3 – SE QUESTO E’ UN…POST

Post: A proposito di Beppe Grillo e la shoah, l’angolo della riflessione.

La memoria è importante ed è fondamentale quando la “razza” umana sviluppa percorsi orrorifici e tutti siamo d’accordo, cosi come è giusto sacralizzare questi luoghi e creare sacrari come Redipuglia, o San Sabba a Trieste o Auschwitz in Polonia a monito delle future generazioni.

Quindi sacralizzare il luogo è legittimo, quando invece è il pensiero ad essere sacralizzato la cosa diventa pericolosa, anche Stalin sacralizzava certi concetti, nessuno ne poteva parlare in pubblico senza essere additato come nemico della Rivoluzione, ma qui siamo su un piano “clinico paranoide.”

Secondo me Primo Levi se era in vita sarebbe stato contento di questo post di Beppe Grillo perché semplicemente è scritto bene e col cuore, è ispirato, mentre quello che lo ha criticato è ispirato dai poteri forti che deve servire.

La paura di un pericolo e il suo superamento ti induce alle battute di sollievo, questo è umano da milioni d’anni, tant’è vero che quando ero in terza media dopo aver letto questo libro, nei corridoi della scuola vedevo comparire un compagno di classe mingherlino e dicevo agli altri ragazzetti: SE QUESTO E’ UN UOMO.!..( nessuno di noi ancora lo era), usavamo cioè il libro di Primo Levi per esorcizzare il male assoluto scherzando.

Lo stesso Nietzsche parla di orgine del comico dal pericolo e dalla paura, per cui il livore di chi ha criticato Grillo è solo dettato da odio ideologico e la stampa quando non è in mala fede ha dimostrato un livello intellettuale inferiore a qualsiasi persona che ragiona, facendo l’ennesima brutta figura servile, di chi non è in grado di capire neanche le cose elementari, ma si comporta come se capisse quelle più profonde sfornando libri come in una catena di montaggio, che pretenderebbero di dirci qualcosa che non sappiamo.

 

3 – LA GRANDE SUPERFICIALITA’

LA GRANDE SUPERFICIALITA’ – GRILLO E BERLUSCONI

La superficialità regna sovrana, quando si fa di tutta un’erba un fascio, si fa un commento “fascista”, si mette dentro di tutto senza distinguere le caratteristiche delle erbe, non voglio dare un giudizio di valore, ma atteniamoci ai contenuti, ai modi, ai programmi, c’è una differenza abissale tra i due per come si muovono, cercano consensi, per cui chi li assimila è come se avesse l’occhio foderato dal pregiudizio e l’orgoglio di chi continuando a non capirci niente insiste sul proprio punto di vista “narcisistico” ovvero sinistronzo.

E’ sinistrozzo colui che appartiene alla sinistra e strozza ogni ragionamento sebbene sia lui a pretendere razionalità, ma solo quando gli serve alla sua tesi.

Sta di fatto che vengono assimilati, ti dicono che entrambi sono ricchissimi, uno è un uomo di spettacolo, l’altro un uomo che fa spettacolo, uno fa satira, l’altro dice barzellette, uno cerca di scavare nell’assurdo del vivere, l’altro invece vede tutto in maniera funzionale e la barzelletta codifica un genere brillante che va alla superficie delle cose e che irradia questa superficie anche in profondità, esteriorizzandola.

Eppure Berlusconi sembra un papa, magari in una vita precedente lo è stato veramente, viene avvicinato come se fosse una persona disponibile, semplice, amicona quando invece si conosce la sua terribilità, la sua forza incredibile che supera tutti gli ostacoli, è l’unica vittima dei giudici che riesce ad essere più forte di loro come categoria, quanti affaristi hanno dovuto soccombere alla giustizia, lui invece è stato talmente “grande” che è riuscito a piegare anche la giustizia pagando tutto e tutti.

E’ chiaro che in questo modo gli viene la sindrome di potenza, nessuno lo può arrestare… nei suoi propositi, si sente gigantesco, quasi padrone dell’universo, forte come un re che può decidere di avere un harem e di scegliersi l’accompagnatrice della serata.

Quando si permette questo già la democrazia è morta e la sua figura, quella di Berlusconi, un desposta, il classico demagogo che si è comprato tutto secondo i dettami di Aristotele.

