11° EMENDAMENTO LEGGE CINEMA (a cura di Cin. in MoV.)

Premessa. Rai Servizio Pubblico attualmente non previsto dal disegno di legge Franceschini che menziona in maniera “astratta” i canali televisivi.

Modifiche. Vedi Il punto 9) di Cin. In MoV dal titolo “Rai Servizio Pubblico”:

a) Superamento di rai fiction e rai cinema come era precedentemente, un’unica Rai basata sulle 3 Reti Nazionali + Canali Tematici;

b) Trasparenza: pubblicazione on line nel sito Rai  dell’elenco dei diritti cinematografici e televisivi acquisiti anno per anno;

c) Trasparenza: registro on line dei film e fiction finanziati a tutti i livelli specificando le società beneficiarie;

d) Accesso democratico anche per le piccole e micro imprese  indipendenti in quanto portatrici di contenuti innovativi.

e) Quote di programmazione, acquisto, produzione di film indipendenti, documentari e cortometraggi prevedendo multe sostanziose se non vengono rispettate, da parte dell’AGCOM.

f) Oltre alla Rai servizio pubblico tale obbligo di quote riguarda le televisioni di interesse nazionale come il circuito Mediaset e Sky e Piattaforme Web Varie che distribuiscono cinema in streaming attraverso abbonamenti o altro, in questo caso le quote riguarderanno il solo acquisto, sia per film italiani che per quelli europei.

g) Creazione di un canale tematico Rai di film artistici e culturali italiani compresi documentari e cortometraggi.

 

 

 

 

10° EMENDAMENTO a cura di Cinema in MoVimento

Premessa.  Attualmente non esiste nessuna programmazione obbligatoria ne il Ddl Franceschini la prevede.

Modifiche.Programmazione Obbligatoria di film italiani ed europei nelle multisale, indipendentemente dalla lingua in cui sono stati girati, prevedendo multe sostanziose per i trasgressori, allo scopo  di ampliare l’offerta cinematografica. Vedi il punto 8) di Cin. in MoV. Bisogna evitare il fenomeno regressivo che un unico film occupi tutte le sale, sarebbe la fine del senso delle multisale.

 

9° EMENDAMENTO a cura di Cinema in MoVimento

Premesse. L’art. 3  Ddl Franceschini disciplina tra le altre cose  le Professioni nel cinema: maestranze, tecnici e generici come lavoratori dello spettacolo. Pero i due DdL (Franceschini e Di Giorgi)  non disciplinano la materia e quindi si rinvia al punto 6° di Cinema in Mov.

Sviluppo.  Si deve parlare di lavoratori dello spettacolo e inserirli nella legge cinema, si parla di artigianato, formazione professionale, patentino professionale, e la riformulazione dei criteri del periodo di disoccupazione  per maestranze, tecnici e generici + favorevoli ai lavoratori. Occorre anche   stilare la normativa  dell’istituto della compartecipazione ai progetti audiovisivi.

 

 

8° EMENDAMENTO al DdL. FRANCESCHINI a cura di Cinema in MoVimento

Premessa L’art. 3 del DdL Franceschini tra le altre cose parla di Educazione all’Immagine.

Modifiche Deve essere integrato ovvero sostituito per maggiore efficacia dall’analogo Ddl Di Giorgi art.30 (nei programmi scolastici)   e dal punto 10) di Cin In Mov. sulla formazione. a) Insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado della materia cinema (educ. all’immagine) con incarichi a esperti esterni (registi e sceneggiatori); b)Formazione dei giovani con finanziamenti europei; c) Recupero di luoghi abbandonati, per sale cinematografiche di quartiere in cui si tengono corsi di cinema; Roma capitale europea dell’audiovisivo con recupero di spazi ex mercati generali da affittare alle produzioni o altro luogo.

 

7° EMENDAMENTO DdL Franceschini (a cura di Cin. in MoV.)

Premesse.  L’art. 31 DdL Franceschini disciplina le Quote di programmazione e investimento  delle televisioni nazionali di opere cinematografiche italiane (indipendenti) ed europee.

