazioni, c’è il capitale di rischio del produttore, ma anche finanziamenti esterni attraverso l’incentivazione fiscale (Il tax credit esterno) l’antenna, i diritti esteri, gli sponsors, le coproduzioni nazionali ed estere in alternativa o assieme.

Il capitale fisso non c’è perché è tutto noleggiato per la bisogna. Il capitale circolante è costituito dal finanziamento della banca al netto degli oneri finanziari, dal pagamento a termine dei fornitori. Il fabbisogno finanziario globale è derivato dal piano di lavorazione e dai conseguenti costi settimanali ai quali provvedere attraverso operazioni bancarie e di cassa.

Bisogna esplicitare tutte le forme di finanziamento che si intende impiegare nell’iniziativa come il capitale di rischio ovvero il capitale di terzi. E’ indispensabile reperire in tempi ragionevoli i mezzi finanziari.

La distribuzione temporale del fabbisogno finanziario. Occorre calcolare il fabbisogno finanziario settimana per settimana in base alle scadenze, alla spesa quotidiana, ai contratti da onorare tenendo presente che ci deve essere un fondo cassa per le esigenze più varie. Tale fondo cassa deve essere contabilizzato in uscita con documenti, fatture e scontrini di spesa.

I finanziamenti possono essere di natura pubblica o privata e si aggiungono al capitale proprio e agli altri mezzi dei terzi già impiegati nell’attività.

IL PIANO DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO può definire dettagliatamente i mezzi propri, i soci sovventori, i mutui bancari, altri prestiti, e la loro copertura nel tempo.

Abbiamo i finanziamenti a breve termine, lo scoperto di c/c, lo sconto di effetti, il factoring;

i finanziamenti a medio/lungo termine come il mutuo e il leasing finanziario; i finanziamenti agevolati

Il piano economico-finanziario si avvale del

CONTO ECONOMICO PREVISIONALE attraverso i ricavi e i costi;

STATO PATRIMONIALE PREVISIONALE con le attività e le passività;

PIANO DEI FLUSSI DI CASSA PREVISIONALE con i fabbisogni di cassa e relative coperture;

Abbiamo alcuni indici come MS Margine di struttura = Capitale netto – Immobilizzazioni nette;

CCN Capitale circolante netto è costituito dai crediti a breve contro debiti verso i fornitori;

MT = Liq. Immediate + Liq. Differite – Passività correnti.

Il piano economico- finanziario-commerciale

La commercializzazione del prodotto non è solo theatrical cioè le sale dell’esercizio, ma anche televisiva, home video, internet, territoriale ed extranazionale da parte di tv e distribuzioni estere e si stima per ogni settore una previsione.

Ricordiamo nel settore delle sale il 50 per cento degli incassi vanno alla sala, l’altro 50 viene distribuito tra il produttore e il distributore in una percentuale varabile che dipende anche dalla forza produttiva. All’incasso percentuale al produttore rimane meno della metà e di questo dovrà tener presente in sede di costi.

Se un film incassa € 5 milioni, meno di € 2,5 vanno al produttore per cui il piano di lavorazione è la base per la redazione del piano dei costi.

Il deficit ci può essere non solo per mancanza di incasso ma anche per un incasso insufficiente, il tax credit esterno però permette di distribuire meglio il rischio essendoci una detassazione fiscale.

 

2 – LA MISTICA DEL CAMBIAMENTO 2

2° parte.

Possiamo dire in generale che le società degli uomini è in continuo cambiamento, mutano perfino i costumi – ogni secolo si riconosce per il suo modo di vestire – ma non è detto – come fanno testo le teorie storiche , che le istituzioni siano eterne, cioè a dire che uno stato o una comunità attraversano stadi diversi di sviluppo, crescita ed estinzione, di coesione (forse più potente davanti al nemico) e di disgregazione sociale, per cui anche le istituzioni “ degenerano”, tant’è vero che conosciamo la famosa teoria di Aristotele in cui la democrazia, tra l’altro, costituisce la degenerazione della politeia , così come l’oligarchia è la degenerazione dell’aristocrazia, quindi il potere corrompendosi deforma il retto agire.

La storia ci insegna che le Comunità devono costruire sempre nuove motivazioni per saldarsi e solidificarsi e stare assieme, e anche le stesse istituzioni hanno bisogno di mantenere una loro dinamicità, altrimenti si generano grosse turbative e qui la legge svolge una funzione primaria: “se la legge del padre non viene rispettata, i figli si fanno guerra tra di loro”.

Sembra comunque che un cambiamento non avvenga mai per pura “razionalità” come moto preventivo di “stabilizzazione” sociale ogni volta che c’è un certo squilibrio da colmare, e ciò fa dire che il cambiamento sociale diventa una sorta di “mistica” a cui credere indefessamente in quanto riflette un bisogno individuale che diventa la proiezione di un desiderio soggettivo di instabilità anche emotiva e quindi il manifestarsi di una forma di disadattamento verso un mondo che ci è estraneo; questo desiderio individuale difficilmente si trasforma in coscienza collettiva e patrimonio comune o quanto meno maggioritario che genera sommovimenti sociali e rivoluzioni, se non in certi momenti storici che in passato sono sempre stati a ridosso di guerre catastrofiche, d’altra parte invece il cambiamento costituisce l’hybris destabilizzante pieno di paurosi presagi.

Fuori da questi casi espressi – e qualcuno è sempre lì che li aspetta – come l’attesa religiosa della manifestazione del divino – Il cambiamento in questo senso rappresenta una illusione, e il mondo istituzionale retto dalla stragrande maggioranza, una conferma di stabilità, immobilità, immarcescibilità , conformismo , dove l’unico movimento è quello delle mode passeggere e se anche le istituzioni dovessero diventare “decadenti” non crollano facilmente, se non per effetto di una spinta, dovuta a una modifica dei rapporti sociali che rendono quelle stesse istituzioni superate.

Ciò sembra confermare un fatto incontrovertibile: lo stesso disagio sociale che in certi momenti impera viene ricompattato di fronte alle guerre che agiscono come collante nazionale dove molti contrasti anche politici sono assorbiti dalla nuova impresa , in cui si distrugge per poi un domani ricostruire facendo rinascere l’economia, in questo senso assomiglia al rituale dei popoli primitivi dentro una modalità psichica profonda.