Il fatto che deve dominare le situazioni che si creano è frutto di una personalità iperattiva, che politicamente è sempre arrivato a compromessi, ma che se non riesce ad ottenere ciò che vuole è capace di rovesciare anche le istituzioni per asservirle ai suoi Fini – è riuscito a comprarsi anche Fini – che nel suo abbraccio mortale è stato distrutto, un uomo che non sa neanche cosa sia l’estremismo ma che lo esibisce come minaccia in politica se l’interlocutore avversario non fa quello che vuole lui.

Grillo invece appartiene ad un altro mondo ecco la cecità di chi li assimila, (anche se lo fa molto spesso per interessi politici) molto più umano molto più vicino alla gente con un cuore vero, però entrambi sanno fare spettacolo e quindi dominare attraverso una comunicazione forte.

Grillo non può essere annoverato tra i modesti e gli umili perché nella sua attività è riuscito ad avere successo però ha dentro di sé un rigore e una moralità francescana che il Papa Berlusconi non sa proprio cosa sia, ma mentre Grillo essendo abituato alla società dello spettacolo ne capisce e carpisce i meccanismi e cerca di disvelarli per ridare alla politica quella forza originaria e quella energia rivoluzionaria, Berlusconi si è trasformato nel tempo da uomo d’affari – business man – a uomo di spettacolo che continua a fare affari anche sopra la gente, mi si dirà che è il solito pregiudizio comunista, che lui non è un cinico ma un tipo sensibile, amorevole che aiuta gli altri, ecco la differenza tra questi due uomini eccellenti, il primo non finge se non quel minimo per sopravvivere, l’altro invece è tutto costruito sul principio di ciò che è meglio in quel momento presente.

Il primo vede i fini attraverso i mezzi, l’altro per i fini usa qualsiasi tipo di “mezzo”, anche Brunetta se occorre, Berlusconi personifica il principe anche se il suo agire è disturbato da uno strascico giudiziario che non ha mai fine, ha sempre detto che è impossibile governare l’Italia se non con maniere forti, ma che lui da liberale non lo può fare anche se gli prudono le mani.

Grillo invece non chiede di essere un principe, ma vuole portare la politica dentro una realtà che è ormai completamente sparita, è quasi un passatista, non accetta la sua “supposta” evoluzione che invece è involuzione, la politica è altro, è dedizione, è comunità, è onesta, è cittadinanza, è democrazia diretta, tutto ciò che oggi non c’è, per questo Grillo è un riformista, ma il riformismo ormai è diventato un giochetto imbelle, retorico, ecco perché il suo riformismo rischia di essere nei modi rivoluzionario, che va più in là di quello che vuole, certo Grillo percorre una strada che può dare nuova linfa al rinnovamento, al cambiamento allo scopo di far uscire le stesse istituzioni da un degrado senza vie d’uscita e quindi da questo punto di vista è l’unico che può cambiare le cose dal di fuori, a differenza di Renzi che parla (dal di dentro) del nuovo, ma come nuovo modo di riperpetuare il vecchio, il vecchio filtrato da un uomo giovane.

Renzi ce la farà a cambiare dal di dentro le istituzioni? E’ quasi impossibile perché il “vecchio” lo costringerà a vedere dei problemi che non ci sono, lo devierà verso false direzioni, gli farà perdere un sacco di tempo al punto di alterare le priorità.

 

3 – I FURBI DEL QUARTIERINO ON LINE

Agis, Anica , Fapav e Univideo per dire basta alle pubblicità sui siti pirata da parte dei soliti furbi

Le Associazioni si schierano a supporto della Guardia di Finanza per privare di importanti risorse i portali che mettono a disposizione contenuti illeciti.

Per contrastare la pirateria audiovisiva è oggi possibile intervenire su vari aspetti e in varie modalità.

In considerazione del fatto che la maggior parte dei siti pirata basa il proprio guadagno tramite la pubblicità, riuscire a contrastare la presenza delle inserzioni su quei portali che mettono a disposizione illecitamente contenuti audiovisivi consentirebbe di privare i gestori dei siti della più importante fonte di profitto e al tempo stesso di tutelare gli investitori, garantendo loro di non apparire con propri spazi pubblicitari su siti divulgativi di contenuti illeciti.

il settore della pubblicità online è in forte espansione, come confermato dall’ottimo lavoro condotto dall’Agcom tramite l’indagine conoscitiva sul settore dei servizi internet e pubblicità online, e come evidenziato dal comunicato stampa della recente operazione “publifilm”, condotta dal nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della guardia di finanza in collaborazione con il nucleo speciale frodi tecnologiche e diretta dall’autorità giudiziaria di Roma, che fornisce spunti interessanti evidenziando chiaramente il problema della pubblicità online sui siti illeciti.