Modifiche. Deve essere sostituito completamente dall’analogo Ddl Di Giorgi art.29 che prevede  quote obbligatorie di investimento e programmazione per le emittenti televisive di film indipendenti e d’autore,  che significa produzione e acquisto al  10% nei fatturati delle emittenti televisive e 15% per il soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo, mentre Franceschini rinvia tutto ai  decreti legislativi (entro un anno –si spera ), anche per riformulare la definizione di produttore indipendente, ci sono poi delle deroghe,  vorrebbe creare un sistema di verifica e un sistema sanzionatorio e si parla di obbligo di investimento e programmazione, ma l’insieme è dilatorio. Occorre includere nell’obbligo di quote anche le piattaforme online e quindi integrare l’articolo del DdL Di Giorgi con il punto 9) di Cin. in MoV. dal titolo RAI SERVIZIO PUBBLICO, paragrafo f).  

 

 

6° EMENDAMENTO AL DdL. FRANCESCHINI (a cura di Cin. in MoV)

Premessa. L’art. 26 del Ddl Franceschini illustra un PIANO STRAORDINARIO per il potenziamento del Circuito delle sale cinematografiche con contributi di 10 milioni annui per 3 anni per il recupero di sale dismesse o chiuse. L’art 8 dello stesso diegno di legge parla dell l’interesse culturale per le sale storiche,  prevedendo  il vincolo di destinazione per le stesse che quindi non potranno più diventare dei supermarket e anche essere ristrutturate  in deroga agli strumenti urbanistici, con volumetria aggiuntiva.

Modifiche. Qui si può aggiungere il punto 7)  di Cin in MoV e cioè la  creazione di un CIRCUITO di sale per il cinema indipendente per potenziare il momento distributivo. Ecco il testo:

AGENZIA –  Viene creata una Agenzia di distribuzione e promozione del cinema indipendente che si avvale di un circuito di sale che vi aderiscono, diffuso su tutto il territorio italiano. Per il finanziamento dell’Agenzia ci si avvarrà di una  TASSA DI SCOPO (Vedi DdL Di Giorgi) da non far pagare agli esercenti del Circuito, ma a tutti gli altri: le multisale, a tutte le tv che proiettano film e a piattaforme varie che trasmettono film in streaming,  sia sui proventi derivanti dalla pubblicità inserita nei film, sia sulla quantità di film trasmessi, su una percentuale degli incassi e delle vendite individuali .  

CIRCUITO – Le sale che aderiscono al circuito potranno essere: private, comunali, parrocchiali, associazioni di cultura cinematografica, cineclub,  di quartiere  che servono anche come centri di formazione, universitarie, occupate, sale gestite sul territorio regionale  dalle Film Commission. Le sale aderenti otterranno un marchio che darà diritto ad un finanziamento diretto del Mibact per la proiezione di film indipendenti e una defiscalizzazione completa per motivi culturali. Le sale per mantenere il diritto al marchio dovranno avere e mantenere uno standard di qualità.

PROGRAMMAZIONE – I film indipendenti compresi documentari e cortometraggi dovranno essere circuitati per almeno 6 mesi attraverso una multiprogrammazione con cambiamenti continuo di programmazione giornaliera, approfittando delle nuove tecnologie di proiezione. Il Circuito tenderà ad essere il più possibile inclusivo anche di film a bassissimo costo che però devono mantenere un “livello tecnico” minimo, da sala cinematografica.  Le proiezioni  dovranno essere fatte in DIGITALE (DCP)standard internazionale 2K – 4k con schermo fisso,  non con videoproiettori e schermo mobile, questo per far in modo che il circuito non sia considerato inferiore. 

DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE – L’Agenzia programmerà i film su tutto il circuito, fornendo alle sale i manifesti pubblicitari, cartoline e questionari rivolti al pubblico per capire il gradimento dei singoli film, oltre alla creazione di un sito on line interattivo con il pubblico. I produttori forniranno all’Agenzia tutto il materiale pubblicitario dei propri film: locandine, trailers… L’Agenzia avrà accesso a trasmissioni Rai Regionale e Rai Nazionale per la promozione del singolo film indipendente e del circuito con interviste varie.   Verrà creata una rivista on line gratuita e cartacea da lasciare nelle sale del circuito al costo di 1 euro per promuovere i film e tutti gli autori con interviste, compresi cortometraggi, e documentari.  L’agenzia si coordinerà con tutti gli istituti culturali italiani del mondo che dovranno organizzare almeno una rassegna annua di  film indipendenti italiani (a questo fine, bisognerebbe sapere quanti finanziamenti ricevono e come li spendono). Con possibilità di invitare gli stessi autori.

DIRITTI SUCESSIVI –L’Agenzia potrà in accordo con i singoli produttori impegnarsi a vendere singolarmente o in pacchetti i film alle televisioni in primis, per il canale tematico della Rai e comunque a tutte le emittenti italiane nel rispetto delle quote di programmazione stabilite dalla legge.

 

 

 

 

 

 

 

5° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cin in MoV)

Premessa. L’art. 24 Ddl Franceschini disciplina i Contributi Selettivi (opere prime, seconde, giovani autori, ma anche film di qualità artistica e culturale.)

Modifiche. Si dovrebbe aggiungere anche il termine “sperimentale” raddoppiando l’attuale 15% al 30 (vedi 2° Emendamento) . Bisogna anche abolire il Reference System sui contributi selettivi di cui al punto 3) Cin. In Mov … non distinguendo più opere prime, seconde e terze ma privilegiando solo le idee anche per chi è un “senatore della pellicola” (meritocrazia.)

La Commissione di 5 esperti valuta i progetti: (DdL Franceschini) potrebbe essere formata da: un autore, un film-maker, un critico, un esperto in distribuzione cin., un esperto di genere filmico (Cin in Mov.) non è unica, ma si tratta di più commissioni su macro regioni decentrate del Mibact che convivono con una Commissione unica centrale in maniera paritetica e questo per sviluppare il massimo il concetto di cinema territoriale, punto 2) di Cin In Mov.: 

a) Cinema Territoriale sul principio del local-global (storie locali per una distribuzione internazionale) attraverso: il decentramento delle commissioni del Mibact in macro regioni

TORINO x Piemonte, Vald’aosta, Liguria, Sardegna;

MILANO x Lombardia e Emilia Romagna;

VENEZIA x Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia;

FIRENZE x Toscana, Umbria, Marche;

ROMA    x Lazio, Abruzzi;

NAPOLI x Campania e Molise;

BARI      x Puglia e Basilicata; 

PALERMO x Sicilia e Calabria. 

b)  decentramento Rai per sfuggire all’influenza politica dei progetti. Qui immaginiamo le sedi Rai decentrate che possono decidere anche di preacquistare il diritto di antenna oltre che ad offrire dei servizi legati alle loro potenzialità produttive, per intenderci la Rai di Udine non è la Rai di Torino, ma anche finanziare documentari locali sulle bellezze, curiosità, prodotti, ecc. 

c)  Film Commission funzionanti che si coordino tra di loro e burocraticamente (modelli e procedure uniformi) con il Mibact; il ruolo delle Film Comm. diventa fondamentale oltre che per i servizi che già conosciamo, nel sostegno al produttore per aiutarlo ad interagire  con sponsor del territorio, crowdfunding locale, amministrazioni comunali, promoz. del turismo (cineturismo) e finanziatori esterni grazie alla tax credit.

Le commissioni nelle macro regioni possono convivere IN MANIERA PARITETICA anche con una COMMISSIONE UNICA NAZIONALE.

E’ fondamentale insistere per una trasparenza e un pluralismo di generi e di gusti nella scelta dei progetti da finanziare. A tal fine si richiede che nelle Commissioni Giudicanti vengano coinvolti professionisti di chiara fama nazionali o internazionali in rappresentanza di tutti i generi del Cinema.