Questa è stata per secoli la psicologia imperante, adesso ci chiediamo di cosa possiamo fare per evitare questi processi? Visto che la guerra è stata bandita (per fortuna) come si può cambiare la classe dirigente in tempo di pace ed evitare il nepotismo?

 

1 – BUSINESS PLAN 5 – Il Piano dei Costi

Il Piano dei costi
Nel business plan bisogna anche compilare il piano dei costi.

E’ già stato delineato precedentemente e riguarda la retribuzione con contratto a termine del personale tecnico e artistico, più i mezzi per i vari reparti, gli arredi, le attrezzature, gli impianti e tutti quei beni che danno luogo alla produzione, tutto questo viene quasi sempre con il sistema del noleggio in quanto la produzione difficilmente può utilizzare gli impianti in pieno: in un periodo che può durare da un mese a 6 mesi mediamente tutto il personale viene assunto con il pagamento dei contributi e i mezzi affittati per il periodo previsto dal piano di lavorazione, il costo si riferisce a settimana. Poi si devono aggiungere i costi degli attori generici, delle comparse, i piccoli ruoli e l’assicurazione di personale e mezzi e si ha il costo del film definitivo “sotto la linea”, se a questo costo si aggiungono le spese di ingaggio degli attori principali abbiamo il costo del film “sopra la linea”.

Si passa poi al dettaglio degli investimenti con la descrizione dei beni da acquistare, e noleggiare il piano dell’organico attraverso l’organigramma prevedendo funzioni, ruoli, numero di collaboratori e costo totale del personale.

Esiste anche un piano di comunicazione redatto con l’ufficio stampa in cui si parla dell’idea del progetto tracciando gli obiettivi della campagna che in sostanza riguardano il procurare degli articoli da parte della Stampa o in rete.

La pubblicizzazione del prodotto è a cura dell’impresa distributrice.

 

1 – PIATTAFORME VARIE E CINEMA WEB CON PIRATERIA 2

Parliamo del cinema online, cinema web.
La chiavetta tra internet e Tv La chiavetta si chiama Chromecast, si inserisce direttamente nella porta Hdmi di una tv e permette di accedere a YouTube, Google Play Film e Google Play Musica, costa 35 euro e rende intelligente , come dice Bruno Ruffilli su LA STAMPA, anche il televisore più stupido.

Lanciato da Google permette di vedere in tv i contenuti audio e video di apparecchi Android, iPad e iPhone, è la chiave che apre le porte del Play Store, il negozio online di Google dove noleggiare o acquistare film.

Così ognuno può crearsi un palinsesto su misura mettendo insieme serie tv, film, video dalle fonti più diverse, tenendo presente che anche You Tube offre gratuitamente interi film e contenuti da varie emittenti televisive, poi si può accedere a Vevo, Red Bull Tv, Viki, Post Tv, si può portarei n tv tutto quello che è sullo schermo di qualsiasi computer dove sia installato il browser Chrome.

Si aprono quindi prospettive infinite anche se non tutte legali, nulla vieta difatti che in una finestra del browser Chrome sia aperto un sito di streaming pirata con tantissima offerta, e allora non si capisce perché gli utenti dovrebbero andare su contenuti a pagamento come Chili o Infinity che hanno anche delle limitazioni, tipo che un film deve essere visto entro due giorni o acquistato in lista di attesa e magari con un costo superiore al blu ray o al biglietto del cinema.

Le alternative illegali sono ancora troppo facili da trovare e per una curiosa ironia del mondo digitale, basta digitare su Google per arrivarci.

Altro Fatto, altra corsa, pariliamo di AnicaONDEmand.

E’ nato il 31 marzo il portale dell’Anica che è come sappiamo la confindustria dei produttori e quindi gioca in casa lanciando questa piattaforma per il cinema online, sarà quindi possibile vedere in streaming pagando un biglietto virtuale, film del cinema italiano, documentari e cortometraggi compresi, e anche il meglio di quello estero e naturalmente non ci facciamo mancare neanche le migliori serie televisive e tutto questo allo scopo di incrementare l’offerta legale, ce lo dice Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica.

Ma procediamo con calma, dovrebbe essere una piattaforma di cinema italiano e ci troviamo di nuovo le major americane assieme ai produttori e distributori sedicenti “indipendenti”, ma andiamo oltre, al portale si accede attraverso il sito Mymoves che deteneva tutta l’impiantistica precedente, si naviga anche su tante informazioni sul cinema e per il cinema.

Però l’intenzione dell’Anica sarebbe quella di offrire un canale a tutti quei film italiani strozzati in culla, dalle difficoltà distributive del nostro mercato: in sostanza, i piccoli prodotti nazionali che non riescono ad arrivare in sala “potranno” trovare pubblico on line, tesi questa facilmente smontabile per la presenza asfissiante di film gratis in rete non solo i piratati ma anche quelli con i diritti scaduti.

Conclusioni da trarre: – non si capisce perché l’Anica se aveva a cuore il prodotto filmico on line sia intervenuta così tardi sul circuito della rete, quando ormai appare obiettivamente compromesso lo sviluppo di un possibile mercato e poi perché solo con My Movies, probabilmente ad essere cattivelli per qualche amicizia laterale, perché se l’Anica voleva in qualche modo salvare l’offerta legale doveva intervenire molto prima, promuovendo i vari siti legali di cinema online che si sono mossi in questi anni tra i quali anche il nostro NECHE che si trovava negli studi di Cinecittà.

Noi già dal 2004 abbiamo cercato di diffondere i film in rete di indipendenti e di autori italiani poco noti per non dire sconosciuti accanto però a titoli del cinema horror internazionale famosi come ad esempio George A. Romero La Notte dei Morti Viventi (1968)con esiti abbastanza modesti dal punto di vista remunerativo e personalmente ho constatato che più di uno di questi film di richiamo, che mettevamo a 3 euro, poteva essere visto a gratis magari in lingua originale con sottotitoli danesi in altri siti.