Si tratta di un aspetto fondamentale, da approfondire, poiché bloccare le risorse economiche di quei siti che sfruttano illecitamente il lavoro di altri significa dare una risposta concreta ed efficace a questo problema. L’operazione condotta denota da parte della guardia di finanza e delle autorità competenti una profonda attenzione per il settore audiovisivo, quale comparto industriale cruciale per l’economia del nostro paese, soprattutto dal punto di vista occupazionale e del gettito fiscale.

Agis (associazione generale italiana dello spettacolo), Anica (associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), Fapav (federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) e Univideo (Unione italiana editoria audiovisiva – media digitali e online), confermano il proprio sostegno e supporto all’importante lavoro posto in essere dalla guardia di finanza a tutela dei contenuti audiovisivi.

Non si può che essere d’accordo fare una pubblicità sfruttando dei contenuti non propri è come rubare una auto e lavorarci come taxista andando su e giù per il quartierino, si parla dei furbi italici che la legge l’osservano quando gli fa comodo

comunicato stampa

 

3 – LE 4 BOLLETTE

Acqua, luce, gas e telefono le bollette

4 voci nel buio mensile quando sono in scadenzA e non si sa come pagarle, per chi ha difficoltà a quadrare i conti mensili. Parliamone!

L’acqua deve essere pubblica, questo è il significato politico del Referendum del 2012, l’acqua come l’aria essendo una risorsa fondamentale per l’uomo non può essere soggetta a profitto, l’acqua quindi per sua natura come bene deve essere “demercificata” Il profitto o il “meneapprofitto” è illegittimo oltre che immorale.

La privatizzazione dei servizi è avvenuta in seguito all’ideologia del neoliberismo, nella convinzione che i privati avrebbero gestito meglio determinati servizi, ma i partiti si sono appropriati del business e hanno distrutto qualsiasi tipo di efficienza ed economicità del servizio, mettendo i loro uomini incompetenti con funzioni clientelari, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: tutto ciò che c’era da distruggere l’hanno fatto con grande competenza…

Luce e Gas, altre due importanti bollette soprattutto il Gas.

Un tempo c’era solo L’Eni, oggi ci sono una miriade di compagnie anche regionali che si occupano del Gas (tutto il nostro Gas proviene dalla Russia attraverso l’Ucraina) adesso le compagnie gestiscono anche l’energia per cui il gas e la luce sono sotto lo stesso denominatore, ti regalano perfino un tablet se le fai gestire ad una sola compagnia, la chiamano concorrenza, entrambe le bollette continuano nonostante la privatizzazione o forse per quello ad essere di difficile lettura, anzi incomprensibili, piene di voci di cui non si capisce l’esistenza.

In questi anni ho provato a cambiare tante compagnie del Gas ma alla fine, dieci euro più, dieci euro meno, hanno tutte lo stesso prezzo che per il gas è quello di 1 euro al mc, e quindi un prezzo talmente caro che molti sono tornati alla legna, anzi meglio al pellet che dimostra essere molto più economico. Stessa cosa anche per l’energia elettrica,: Edison, Enel Privati, Hera, Acea, anche qui si può risparmiare qualcosina con Edison e Hera, intanto la bolletta continua ad essere incomprensibile, un tempo c’era il costo al Kwth oggi ci sono un sacco di voci: servizi di rete, servizi di vendita, parte variabile, parte fissa. Dov’è la fregatura delle bollette complicate? Che puoi comparare solo un elemento di costo e non l’intero costo per cui alla fine non si capisce se un operatore è più conveniente di un altro. Ultimamente un operatore (ti telefona ogni due, tre giorni) m’ha detto che la sua offerta è la migliore: 0,07 cent/euro kwh(a complicare il confronto sono anche i decimali dell’euro) sono in attesa di un nuovo contratto con Hera, speriamo di uscirne presto e che tutto diventa più semplice.. Cosa fa l’autorità per ‘energia? Ben poco, e quando ti rivolgi a loro ti danno un modulo che compili, ma poi di fatto non succede niente, io mi ero rivolto all’Autorità perché la compagnia aveva alzato il prezzo senza dirmi niente, l’Autorità in effetti ha scritto alla Compagnia ma questa non ha risposto e tutto è finito lì, anche perché cosa fai? Chiami un avvocato?