 

 

4° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cinema in MoVimento

Premessa – L’art. 21 DdL Franceschini riguarda i Contributi Automatici che vengono dati sulla base di parametri oggettivi (?) e relativi ai risultati raggiunti dall’Impresa in relazione alle opere cinematografiche e televisive precedenti (????????)

Modifiche – Così si riduce il Cinema Italiano alla produzione di  Commedie. Dovrebbe essere completamente emendato dall’art. 31 del DdL Di Giorgi per la parte dei contributi finanziari automatici che vengono dati sulla base degli incassi in sala, si parla quindi dei già conosciuti Ristorni Governativi.

 

3° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cinema in MoVimento)

Premessa  Dagli artt 13-18 DdL Franceschini si disciplina il Tax Credit (Tassa a credito) per chi investe nel settore, allo scopo di ottenere un “sistema di consolidamento nei diversi settori dell’industria cinematografica” con percentuali che variano dal 20-30%.

Modifiche  Aggiungere tra questi artt. il tax Credit x i film indipendenti con una percentuale di detassazione del 68% come previsto al punto 5) di “Cin in MoV” che nel punto 1) dà una definizione di film indipendenti: “tutti i film d’autore, sperimentali, d’avanguardia, quindi a contenuto culturale ed artistico, per il low budget (fino ad un massimo di € 1.500.000,00) che non sono stati coprodotti dalle televisioni nazionali e che sono equiparabili secondo il Mibact – Cinema, a FILM DIFFICILI” in quanto rinunciano -per conservare la loro indipendenza – agli apporti televisivi che potrebbero limitare la libertà espressiva. Perché questa percentuale + alta x i film indipendenti? Perché sono i + difficili da distribuire ed essendo il mercato dominato dai blockbuster Usa, + difficili da lanciare, quindi non solo come categoria culturale, ma anche come categoria economica e quindi sono indipendenti perché costano meno di 1.500.000,00. 

2° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cin in Mov)

Premessa.  L’art. 11 del Ddl Franceschini parla di un fondo di 400 milioni x il Cinema e l’Audiovisivo il cui finanziamento avviene automaticamente tramite una percentuale dell’11% di riscossione di Ires e Iva che lo Stato rinuncia ad intascare, da applicarsi sui settori industriali dell’Audiovisivo. Ma questa non è una vera tassa di scopo che invece è prevista dal DdL Di Giorgi agli artt.10-11 che colpisce le multisale, gli Editori Tv che proiettano film e i Distributori di Servizi Televisivi, con una percentuale del 10%.

Modifiche.  Oltre che dalle Multisale e Tv, (come prevede la Di Giorgi) la tassa di scopo deve essere pagata dalle PIATTAFORME WEB tipo Netflix che trasmettono film in streaming. Questa tassa è da versare al Mibact (a noi di Cin In Mov non ci interessa un nuovo ORGANISMO come il Centro Nazionale del Cinema).

Premessa. Sempre l’art. 11 del DdL Franceschini parla di CONTRIBUTI SELETTIVI max 15% x opere prime, seconde, giovani e film culturali e artistici.

Modifiche Noi di Cinema in Mov. vorremo raddoppiarli al 30% per i film culturali e artistici in favore di un Cinema Plurale.

 

1° EMENDAMENTO AL DdL FRANCESCHINI (a cura di Cin. in MoV)

Premessa.   I singoli articoli rinviano ad una marea di decreti attuativi che si chiamano deleghe legislative, il che comporta che dalla normativa primaria si deve passare a quella secondaria facendo diventare la materia farraginosa 

Modifiche.  Ridurre il più possibile queste deleghe disciplinando da subito tutta la materia come ha fatto ad es. l’altro DdL DI GIORGI che ha compendiato la legge in 42 artt.