Cio’ rendeva inutile il pagamento a noi, cosa che abbiamo denunciato al Fapav senza peraltro che questo si muovesse perché aveva scarsi strumenti di intervento e appariva più come un organo politico che un organo di controllo e intanto proprio nel 2009 esplode in rete il fenomeno della pirateria digitale, su 100 siti da noi personalmente analizzati, 90 promuovevano contenuti illegali e quindi la rete era stata riempita in tutti gli spazi possibili e immaginabili di film piratati, se a questo si aggiungono poi le chiavette che venivano vendute con 2-300 film inseriti completamente illegali (si sta parlando del 2010-2011) si può constatare che ormai la rete è perduta e l’offerta legale rimane assolutamente marginale.

Oggi per poter sperare in una distribuzione on line remunerativa bisognerebbe “bonificare” a fondo la stesse rete col rischio però di creare una specie di gendarme tipo Agcom quando ormai – come diceva un vecchio proverbio contadino si chiudono le porte della stalla ma i buoi sono già scappati.

Ecco perché nel web non ci può essere un canale alternativo se non “demercificato” e quindi bisogna tornare per forza alle sale almeno per incassare qualche soldo, ma c’è il concreto rischio -da quello che mi si dice – che le sale digitali siano più attratte da contenuti extracinematografici che privilegiano i contenuti Tv (negli anni ’50 Lascia o Raddoppia si proiettava al cinema) e quindi il cinema indipendente – quello vero – dove non c’è l’intervento delle antenne, e parlo soprattutto dei documentari, venga definitivamente emarginato dai circuiti distributivi. Non voglio essere pessimista, ma se mi correggo, sbaglio.

2 – L’UOMO E’ UN ANIMALE SPIRITUALE

L’uomo ha due componenti: è fatto in due pezzi, la componente bestiale e la componente, diciamo “spirituale”.

Nella personalità di ogni individuo può dominare o l’una o l’altra o trovarsi in un equilibrio magari precario, la razionalità sta sempre nel mezzo e costituisce un collegamento tra la parte Spirituale e quella Animale.

Se domina la componente bestiale tout court l’uomo è un predatore e quindi diventa un uomo d’affari, se domina la componente spirituale l’uomo può essere uno studioso e non solo un religioso.

Nei rapporti umani l’uomo se può cerca di essere gentile non ferire, ma non sempre gli riesce a causa della sua aggressività inconsapevole.

Tutte le componenti + rimosse appaiono nell’arte mentre il politico ideale rimane nella sfera spirituale, quello di potere è una sintesi delle due componenti.

Il corrotto invece è colui che ha cercato la spiritualità ma si è fermato subito, e dove le belle parole diventano di facciata.

Veramente si possono semplificare in questo modo le cose? Mah anch’io dubito, però è vero che l’uomo è cmq un animale che può tendere verso l’alto, verso l’altro, verso il meglio, non sempre ci riesce.

Peché invece ha una componente così alta di distruttività che lo porta sovente alla guerra come una fraintesa necessità addirittura spirituale?

Secondo Freud era una questione di Eros o Thanatos, la razionalità suggerisce di sviluppare la politica come una forma sostitutiva della guerra, ma i continui fuochi per nulla fatui del mediooriente ci dice che gli interessi e i soldi creano le guerre se non ci fosse il petrolio probabilmente non ci sarebbero le guerre, ma è anchevero che la religione che dovrebbe essere un percorso di spiritualità per secoli ha generato odi e questa risulta essere una contraddizione in seno allo stesso uomo religioso, o la religiosità non ha niente a che vedere cn la spiritualità e innesca forze animali che si nutrono di intolleranza? Le domande sono tante e forse paradossali ma è bene indagare perché lo spirito umano è un qualcosa di veramente complesso e bipolare incui anche la razionalità fa fatica a dominare nonostante l’uomo oggi l’abbia sviluppata più di tutti gli uomini dei precedenti secoli

 

1 – PIATTAFORME VARIE E CINEMA WEB CON PIRATERIA ALLA PORTATA DI TUTTI

Il cinema in rete, SUL WEB, si sa guadagna pochetto, non certo da trovare i soldi per farci un film sopra, quindi quelli che pensavano ad una alternativa rispetto alla sala si sono dovuti ricredere, il web rappresenta una mezza fregatura per il cinema, anzi….però non lo dice nessuno, e questo è il bello del business: tutti zitti e sperare che succeda qualcosa di positivo.

Partiamo da un articolo de IL SOLE 24 ORE del 17 marzo 2014, ci spara un titolo: ECCO PERCHE’ HOLLYWOOD HA CHIUSO POP CORN TIME.

Si tratterebbe di una giovanissima software house che ha realizzato un sistema open source che permette di scaricare qualsiasi tipo di film o documentario perché la sua filmografia e’ totalmente pirata e questo non è piaciuto molto al movie system statunitense che in fatto di proprieta’ intellettuale e di diritti non scherza. La piattaforma usa la tecnologia BitTorrent. Per vederli non bisogna pagare alcun abbonamento, ma avere OSX 10.7, WINDOWS 7 o Linux. Scaricare l’APP era legale, ma il suo uso era illegale (se si veniva scoperti la multa poteva arrivare fino a 250.000 euro). E’ successo che Kim Dotcom’s Mega già famoso per ospitare software controversi (pare che il fondatore Kim Dotcom abbia fatto 500 milioni di danni relativi a proprietà intellettuali) ha rimosso dal suo server Popcorn Time, gli ideatori di questo programma erano alla ricerca di un nuovo host. A portare in vita PopCorn Time sono stati quelli di YTS, open source per film pirata. Aprendo il sito YTS però sulla homepage si legge questo messaggio: “YTS non sta prendendo il sopravvento e non è in alcun modo affiliato con Popcorn Time, il mistero insomma non è stato risolto.

E da noi che si fa?