La Telefonia è ancora peggio, ti assediano con la pubblicità sistematica in televisione e tutti i miliardi di Euro spesi in attori famosi poi li paghiamo noi con le tariffe sempre care e con offerte che alla fine sono tutte eguali e che non scendono mai al di sotto, per cui abbiamo un costo internet tra i più cari d’ europa, l’autorità a cui rivolgersi in caso di conflitti è il CORACOM, in questo caso invece devo dire che sono molto efficienti, devi riempire un modulo e scrivere i motivi del contendere, due volte ho contestato le bollette a Telecom e due volte mi hanno dato ragione non facendomi pagare niente.

 

3 – SAN DANIELE LA GENTE SALVA IL CINEMA SPLENDOR

Raccolti i 50 mila euro per il nuovo proiettore digitale Il risultato grazie anche ai contributi da Regione e Comune, nella cittadina dei prosciutti (San Daniele).

Per festeggiare il risultato, Officine d’Autore ha pensato a un week-end di proiezioni gratuite con un doppio appuntamento oggi – alle 18 Notre Dame de Paris, il balletto con Roberto Bolle che ha registrato il tutto esaurito nelle settimane in cui è andato in scena al Teatro alla Scala, alle 21 un classico, Frankenstein Junior, rimasterizzato in qualità digitale – e una proiezione domani, tutta dedicata ai ragazzi, alle 16.30 col film d’animazione Khumba.

Non è finita. Il pubblico dello Splendor potrà gustarsi un aperitivo, uno snack o una cena a prezzo speciale nei locali convenzionati del centro, semplicemente presentando il biglietto del cinema. «Questa – afferma Fortunato – è la prima di una serie di occasioni ». (m.d.c.)SAN DANIELE.

Per i piccoli cinema di provincia la vita si fa sempre più dura. Ancor più dal primo gennaio, da quando cioè l’ingresso nell’era digitale ha obbligato, tutte le sale, ad adeguare la tecnologia per le proiezioni. Pena: chiudere i battenti.

Il sandanielese cinema Splendor ha scampato il rischio. Grazie a un sostanzioso contributo pubblico , venuto in parte dalla Regione, in parte dal Comune, ma soprattutto grazie alla generosità di tanti sandanielesi, la sala cittadina è riuscita, prima fra i piccoli cinema del Fvg, a mettersi in regola ed è pronta a inaugurare il nuovo proiettore questo week-end con un ricco programma di proiezioni gratuite.

Il problema dell’adeguamento si è posto circa un anno fa al gestore della sala, l’associazione Officine d’autore.

Come fare, considerati i 50 mila euro di costo dell’adeguamento, cifra esorbitante per un sodalizio di volontari? Se la Regione, grazie a un apposito bando, garantiva infatti la copertura del 50% dell’investimento, restava da trovare la differenza e rivolgersi unicamente all’ente locale, vista la coperta sempre più corta, era apparsa subito una strada impraticabile.

Da qui l’idea di promuovere, nell’estate, una raccolta fondi. «Il risultato – racconta il presidente di Officine d’Autore, Marco Fortunato – è andato oltre le più rosee aspettative. Siamo riusciti a mettere insieme i 50 mila euro necessari all’acquisto e ora, dopo le dovute prove tecniche, siamo pronti ad inaugurare il proiettore e l’ingresso nell’era digitale per il nostro piccolo cinema».

«Sarà una festa per l’intera comunità della cittadina collinare che – ricorda Fortunato – compatta ha contribuito a mantenere il “suo” cinema attraverso la generosità del pubblico dello Splendor, il fondamentale intervento di alcune associazioni del territorio e l’azione mirata dell’amministrazione comunale sandanielese, che ha così sottolineato l’importanza rivestita dal cinema nel panorama culturale cittadino».

Nei prossimi mesi, ce ne sarà per tutti i gusti. I piccoli potranno godersi film d’animazione in qualità digitale e con audio surround, gli appassionati di cinema grandi classici rimasterizzati o capolavori in versione originale, gli amanti di musica, danza e teatro i migliori spettacoli dai più importanti palchi del mondo registrati in alta definizione.