 

 

CHIAMALI SE VUOI EMENDAMENTI

Cos’è che manca in breve, al Disegno di Legge Sul Cinema Franceschini di prossima discussione in Senato:
1) Il difetto maggiore è questa MAREA di deleghe legislative, per cui molte cose saranno disciplinate da altri decreti complicando e confondendo il tutto, nell’insieme non appare chiaro.
2) La Tassa di Scopo non esiste nel Disegno di Legge Franceschini, lo Stato rinuncia alla propria fiscalità di Iva e Ires applicata nel settore dello Spettacolo, ma la tassa di scopo è molto meglio rappresentata nel DdL Di Giorgi.
3) I Contributi selettivi devono essere raddoppiati almeno al 30% e per quanto riguardo le commissioni vedere anche il ns punto 2) di Cinema In MoVimento sul cinema territoriale.
4) Abolire i contributi automatici così come formulati nel Ddl Franceschini e ritornare AI RISTORNI GOVERNATIVI
5) Le QUOTE OBBLIGATORIE non sono ben definite, molto meglio ritornare al Ddl Di Giorgi.
6) Sulla Formazione è molto meglio ritornare al Disegno di Legge Di Giorgi e al ns punto 10) di cinema In MoVimento
7) Un punto che i due Disegni di Legge non hanno previsto è LA CREAZIONE DI UN CIRCUITO DI ALMENO 200 SALE per la distribuzione del Cinema Indipendente possibile con i finanziamenti di cui all’art. 26 del Ddl Franceschini. (punto 7 di Cinema In Movimento)

LA SITUAZIONE DEL PUNTO

Abbiamo 2 Disegni di legge sul cinema che dovrebbero essere calendarizzati a breve: quello del Ministro Dario Franceschini x me è tutto da criticare e respingere per un impianto spaventosamente burocratico, Noi come Gruppo di Lavoro di Cinema In Movimento abbiamo portato avanti 10 punti in favoro del Cinema Indipendente, sono i ns 10 Comandamenti, uno di questi- – il secondo – parla di DECENTRAMENTO DELLE COMMISSIONI DEL MIBACT per valorizzare un cinema territoriale, un altro punto importante (7°) è la creazione di UN CIRCUITO DI SALE (almeno 200 in tutta Italia) in cui venga distribuito questo tipo di cinema sfruttando le nuove tecnologie e la MULTIPROGRAMMAZIONE senza obbligo di TENUTA .
Il Gruppo Facebook Cinema In MoVimento dà spazio anche ad interventi individuali che riguardano esperienze personali, lettere di protesta, delle difficoltà di produrre o girare un film ecc ecc, da parte di film-maker, produttori indipendenti, maestranze, tecnici, generici.