Si pensa alla Tv digitale aspettando Netflix, da un articolo de IL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI: La carica della Tv digitale, anche l’Italia è a Risiko

Sono aumentate le famiglie che utilizzano solo internet per vedere la Tv, BitTorrent per il download illegale e Netix per lo streaming on demand, nel 2011 hanno per la prima volta fatto decrescere il numero di televisori nelle famiglie americane. L’esplosione della Tv via Internet è stata anticipata dai precursori tecnologici come la produttrice di impianti di rete Cisco che segnalava già nel 2010 come i quattro quinti del traffico di rete diventeranno video mentre House of Cards telefilm-capolavoro sulla spietata politica di Washington con Kevin Spacey verranno messi in rete tutti i 13 episodi contemporaneamente cambiando il modello di fruizione del telefilm, in Italia le tv in streaming sono ancora nella loro fase embrionale, nascono le varie Infinity di Mediaset e Sky Online, quest’ultima offre cinema, serie tv e4d eventi sportivi recenti su una pletora di canali: Pc, Mac, iPad, alcuni tablet Samsung, smart tv Samsung, Sony Playstation 3 e 4, Xbox 360 e One. Le caratteristiche di questi Over The Top è quello di guardare il programma preferito quando vuole il pubblico, dove vuole come vuole, anche Mediaset con Infinity pesca un catalogo enorme qui si assiste al fenomeno della long tail nel consumo con registi meno conosciuti e generi particolari. L’on demand spalma l’audience su una codalunga di nicchie e vi partecipa anche l’Anica con L’Anicaondemand. Il sistema di pagamento ruota attorno a due punti chiave: abbonamenti per avere accesso ai cataloghi e affitto/acquisto di singoli prodotti come Chili in cui si paga per quello che si vede.

E infine andiamo a vedere cn live!: piattaforma video web di condè Nast, è il nuovo brand ideato e realizzao dalla sede italiana della casa editrice condè nast dedicato al mondo dell’intertainment e del lifestyle, attraverso una modalità interamente video, cn live! Online all’indirizzo www.cnlive.it; è una videoplatform innovativa, qualitativamente verticale, costruita nel grande rispetto dell’audience, consente una fruizione ottimizzata per tutti i device e tutti gli schermi, i contenuti sono raggiungibili anche dai social network: facebook.com/condenastlive e per Twitter @condenastlive.cnlive! E’ l’autentica novità del mercato nel 2014, nove le aree tematiche di cn live!: news, musica, celebrities, fashion, tech, lifestyle, tv, cinema e 3 minutes, quest’ultimo è un esempio di nuovo format proprietario, con la produzione esecutiva di zodiak, un contenuto della durata di tre minuti, numerosi gli accordi con i più importanti pleyer, leader nei rispettivi settori, a partire da singring by digitalBees e ancora grazie alla partnership con rai cinema, verranno anche anche pillole in preview dei film in uscita, clip di making of e serate in anteprima. Cinema live collabora con chili, la più ricca videoteca online con circa 3mila film,, si possono noleggiare e acquistare film a partire da 0,99 euro, Anche “Laeffe Canale 50” della tv digitale terrestre di feltrinelli entra nel palinsesto di cnlive!, una novità infine è il dream mixer, il “generatore di playlist emozionali” un tasto magico in grado di creare liste di video personalizzate sulla base del mood espresso dall’utente, che ha anche a disposizione un profilo personale dove salvare, trovare e organizzare i propri contenuti preferiti. Quindi cnlive! È una nuova piattaforma digitale indipendente, , punta a diventare la più grande videoplatform italiana con l’obiettivo di raggiungere 5 milioni di utenti, ci riuscira? Dice Fedele Usai che l’heritage di condè nast è da sempre fondata sul potere e la forza delle immagini.

 

5 – FOLLIE D’ESTATE (lungometraggio)

SOGGETTO n° 9

In una Venezia umida e sciroccosa, Roberto è impegnato con i propri compagni (militanti di autonomia operaia) in una battaglia ecologista che finisce a scontri e scaramucce con la polizia.

Si disperde e prende un traghetto. Non timbra il biglietto e durante il controllo dell’addetto conosce una ragazza, Gloria, che si offre di dargliene uno.

Da lì incomincia la loro storia, il loro essere anche diversi, più ideologico lui, più disincantata lei, che provocandolo lo invita a prendere un taxi lagunare, che come si sa è piuttosto costoso, senza pagare, affrontando l’energumeno taxista, visto che per Roberto la mobilità deve essere gratuita.

Giungono in un’isola abitata (Murano) e al momento di pagare con uno stratagemma Roberto riesce a scappare insieme alla ragazza. Vanno in un bar a festeggiare la loro bravata e tra i due nasce un’intesa sull’onda di una reciproca esaltazione che diventa follia erotica provocatoria, compiuta in mezzo alla gente.

Entrambi si spogliano nudi e corrono per le calli e per sfuggire all’inseguimento di un paio di vigilantes si buttano in mare, beccano una barca seminascosta e fuggono senza farsi notare mentre tirano fuori dallo zaino di lui i vestiti bagnati, poi vediamo tratti di laguna spogli, lasciano la barca, camminano in mezzo a rive e rivoli dove ci sono casotti per la pesca, trovano un pescatore che li prende in simpatia, li porta in un posto nei limiti della laguna dove si mangia del buon pesce, vorrebbe farsi la ragazza, l’unico modo è farli ubriacare, ma si ubriaca anche lui e nella notte, fatti, li troviamo tutti e tre claudicanti che camminano silenziosi in luoghi deserti, mentre Roberto si appisola in un angolo, il pescatore si avvicina alla ragazza e la denuda con violenza, sul più bello però mentre la violenza stava per essere consumata il tipo, cardiopatico, ha un attacco di cuore e ci rimane. Gloria sveglia l’estraniato Roberto e insieme proseguono per la laguna e grazie al passaggio di un barcone che trasporta materiale edile ritornano, assonnati e semisconvoliti dalla nottata brava, a Venezia e senza capirci gran che si ritrovano in una manifestazione gay dai colori multiformi, che essendo non autorizzata viene caricata dalla polizia.

Scappano di nuovo e si ritrovano dentro un palazzo e nel sottoscala fanno all’amore.

Una vecchia li scopre e li caccia fuori in malo modo con la scopa, sbraitando in dialetto veneziano, si ritrovano in piazza San Marco a giocare con i colombi e poi in bacino San Marco dove prendono il battello (continua)

Il racconto deve essere tutto macchina a mano, molto mosso.

1 – TUTTI I NUMERI DEL CINEMA ITALIANO 2013

Comunicato Stampa

Cinema Italiano, MiBACT: aumenta produzione, diminuisce investimento
I dati sull’andamento del cinema italiano elaborati dal MiBACT e dall’ANICA evidenziano quanto la produzione di film di nazionalità italiana si mantenga stabile registrando un lieve aumento, nonostante il calo del 27% degli investimenti nel settore, scesi a 358 milioni di euro.