«Viviamo per il nostro pubblico e sappiamo che viviamo grazie al nostro pubblico» conclude Fortunato; «Per questo i nuovi spettacoli in cartellone saranno scelti con la collaborazione delle diverse realtà culturali del territorio, delle scuole e delle istituzioni cui di aiutarci a migliorare l’offerta». Maura Delle Case

UFF. STAMPA san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele san daniele

3 – LA SINISTRA E’ RIMASTA INDIETRO

Noi ribadiamo che nessuno deve rimanere indietro, aiutiamo la sinistra a sviluppare un percorso virtuoso in modo che si salvi dalla scomparsa, le andiamo incontro, nel deserto della politica.

Ecco dei principi con i quali può combattere assieme al Movimento 5 Stelle e riprendersi dallo smarrimento.
Non riesce più a sviluppare un progetto di cambiamento, almeno uno straccio di cambiamento, suoi adepti ce l’hanno sempre in bocca ma non lo trasformano neanche in cibo (se non per pochi) i loro dirigenti con pensioni d’oro e vitalizi a josa.
Un progetto di trasformazione che non può viversi dal di dentro per la presenza di gerarchie obsolete e molto spesso francamente ridicole, eppure la sinistra è suddivisa in dirigenti (quasi tutti piccolo borghesi) e gregari (operai e impiegati) un sistema elitario mutuato direttamente dall’ottocento, anche Lenin era un piccolo borghese ma era nato nel 1870.

I gregari di sinistra sono molto attenti al dibattito, informati su quel che succede, intransigenti con gli errori degli altri, con chi è fuori dal partito o dagli schemi che il gregario di sinistra ha adottato fin dalla gioventù, ma molto indulgenti con i propri compagni di partito, che hanno una “testa grossa così”, si sono fatto un “mazzo grosso così”, non vedi quanto sono intelligenti? come parlano bene, quando ci arriverai tu al loro livello, è inutile che ci provi.

In sostanza i dirigenti sono di una altra pasta, sanno parlare, sanno evitare, sanno star zitti quando è il momento, sono coraggiosi quando conviene, quando c’è il momento, questo mito del dirigente è preso direttamente dal concetto di partito rivoluzionario di Lenin, in un periodo storico in cui la polizia zarista poteva uccidere qualsiasi oppositore e per essere dirigente dovevi possedere un carattere di ferro e una scaltrezza unica per evitare tutti i traditori.

Il dirigente ha una funzione importante anche nella nomenclatura stalinista, perché è un portatore di “linea” tra il popolo e non deve farsi condizionare da qualche difetto fisico, da qualche problema psicologico, da qualche dubbio amletico, il dirigente deve sposare in pieno la certezza rivoluzionaria la dogmatica vincente e la fedeltà piccolo-borghese ai valori della famiglia che in questo caso diventa proletaria, che alla fine prevarrà e si creerà la rivoluzione anche questa proletaria.

Guai ad avere dubbi, diventerebbe debolezza (sempre) piccolo-borghese, il dirigente rivoluzionario è superiore a tutti gli elementi della classe da cui proviene, ha una moralità superiore, appartiene all’élite che però si confonde con il popolo, pur essendone estraneo nei costumi e nei comportamenti diventa amico esterno e il popolo li vede come soggetti preparati, superiori, ..nonostante il comunismo conclamato, perché sanno recitare i testi della grande letteratura, perché parlano in latino e perché hanno cultura, conoscono il teatro, l’arte ecc…il popolo a sua volta è abbastanza ignorante a parte qualche autodidatta.

E cosi è stato per buona metà dell’altro secolo, piano piano le cose si sono un po’ annacquate, i partiti socialisti perdono la loro purezza ideologica, fanno sparire le falci e i martelli al loro posto mettono personaggi come Craxi nella parte di falce che taglia l’erba del passato e Martelli nel ruolo di ragazzo di bottega e il compagno di base un po’ si stanca, vede che i dirigenti sono tutti arrivisti, che si disinteressano della Comunità e allora per rimanere nel ruolo di gregario comincia a chiedere favori su favori: i socialisti iniziano a tracciare la nuova strada, buttano la falce e il martello che rappresentava l’eredità di un passato ingombrante a volte filostalinista, si rappresentano come moderni partiti che difendono il lavoro e il progresso.