DISEGNO DI LEGGE FRANCESCHINI/4

ART. 31 –
Riguarda altri Decreti Legislativi per la promozione delle opere europee e italiane da parte dei FORNITORI DI MEDIA AUDIOVISIVI che sono le televisioni. Si parla di obblighi di investimento con deroghe, adeguandosi ai principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficacia. Si riformulano le regole, si riformula la definizione di produttore indipendente, si vuole creare un adeguato sistema di verifica, di controllo e un sistema sanzionatorio, (insomma si parla di quote, molto meglio considerate nella Di Giorgi)
ART. 32 –
Parla di Decreti Delegati (ci mancavano, ci sono decreti di tutti i tipi) e delle procedure di adozione.
ART. 33 –
Vigilanza e Sanzioni: 5 anni di esclusione dai benefici se si producono dichiarazione o documentazioni false.
ART. 34 –
(Lunghissimo articolo) Delega del Governo al Codice dello Spettacolo in tale Corpus normativo confluiranno le riforme delle Fondazioni liriche-sinfoniche, teatro, Prosa, Musica, Danza e Spettacoli Viaggianti e Attività Circensi.
ART. 35-
Riguarda la copertura finanziaria e la marea di Decreti Legislativi, Ministeriali, Attuativi, Delegati che verranno sfornati da questa legge: non devono comportare maggiori oneri a carico della Finanza Pubblica, ci devono essere prima gli stanziamenti.
ART. 36 –
Riguarda l’abrogazione di varie norme.
ART. 37 –
Disciplina le norme transitorie.
ART. 38 –
L’entrata in vigore.
Hanno lasciato fuori:
– LA PROGRAMMAZIONE OBBLIGATORIA NELLE MULTISALE (Di Giorgi)
– RAI SERVIZIO PUBBLICO
– DIDATTICA (Di Giorgi)
– Il Consiglio SUPERIORE DEL Cinema e Audiovisivo dove l’hanno ficcato?
COMMENTO:
Che dire? Hanno creato una MONTAGNA DI BUROCRAZIA per partorire un topolino molto debole.
Non si parla di Circuito Distributivo per il Cinema Indipendente, l’Interesse Culturale è sparito (che poi era anche un modo per giustificare finanziamenti pubblici) i soldi vengono dati automaticamente a chi già incassa (e quindi paradossalmente non ne avrebbe bisogno).
Non si riconosce nessun pluralismo espressivo, non si parla di sperimentazione, di linguaggi, di tenere alto un profilo culturale del cinema….
E’ incredibile come ogni provvedimento legislativo che vuole difendere il mercato non sapendo tradurre adeguatamente i meccanismi del mercato si trasformi in IDEOLOGIA DEL MERCATO che nel medio e lungo periodo significa aumento della burocrazia.
La montagna di deleghe poi rappresenterebbe un lavoro immane, invece di semplificare in poche regole certe il settore diventa vincolato da commi, titoli, capi, artt. che lo debiliteranno definitivamente.
L’unica cosa che si salva sono i provvedimenti per le sale storiche, il divieto di modificarle a livello d’uso, la possibilità di avere tax credit per l’adeguamento tecnologico…ecco e poi basta!
Si prevede il passaggio tra il vecchio e il nuovo e per il 2016 c’è ancora il FUS con 63 milioni e 19 mili9oni, poi ci sono crediti d’imposta per 166 milioni.
Al punto 7 degli ASPETTI TECNICO-NORMATIVI DEL ddl Franceschini dicono che la semplificazione viene attuata al fine di conferire al settore un assetto + razionale e organico e conforme ai principi della razionalizzazione e semplificazione (Che Dio ci salvi).
Al punto 8 non si sono accorti che c’è anche un altro disegno di legge Di Giorgi (a pg 33 di 92).
Le imprese di produzione sono 4338 dopo questa legge scenderanno a meno di 1000.
Il DdL Di Giorgi è ancora …umano, questo è una montagna…di burocrazia