In diminuzione anche il costo medio delle produzioni: i film 100% italiani hanno un budget medio di 1,7 milioni mentre quelli di iniziativa italiana di 1,8 milioni.

Diminuiscono soprattutto i film ad alto budget mentre aumentano soprattutto i film a bassissimo budget.

Per quanto riguarda le fonti di investimento, la più importante è quella degli apporti degli investitori esterni, pari a 42 milioni di euro, 9 milioni in meno rispetto al 2012.

Anche le altri componenti “storiche” – FUS e credito d’imposta – sono in calo. Positivo l’aumento dei fondi sovranazionali e dei fondi regionali, questi ultimi evidenziati per la prima volta e giunti a circa 7 milioni di euro.

Il valore del credito d’imposta richiesto, in particolare, si contrae da 60 a 53 milioni, calo giustificato in parte dalla riduzione dei budget di produzione di cui il credito è una percentuale, e diminuisce anche il numero dei film per cui esso è richiesto.

Unico dato in controtendenza, l’aumento del tax credit distribuzione, da 4 a 5 milioni.
Anche il numero dei passaggi televisivi di film è in lieve calo, così come il numero dei titoli. Il numero dei film italiani programmati dalle tv generaliste in prima serata aumenta da 140 a 164: migliorano Rai1, Rai3,Canale5 e Italia1. Cala invece La7.

Spicca Canale5 per il numero di titoli italiani recenti programmati in prima serata (oltre la metà): 36 film su 60 totali vs 11 di Rai3 (valore più alto per Rai).

Sull’intera giornata, sono solo 86 i passaggi di film italiani prodotti dopo il 2010 programmati dalle reti generaliste. Oltre la metà dei passaggi si riferisce a titoli italiani di catalogo (1950-1979)

La fascia oraria più utilizzata per i film italiani è quella notturna (dopo le 23). Tra le top10 di film in tv, 5 sono titoli italiani. Maggiori successi su Canale5 per titoli recenti, Per Rai1 solo titoli Usa tranne “La vita è bella” (1997)
Per quanto riguarda le reti tematiche e satellitari, nel 2013 anche su Sky sono diminuiti passaggi e titoli unici. Per i titoli italiani prevale di gran lunga Mediaset (1073 titoli su 2081, pari al 62% dei titoli italiani programmati), con la parte del leone fatta da Iris. La Rai si ferma a 584 titoli italiani su 1917.
Sul fronte della distribuzione il primo trimestre del 2014 indica un aumento di presenze per i film italiani rispetto al 2013 e al 2012, a parità di quota di mercato del 33%, circa 10 su 30 milioni di biglietti venduti.
La distribuzione per mesi nel 2013 ha visto numeri migliori rispetto al 2012 in quasi tutti i mesi, escluso gennaio. Particolarmente positivo novembre. Da segnalare i risultati dei mesi estivi.
Infine la digitalizzazione degli schermi è arrivata al 75%, anche qui con una discreta differenza tra territori.
Roma, 15 aprile 2014
Ufficio Stampa MiBACT
Tel. 06.67232261
Ufficio stampa Anica

Si possono trovare tutti i grafici cliccando a uno dei due siti

3 – SE QUESTO E’ UN…POST

Post: A proposito di Beppe Grillo e la shoah, l’angolo della riflessione.

La memoria è importante ed è fondamentale quando la “razza” umana sviluppa percorsi orrorifici e tutti siamo d’accordo, cosi come è giusto sacralizzare questi luoghi e creare sacrari come Redipuglia, o San Sabba a Trieste o Auschwitz in Polonia a monito delle future generazioni.

Quindi sacralizzare il luogo è legittimo, quando invece è il pensiero ad essere sacralizzato la cosa diventa pericolosa, anche Stalin sacralizzava certi concetti, nessuno ne poteva parlare in pubblico senza essere additato come nemico della Rivoluzione, ma qui siamo su un piano “clinico paranoide.”

Secondo me Primo Levi se era in vita sarebbe stato contento di questo post di Beppe Grillo perché semplicemente è scritto bene e col cuore, è ispirato, mentre quello che lo ha criticato è ispirato dai poteri forti che deve servire.

La paura di un pericolo e il suo superamento ti induce alle battute di sollievo, questo è umano da milioni d’anni, tant’è vero che quando ero in terza media dopo aver letto questo libro, nei corridoi della scuola vedevo comparire un compagno di classe mingherlino e dicevo agli altri ragazzetti: SE QUESTO E’ UN UOMO.!..( nessuno di noi ancora lo era), usavamo cioè il libro di Primo Levi per esorcizzare il male assoluto scherzando.

Lo stesso Nietzsche parla di orgine del comico dal pericolo e dalla paura, per cui il livore di chi ha criticato Grillo è solo dettato da odio ideologico e la stampa quando non è in mala fede ha dimostrato un livello intellettuale inferiore a qualsiasi persona che ragiona, facendo l’ennesima brutta figura servile, di chi non è in grado di capire neanche le cose elementari, ma si comporta come se capisse quelle più profonde sfornando libri come in una catena di montaggio, che pretenderebbero di dirci qualcosa che non sappiamo.

 

1 – BUSINESS PLAN 4 – piano organizzativo

Il Piano Organizzativo
La costruzione di un prodotto audiovisivo richiede varie fasi:
Fase 1
BUSINESS PLAN – SVILUPPO DEL PROGETTO l’idea che si tramuta in soggetto cinematografico. Il soggetto cinematografico è scritto in poche pagine e deve attrarre un possibile produttore interessato che è appunto il produttore cinematografico. Il soggetto per sicurezza dovrebbe essere depositato alla SIAE o ad altre agenzie simili internazionali e si paga un piccolo diritto. Il soggetto viene presentato a vari produttori previo appuntamenti. Se un produttore è interessato al progetto conclude con il soggettista un accordo di opzione che di solito ha un tempo stabilito e in cambio di questa prelazione riceve un compenso. Lo stesso soggettista può essere incaricato di redigere la sceneggiatura talvolta assieme a quello che potrebbe essere il regista designato dalla produzione nella bozza di progetto, ma il produttore può decidere di avvalersi di un altro sceneggiatore.