Abbiamo sotto gli occhi di tutti il fallimento del comunismo che si è dimostrato – anche se nelle sue diverse versioni – più o meno libertarie, solo una bella utopia impossibile da applicare tra gli umani di questa terra, perché dopo un po’ il cambiamento viene preso a cazzotti dalle ambizioni individuali trasformandosi in una burocrazia e una classe piccolo-borghese che finisce con il vessare il popolo. Mao che è stato un leader e un dirigente comunista illuminato ha detto che bisogna ribellarsi anche ai leaders stessi, portando di fatto il caos nella nomenclatura comunista (l’anarchia comunista) però in qualche maniera ha voluto dare una prova di onestà.
Noi oggi abbiamo a che fare con una sinistra ex radicale che teorizza la rivoluzione “scientifica”, cioè per parlare bisogna studiare tanta teoria, perché bisogna adoperare strumenti scientifici attraverso analisi sofisticate della realtà, appunto è tutta scienza per far sviluppare al popolo (masse spente) coscienza, attraverso la conoscenza dei propri mezzi, eppure incredibilmente alla fine tutto si è ridotto in una stanca ripetizione dei soliti rituali, la sinistra ha finito con l’incidere sempre il solito disco ripetitivo: masse, potere, dominio, demonio (versione cattolica), banche, monopoli, guerre del grande capitale, disarticolazione, aggregazione, principe collettivo, economia politica della Costituzione, coscienze separate, l’operaio sociale, partito non separato dalle masse, le masse non separate dal partito, argomenti su cui hanno speculato per decenni il fior fiore dei filosofi accademici trasformando le università in centri di coscienza comunista (diamo soddisfazione a quelli de IL GIORNALE) per cui il sapere alto è dalla parte dei comunisti che non possono non avere ragione, e si promuovevano convegni costruiti per la politica del cambiamento, e far crescere nuovi linguaggi contro quello dei padroni e avanti di questo passo.

Cmq bisogna conoscere la filosofia, e tutti a studiare filosofia, bisogna leggere Marx in tedesco per capire quello che veramente voleva dire, e tutti a a studiare Marx in tedesco per capire le contraddizioni principali e quelle secondarie, il rapporto tra socializzazione dei mezzi di produzione e contraddizioni in seno alle forze produttive, poi dopo un periodo di stanchezza, di oscillazione e di ricaduta verso percentuali da prefisso telefonico da parte dei partiti comunisti arriva lui, uno di Genova che ci dice che la politica non è una cosa complicata (la fanno complicata per dominarci avrebbe detto Brecht) basta essere cittadini e non delegare a nessuno, due mandati e poi basta con la politica dei professionisti che una volta erano ideologici e che adesso si nascondono dietro all’ideologia magari per farsi i cavoli di Bruxelles loro se non per arricchirsi, o entrare nei media e fare i vip ricercati non dalla polizia, che la politica non è una cosa complicata, che tutti i cittadini possono capirla…
Ma nooo non può essere così! E allora io tutta questa filosofia che ho imparato a fatica con termini complicatissimi e che oggi non è più di moda, a chi la insegno? No, non può andare assolutamente così, io potevo diventare un leader di sinistra mediatico, avere una grande influenza, magari quando sparavo una cazzata tutti mi ascoltavano estasiati, anzi riflettevano sulla mia cazzata come se fosse un alto concetto filosofico e tutte queste forbite analisi sono state elucubrate dal fior fiore di menti della mia generazione, che non hanno portato mai a niente, a cambiamenti, di costume, di forme, di desideri, e questo fatto ci fa dire, come mai l’intellettualità è così scaduta in poco tempo?…Non è possibile che succeda dopo che c’hanno investito intere generazioni sopra?! Ma, ma, ma dove andremo a finire!.
Purtroppo non avrei mai voluto essere presente a questa caduta libera: bisogna dirlo: il cambiamento non è mai avvenuto, neanche lontanamente o forse, forse, io sono, nel linguaggio comunista, un disfattista…. ai posteri….ori l’ardua sententia.

giancarlino

3 – IL VOTO DI SCAMBIO E LE PREFERENZE

Parliamo di voto di scambio e di preferenze, se ne discute senza riuscire a trovare una soluzione quasi che l’impotenza dei partiti riflettesse la degenerazione della politica e anzi di piu’, del sistema democratico. In effetti cosa è avvenuto?