DISEGNO DI LEGGE CINEMA DI DARIO FRANCESCHINI/3

ART. 19 –
Riguarda disposizioni comuni in materia di credito d’imposta e si avrà bisogno di altri decreti attuativi per regolamentare le diverse tipologie.
ART. 20
Agevolazioni fiscali come l’imposta fissa di registro.
ART. 21
Disciplina i Contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive sulla base di PARAMETRI OGGETTIVI e relativi unicamente ai risultati raggiunti dall’impresa in relazione alle opere cinematografiche e audiovisive precedenti.
Se pensiamo che su 30 opere filmiche che incassano, 28 sono commedie, abbiamo già davanti quella che sarà la produzione dei prossimi anni. E’ questo articolo ad essere incriminato, che senso ha premiare o finanziare imprese che incassano?
Bisogna abolire i contributi automatici e il Reference System che è un sistema di punteggio automatico che favorisce il finanziamento dei film dei soliti noti, dalla produzione, dal regista, agli attori fino alla troupe, bloccando di fatto il cambio generazionale.
ART.22 –
Apertura di posizione contabile presso il Ministero perché vengano riconosciuti importi calcolati in base ai risultati economici, artistici e di diffusione presso il pubblico nazionale ed internazionale. Si parla di opere cinematografiche e audiovisive tenendo conto per le opere cinematografiche degli incassi e da altri parametri oggettivi come lo sfruttamento dei diritti attraverso le piattaforme di diffusione in Italia o all’estero riconosciuti in rassegne di livello primario anche per le opere audiovisive.
Si parla di meccanismi premianti per le opere prime e seconde, per certi periodi dell’anno.
Sinceramente sembrano tutti discorsi astratti.
ART.23 – Rinvia ad un successivo decreto (un altro) per i requisiti minimi che le imprese devono possedere sotto il profilo della solidità patrimoniale. Ci sono a anche casi di decadenza o revoca dei contributi.
ART. 24 –
Disciplina i CONTRIBUTI SELETTIVI alle imprese cinematografiche che appartengono alle CATEGORIE indicate in apposito DECRETO MINISTERIALE e si prevede una Commissione di Esperti i quali però non hanno diritto al compenso ma solo al rimborso spese.
Al comma 1° si parla di a) sviluppo; b) produzione; c) distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive.
Al comma 2° si afferma: PRIORITARIAMENTE alle opere cinematografiche (opere prime, seconde, giovani autori) OVVERO ALLE OPERE DI PARTICOLARE QUALITA’ ARTISTICA E AL VALORE CULTURALE.
Al comma 3° si parla di esercizio cinematografico.
I nostri emendamenti sono quelli di aumentare al 50% i contributi selettivi per le opere di qualità artistica, culturale e sperimentale (io personalmente sono contrario alle opere prime, seconde e giovani, ma bisogna premiare chi ha delle idee, cmq capisco e mi adeguo, di sviluppare il ns punto 2) di cinema territoriale e di moltiplicazione delle commissioni e di creare un Circuito distributivo del cinema indipendente (punto 7).
2) Cinema Territoriale sul principio del local-global (storie locali per una distribuzione internazionale) attraverso:
a) il decentramento delle commissioni del Mibact in macro regioni
TORINO x Piemonte, Vald’aosta, Liguria, Sardegna;
MILANO x Lombardia e Emilia Romagna;
VENEZIA x Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia;
FIRENZE x Toscana, Umbria, Marche;
ROMA x Lazio, Abruzzi;
NAPOLI x Campania e Molise;
BARI x Puglia e Basilicata;
PALERMO x Sicilia e Calabria.
b) decentramento Rai per sfuggire all’influenza politica dei progetti;
qui immaginiamo le sedi Rai decentrate che possono decidere anche di preacquistare il diritto di antenna oltre che ad offrire dei servizi legati alle loro potenzialità produttive, per intenderci la Rai di Udine non è la Rai di Torino, ma anche finanziare documentari locali sulle bellezze, curiosità, prodotti, ecc.
c) Film Commission funzionanti che si coordino tra di loro e burocraticamente (modelli e procedure uniformi) con il Mibact;
il ruolo delle Film Comm. diventa fondamentale oltre che per i servizi che già conosciamo, nel sostegno al produttore per aiutarlo ad interagire con sponsor del territorio, crowdfunding locale, amministrazioni comunali, promoz. del turismo (cineturismo) e finanziatori esterni grazie alla tax credit.
Le commissioni nelle macro regioni possono convivere IN MANIERA PARITETICA anche con una COMMISSIONE UNICA NAZIONALE. E’ fondamentale insistere per una trasparenza e un pluralismo di generi e di gusti nella scelta dei progetti da finanziare. A tal fine si richiede che nelle Commissioni Giudicanti vengano coinvolti professionisti di chiara fama nazionali o internazionali in rappresentanza di tutti i generi del Cinema.
ART. 25 –
Riguarda iniziative e manifestazioni finalizzate alla promozione cinematografica e si considerano le risorse da assegnare rispettivamente:
a) All’Istituto Luce – Cinecittà;
b) Alla Biennale di Venezia nel campo del Cinema;
c) Alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.
ART. 26 –
Parla di un PIANO STRAORDINARIO per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali x contributi a fondo perduto ovvero in c/ interessi sui mutui o locazioni finanziarie per la riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse, ma anche realizzazione di nuove sale mediante l’acquisto di locali per l’esercizio cinematografico, la trasformazione delle sale in ambito cittadino finalizzata all’aumento del n° degli schermi e adeguamento tecnologico. Con apposito D.P.C.M. se ne saprà di più, con un occhio di riguardo alle sale multimediali o ad altri eventi culturali e di programmazione di opere nazione ed europee.
Anche l’art. 26 può essere funzionale alla creazione di un circuito distributivo per il cinema indipendente segue punto 7.
Distribuzione cinematografica:
7) Circuito Distributivo
AGENZIA
Viene creata una Agenzia di distribuzione e promozione del cinema indipendente che si avvale di un circuito di sale che vi aderiscono, diffuso su tutto il territorio italiano. Per il finanziamento dell’Agenzia ci si avvarrà di una UNA TASSA DI SCOPO DA NON FAR PAGARE AGLI ESERCENTI DEL CIRCUITO, MA A TUTTI GLI ALTRI E A TUTTE LE TV E PIATTAFORME VARIE SUI PROVENTI DERIVANTI DALLA PUBBLICITà INSERITA NEI FILM.
CIRCUITO
Le sale che aderiscono al circuito potranno essere: private, comunali, parrocchiali, associazioni di cultura cinematografica, cineclub, di quartiere che servono anche come centri di formazione, universitarie, occupate, sale gestite sul territorio regionale dalle Film Commission. Le sale aderenti otterranno un marchio che darà diritto ad un finanziamento diretto del Mibact per la proiezione di film indipendenti e una defiscalizzazione completa per motivi culturali. Le sale per mantenere il diritto al marchio dovranno avere e mantenere uno standard di qualità.
PROGRAMMAZIONE
I film indipendenti compresi documentari e cortometraggi dovranno essere circuitati per almeno 6 mesi attraverso una multiprogrammazione con cambiamenti continui di programmazione giornaliera approfittando delle nuove tecnologie di proiezione.
Il Circuito tenderà ad essere il più possibile inclusivo anche di film a bassissimo costo che però devono mantenere un “livello tecnico” minimo, da sala cinematografica. Le proiezioni dovranno essere fatte in DIGITALE (DCP)standard internazionale 2K – 4k con schermo fisso, non con videoproiettori e schermo mobile, questo per far in modo che il circuito non sia considerato inferiore.
DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE
L’Agenzia programmerà i film su tutto il circuito, fornendo alle sale i manifesti pubblicitari, cartoline e questionari rivolti al pubblico per capire il gradimento dei singoli film, oltre alla creazione di un sito on line interattivo con il pubblico. I produttori forniranno all’Agenzia tutto il materiale pubblicitario dei propri film: locandine, trailers… L’Agenzia avrà accesso a trasmissioni Rai Regionale e Rai Nazionale per la promozione del singolo film indipendente e del circuito con interviste varie. Verrà creata una rivista on line gratuita e cartacea da lasciare nelle sale del circuito al costo di 1 euro per promuovere i film e tutti gli autori con interviste, compresi cortometraggi, e documentari. L’agenzia si coordinerà con tutti gli istituti culturali italiani del mondo che dovranno organizzare almeno una rassegna annua di film indipendenti italiani (a questo fine, bisognerebbe sapere quanti finanziamenti ricevono e come li spendono). Con possibilità di invitare gli stessi autori.
DIRITTI SUCESSIVI
L’Agenzia potrà in accordo con i singoli produttori impegnarsi per vendere singolarmente o in pacchetti i film alle televisioni in primis, per il canale tematico della Rai e comunque a tutte le emittenti italiane nel rispetto delle quote di programmazione stabilite dalla legge.
ART. 27 –
Parla specificatamente di PIANO STRAORDINARIO PER LA DIGITALIZZAZIONE del Patrimonio Cinematografico e Audiovisivo, si parla di 10 milioni annui per la concessione di contributi ecc., da concedere alle imprese di post-produzione italiane in proporzione al volume dei materiali digitalizzati e il Decreto Attuativo definirà i requisiti soggettivi dei beneficiari.
ART. 28 –
Passiamo alle misure volte a favorire una migliore distribuzione delle opere cinematografiche impedendo il formarsi dei fenomeni distorsivi della concorrenza.
ART. 29 –
Riguarda l’aggiornamento del Pubblico Registro Cinematografico.
ART. 30 –
Riforma della Revisione Cinematografica (censura) con tanti decreti legislativi da adottare.

(continua)