Se il soggettista non trova un produttore e questo succede molto spesso in Italia (meno negli Usa dove l’autore di cinema è specializzato nei generi) può a suo rischio e pericolo scrivere la sceneggiatura e poi inviarla successivamente alle varie produzioni. In questa fase il progetto è embrionale, la scrittura è ancora in sviluppo, mentre una volta che è terminata la sceneggiatura il progetto prende più consistenza

Viene fatta leggere ad un editor di produzione, costui è una figura professionale molto importante in Usa, deve vedere i punti deboli e invitare gli autori a rafforzarli, quando dopo la limatura la sceneggiatura sembra compiuta e sviluppata in maniera ottimale, allora si passa alla

Fase 2

BUSINESS PLAN – REPERIMENTO DI RISORSE FINANZIARIE (apertura del pacchetto), anticipi del distributore, è una fase di pre produzione anche se i soldi non si dovrebbero anticipare fino a chiusura pacchetto di finanziamento che può basarsi su garanzie bancarie le cosiddette fideiussioni, da agevolazioni fiscali, da prevendite televisive o estere, da coproduzioni interne o internazionali, da finanziatori esterni e da finanziamenti pubblici nazionali regionali. Questa fase può durare molto o poco a secondo della continuità o meno dei processi produttivi, se il produttore ha più progetti finanziati e quindi un giro finanziario con le banche, è importante che nel corso della sua attività riesca ad imputare vari oneri finanziari ai singoli progetti in maniera che non rimangano scoperti e aumentino il suo indebitamento. In questo caso possono venire anticipate le spese per i sopralluoghi e per le varie occorrenze finanziarie dovute alle spese di preparazione.

Fase 3

BUSINESS PLAN – GIRATO La fase propria in cui si girano tutte le scene in base a un piano di lavorazione e dove lavorano a pieno regime la produzione, il reparto fotografia, la scenografia e i costumi. E’ la fase in cui è assunto tutto il personale tecnico, il personale artistico, noleggiati i mezzi di trasporto e i mezzi tecnici, acquistato il materiale per le scenografie e per i costumi e tutte le spese generali e di vitto e alloggio.

Fase 4

BUSINESS PLAN – POST PRODUZIONE E’ la fase di edizione del film che si conclude con la copia campione: qui intervengono i reparti montaggio e le musiche oltre ai tecnici del suono

Il processo produttivo proprio si conclude ma inizia quello distributivo di solito in capo ad una altra impresa specializzata nei contatti con gli agenti regionali di vendita del film alle sale cinematografiche, si sviluppa anche un processo di comunicazione con l’Ufficio Stampa che dovrebbe essere operativo sin dalla fase 3.

 

1 – LA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA SPIEGATA ALL’INGROSSO

Ma (comincio con un ma) lo so è brutto, ma tant’è: parliamo di produzione cinematografica, il mercato italiano di sala, theatrical, chi premia come film? Quasi esclusivamente i film spettacolari americani distribuiti dalle Majors e le Commedie – Commediette – Commediacce italiane che quest’anno si siano distribuite tra loro “democraticamente” gli introiti grazie anche ad una “confezione” distributiva forte.

E il resto? Diciamo che il cinema d’autore fa molta più fatica di un tempo ad incassare, arriva al massimo a 5 milioni di euro, parlo di un autore al top.

Se circa la metà va all’esercente e l’altra metà viene divisa tra il distributore (30% della metà) e il produttore (70% della metà) vediamo che se un film è costato 5 milioni di euro, alla produzione vanno circa 2.000.000,00, CON I RISTORNI GOVERNATIVI.

Se il film è costato 4 milioni, sulla sala la produzione ha perso 2 milioni.

Ma ecco che entrano le altre, diciamo, “finestre” commerciali:

1) la prevendita estera in sala o in Tv, il cinema d’autore ha più possibilità e dipende dalla notorietà dell’autore, uno non famoso riesce a strappare poche migliaia di euro;

2) l’antenna Tv RAI o MEDIASET che può valere cifre variabili dipende sempre dalla notorietà dell’autore ovvero della produzione, che di solito va da mezzo milione a 1 milione, ma ultimamente le cifre si sono molto abbassate, della serie o mangia sta minestra….;

3) Home video che vale però meno di centomila euro;

4) Internet che non vale niente;

5) sponsor gratuiti circa 200.000 euro, massimo;

6) Il Tax Credit esterna che gode del 40% di agevolazione fiscale per i finanziamenti al cinema da parte dei privati ai quali deve essere cmq restituito il 60% della cifra investita.

Queste sono le possibilità economiche dei film, ecco perché il cinema italiano non può permettersi di fare film troppo costosi, perché il circuito mondiale è dominato dai film USA e il circuito europeo ha una forte concorrenza nazionale dei vari Paesi.

Se tu fai spendere a Medusa Produzioni 30 milioni di € e Medusa ne riscuote 7 su 10 di incasso nel solo mercato italiano, puoi arrivare a 10 milioni con tutte le “finestre che ridono”, ma gli altri 20 milioni sono andati nel paese del nulla.

Certo c’è la possibilità di distribuirlo in tanti paesi del mondo, ma il regista deve essere di fama mondiale.

Siamo cioè arrivati a un punto di “alienazione” del mercato theatrical per cui i film veramente belli sono dentro ad una curva negativa del grafico, mentre dominano i film costosamente spettacolari e le commedie medie, ma anche mediocri per non dire brutte.

Quindi il mercato non favorisce il grande cinema. Però bisogna andare incontro al gusto della gente, ma se non si ha una confezione distributiva forte predomina chi sta già sul mercato con le sue confezioni collaudate.

Ecco perché in queste condizioni il cinema indipendente italiano non ha nessuna speranza di riprendersi i soldi che ha investito se non interviene l’antenna “riparatrice” della RAI, ma qui si entra nella detestabile influenza politica.

Quindi non è che il cinema in sè è morto, non è che il cinema italiano muoia, però il cinema indipendente sta maluccio. Non vorrei vedere un domani l’epitaffio: ve l’avevo detto che stavo male.

 

2 – LA RISATA ABBONDA…

Perché AL CINEMA incassano solo le commedie comiche? Perchè la Risata abbonda….

Stiamo parlando del cinema italiano e tutti gli altri tipi di film passano in secondo piano? Non vedo un film drammatico italiano che incassi, né un film horror, è vero che c’è il cinema d’autore che supera il milione di incasso e riesce con Moretti ad arrivare a 5-6 milioni, ma li si arresta. Perché lo spettatore oggi come oggi vuole solo e sempre divertirsi? Qual è la molla che fa scattare questa scelta?

Nietzsche nel suo aforisma dal titolo ORIGINE DEL COMICO afferma che l’uomo era un animale estremamente esposto alla paura e che ogni fatto improvviso e inatteso gli imponeva di esser pronto alla lotta e forse alla morte e quindi la ricerca della sicurezza si basava su tutto ciò che era atteso e tradizionale, però se l’inatteso e l’improvviso sopraggiunge senza pericolo e danno l’uomo passa dalla paura al riso, diventa baldanzoso.

La risata è un modo per esorcizzare l’insicurezza, la paura e l’angoscia, l’uomo baldanzoso però è una merce rara, l’angoscia è molto più presente, proprio per questo si ricerca ossessivamente il comico più che il tragico, il quale invece fa passare da una situazione di baldanza ad una situazione di grande paura. Nel cinema non abbiamo il tragico ma il film horror che fa paura, ma solo i prodotti americani incassano forse perché la paura viene indotta in maniera più sofisticata.

Si potrebbe dire che l’uomo oggi non vive più in condizioni animali, raramente ci può essere una bestia feroce che l’aggredisce mentre sta facendo legna nel bosco, eppure ci portiamo dietro queste tracce ataviche che rimangono presenti nella nostra profondità psichica. Pur vivendo in condizioni più rassicuranti, anzi più noiosamente rassicuranti, è facile ridere per frasi anche sciocche e non è raro nei convegni di gruppo che scoppi la ridarella molto spesso a seguito di battute cretine, eppure talvolta ci vuole poco a urtare la suscettibilità altrui come succede spesso nelle prese in giro da bar , in cui ci si diverte pesantemente sulle disgrazie di amici, parenti e conoscenti.

L’antifona che la comicità ha un limite nel buongusto e nella sensibilità altrui viene quasi sempre smentita nella realtà, anzi al cinema si ride “penosamente” proprio sulla rappresentazione delle stesse disgrazie , ma li si sa è finzione, li le persone sono programmate a ridere anche per cazzate mostruose, perché tira su l’umore della gente in tempi di crisi e depressione.

A me personalmente piace ridere e fare battute stando attento a non fare gaffes (non sempre mi riesce) però andare al cinema per ridere mi sembra una boiata pazzesca, come direbbe il grande Paolo Villaggio anche lui vittima di una battutaccia che ha fatto inorridire l’intera Sardegna: i sardi fanno pochi figli perché preferiscono farsi le pecore. Molto spesso il comico cinematografico mi fa tristezza e i film di natale mi rattristano ancora di più, ma probabilmente sono io che sono strano.

 

2 – LA MISTICA DEL CAMBIAMENTO

Quando parliamo di cambiamento parliamo di tante cose spesso anche confuse, l’umanità stessa è in continuo cambiamento, che per tanti si chiama “evoluzione”, progresso, miglioramento della specie.

Il tempo scorre come un fiume (panta rei) e dai tempi delle società primitive succedono costantemente fatti nuovi, novità, che fanno dire che non si può tornare indietro, che c’è stata una svolta, che niente è più come prima.

A questo cambiamento delle società dai tempi dei clan parentali hanno concorso le numerose guerre successe tra le comunità patrilineari, guerre tra clan, tra popoli, tra nazioni, che hanno modificato i rapporti sociali e innescato momenti di instabilità sociale, di insicurezza collettiva e di cambiamento.

La dinamica dei movimenti sociali si incrocia con quella dei soggetti ,appunto soggetti al tempo che li cambia fisicamente e mentalmente, li fa crescere e morire.

Ma noi vogliamo mettere a fuoco partendo dall’alto e man mano avvicinandoci, il comportamento, l’atteggiamento e il movimento del singolo in rapporto ai movimenti collettivi dei nostri giorni.

Oggi più che in passato in cui le società erano statiche e la vita procedeva con i suoi rituali immodificabili sotto il comune denominatore della tradizione, oggi dicevo, condizionata dai modelli di sviluppo produttivo del capitalismo globale, vige la “mistica“ del cambiamento sia individuale (la possibilità di sottrarsi ad una vita lineare e prevedibile) che sociale, come rigenerazione degli impulsi vitali, come proiezione verso una mobilità esistenziale, come viaggio e ricerca di energia, ma il sistema politico nonostante che parli di politiche di cambiamento è invece racchiuso in un alveo istituzionale in cui i riti della “democrazia” proseguono sempre uguali e i voti elettorali agiscono dentro un mercato immarcescibile, immodificabile, tant’è vero che uno studioso come Norberto Bobbio tanti anni fa si chiedeva come mai in un sistema democratico non c’era mai stata una transizione al socialismo così come in un sistema socialista non c’è mai stata una transizione pacifica alla democrazia.

Si parla quindi di crolli di regime dovuti a sanguinose guerre come è successo per il fascismo in Italia. In democrazia quando non vige il centro (la moderazione) almeno fino al momento in cui non si corrompe, c’è l’alternanza: il fronte popolare in Francia contro i radicali di desta , i conservatori inglesi contro i laburisti e ogni politica – più che a costruire disfa ciò che fa l’altra.

Quello che possiamo constatare con l’esperienza è che il cambiamento sociale avviene più facilmente come conseguenza di una guerra e in misura maggiore se questa guerra rappresenta una disfatta.

Prima c’è stata una guerra di conquista e poi se non sopraggiunge il dominio imperiale, la reazione di forze contrarie che porta al cambiamento anche radicale; Il radicalismo politico quindi trova spazio dopo una guerra disastrosa, in condizioni di pace è quasi sempre emarginato in quanto non compatibile con l’equilibrio istituzionale, sembra che in condizioni di pace si affievolisca l’impulso al cambiamento sociale e le democrazie consentono solo l’alternanza di gruppi di potere che degenerano in cricche, quando le istituzioni sono degradate.

L’esempio piuttosto recente delle elezioni dimostra l’antica schizofrenia della gente che parla sempre contro e poi vota sempre a favore di coloro che hanno fatto della politica oltreché il loro mestiere anche un mezzo per arricchirsi alle spalle dei cittadini, e così entrare nell’oligarchia che conta, c’è solo una netta minoranza di elettori sensibili e instabili, la maggioranza è “immobile” ed è forse proprio per questo che parla tanto contro tutti per poi essere sostanzialmente gregaria.

 

3 – LA GRANDE SUPERFICIALITA’

LA GRANDE SUPERFICIALITA’ – GRILLO E BERLUSCONI

La superficialità regna sovrana, quando si fa di tutta un’erba un fascio, si fa un commento “fascista”, si mette dentro di tutto senza distinguere le caratteristiche delle erbe, non voglio dare un giudizio di valore, ma atteniamoci ai contenuti, ai modi, ai programmi, c’è una differenza abissale tra i due per come si muovono, cercano consensi, per cui chi li assimila è come se avesse l’occhio foderato dal pregiudizio e l’orgoglio di chi continuando a non capirci niente insiste sul proprio punto di vista “narcisistico” ovvero sinistronzo.

E’ sinistrozzo colui che appartiene alla sinistra e strozza ogni ragionamento sebbene sia lui a pretendere razionalità, ma solo quando gli serve alla sua tesi.

Sta di fatto che vengono assimilati, ti dicono che entrambi sono ricchissimi, uno è un uomo di spettacolo, l’altro un uomo che fa spettacolo, uno fa satira, l’altro dice barzellette, uno cerca di scavare nell’assurdo del vivere, l’altro invece vede tutto in maniera funzionale e la barzelletta codifica un genere brillante che va alla superficie delle cose e che irradia questa superficie anche in profondità, esteriorizzandola.

Eppure Berlusconi sembra un papa, magari in una vita precedente lo è stato veramente, viene avvicinato come se fosse una persona disponibile, semplice, amicona quando invece si conosce la sua terribilità, la sua forza incredibile che supera tutti gli ostacoli, è l’unica vittima dei giudici che riesce ad essere più forte di loro come categoria, quanti affaristi hanno dovuto soccombere alla giustizia, lui invece è stato talmente “grande” che è riuscito a piegare anche la giustizia pagando tutto e tutti.

E’ chiaro che in questo modo gli viene la sindrome di potenza, nessuno lo può arrestare… nei suoi propositi, si sente gigantesco, quasi padrone dell’universo, forte come un re che può decidere di avere un harem e di scegliersi l’accompagnatrice della serata.

Quando si permette questo già la democrazia è morta e la sua figura, quella di Berlusconi, un desposta, il classico demagogo che si è comprato tutto secondo i dettami di Aristotele.

Il fatto che deve dominare le situazioni che si creano è frutto di una personalità iperattiva, che politicamente è sempre arrivato a compromessi, ma che se non riesce ad ottenere ciò che vuole è capace di rovesciare anche le istituzioni per asservirle ai suoi Fini – è riuscito a comprarsi anche Fini – che nel suo abbraccio mortale è stato distrutto, un uomo che non sa neanche cosa sia l’estremismo ma che lo esibisce come minaccia in politica se l’interlocutore avversario non fa quello che vuole lui.

Grillo invece appartiene ad un altro mondo ecco la cecità di chi li assimila, (anche se lo fa molto spesso per interessi politici) molto più umano molto più vicino alla gente con un cuore vero, però entrambi sanno fare spettacolo e quindi dominare attraverso una comunicazione forte.

Grillo non può essere annoverato tra i modesti e gli umili perché nella sua attività è riuscito ad avere successo però ha dentro di sé un rigore e una moralità francescana che il Papa Berlusconi non sa proprio cosa sia, ma mentre Grillo essendo abituato alla società dello spettacolo ne capisce e carpisce i meccanismi e cerca di disvelarli per ridare alla politica quella forza originaria e quella energia rivoluzionaria, Berlusconi si è trasformato nel tempo da uomo d’affari – business man – a uomo di spettacolo che continua a fare affari anche sopra la gente, mi si dirà che è il solito pregiudizio comunista, che lui non è un cinico ma un tipo sensibile, amorevole che aiuta gli altri, ecco la differenza tra questi due uomini eccellenti, il primo non finge se non quel minimo per sopravvivere, l’altro invece è tutto costruito sul principio di ciò che è meglio in quel momento presente.

Il primo vede i fini attraverso i mezzi, l’altro per i fini usa qualsiasi tipo di “mezzo”, anche Brunetta se occorre, Berlusconi personifica il principe anche se il suo agire è disturbato da uno strascico giudiziario che non ha mai fine, ha sempre detto che è impossibile governare l’Italia se non con maniere forti, ma che lui da liberale non lo può fare anche se gli prudono le mani.

Grillo invece non chiede di essere un principe, ma vuole portare la politica dentro una realtà che è ormai completamente sparita, è quasi un passatista, non accetta la sua “supposta” evoluzione che invece è involuzione, la politica è altro, è dedizione, è comunità, è onesta, è cittadinanza, è democrazia diretta, tutto ciò che oggi non c’è, per questo Grillo è un riformista, ma il riformismo ormai è diventato un giochetto imbelle, retorico, ecco perché il suo riformismo rischia di essere nei modi rivoluzionario, che va più in là di quello che vuole, certo Grillo percorre una strada che può dare nuova linfa al rinnovamento, al cambiamento allo scopo di far uscire le stesse istituzioni da un degrado senza vie d’uscita e quindi da questo punto di vista è l’unico che può cambiare le cose dal di fuori, a differenza di Renzi che parla (dal di dentro) del nuovo, ma come nuovo modo di riperpetuare il vecchio, il vecchio filtrato da un uomo giovane.

Renzi ce la farà a cambiare dal di dentro le istituzioni? E’ quasi impossibile perché il “vecchio” lo costringerà a vedere dei problemi che non ci sono, lo devierà verso false direzioni, gli farà perdere un sacco di tempo al punto di alterare le priorità.