I programmi e le regole che i partiti si son dati per poter parlare di visioni e di politiche diverse, hanno preso una brutta piega rappresentata dal voto di scambio, non parliamo solo di quello mafioso, qui parliamo del principio ormai diffuso “se io ti voto tu cosa mi dai in cambio”, per cui la “mercificazione” elettorale esprime un degrado quasi inarrestabile soprattutto al sud dove conta solo chi porta pacchetti di voti, perché dietro a questi pacchetti ci sono soldi.

Così all’origine la politica diventa corruzione diffusa nel mentre si fanno bei discorsi per sviarla, affermando nobili valori che esistono solo nelle “tasche” degli uomini politici.

I voti danno considerazione politica, vengono messi in vendita al miglior offerente, saltano ideologie varie e destra e sinistra diventano solo prese per il culo, in cui tu vali non per le idee che hai, ma per i voti che porti e l’organizzazione comunale si trasforma in un centro di potere clientelare, di somministrazione di pacchetti di voti, di vari clan amministrativi parassitari.

Questo è proprio vero degrado democratico certificato (DDC). Io galoppino di partito posso chiedere favori compresi i posti di lavoro se porto un certo numero di voti e gli stessi posti di lavoro nelle multiutility sono divisi tra i partiti.

Altro che confronto tra idee diverse, di libertà di scelta, di programmi da preferire, di razionalità delle motivazioni, mi fa venire in mente il filosofo greco Aristotele quando parla della degenerazione dei sistemi politici per cui alla Politeia (la vera democrazia greca, subentra la sua degenerazione, che al tempo si chiamava democrazia) quindi già la democrazia era vista come degenerazione, e adesso è diventata degenerazione della degenerazione poiché nel lungo periodo in essa vince il voto di scambio e le varie lobby CHE fanno le leggi ESAUTORANDO IL PARLAMENTO, in questo contesto rimettere le preferenze significa incoraggiare a livello di collegi elettorali questo pericolo, perfino Berlusconi dovrebbe sborsare molti più soldi per comprare milioni di pacchi di pasta, gli converrebbe diventare socio di maggioranza della Barilla, la casa degli italiani.

Il politico cercherà di far affluire nel collegio uninominale più finanziamenti possibili, cercherà di incentivare l’economia con i lavori pubblici distruttivi per il territorio, per presentarsi alle prossime elezioni con un boom economico locale drogato, creando un benessere puramente artificioso che si poggia su elargizioni pubbliche pagate dalla comunità nazionale.

Ecco perché molte opere pubbliche non sono portate a termine, se un candidato non viene eletto i lavori si bloccano per cui dipendono dalle fortune politiche di un unico boss, o ras, oligarca, catapano.

Quindi una finta economia viene fatta crescere a tavolino per favorire l’ascesa del pezzo grosso locale il quale creerà una rete di benefici soprattutto ai propri galoppini, che verranno pagati anche per mantenere le preferenze intatte, illudendo magari su futuri posti di lavoro.

La finta economia crea per qualche mese una finta occupazione magari per gli operai che lavorano in subappalto che sono assunti dalle ditte locali, per i grossi appalti però si preferiscono imprese nazionali, potenti che abbiano liquidità finanziaria (possono anticipare soldi) e soprattutto capaci di far passare eventuali operazioni finanziarie nel silenzio, a differenza delle ditte locali che sono meno controllabili a livello di chiacchiere e dei si dice.

L’antico feudo democristiano rimane uno schema di senso dentro il quale si struttura l’impalcatura di potere ancora oggi. Questo sistema si chiama Sprecopoli per cui la carriera elettorale locale viene fatta a spese della comunità nazionale, allora io penso che bisogna riportare la politica alla civiltà della discussione del programma politico della scelta trasparente, è per questo che bisogna fissare la durata degli incarichi in soli 2 mandati parlamentari e poi i politici devono essere mandati a casa e se occorre a fanculo e cmq anche loro devono vivere come cittadini qualunque guadagnandosi la vita come tutti. Non esistono i competenti a vita, se non chi è attaccato al potere e quindi al denaro con quel che ne consegue.

In ogni caso NON SI DEVONO CREARE CLAN FAMILIARI, MA SE DOVESSE SUCCEDERE CHE SI PASSANO LA PALLA, BISOGNEREBBE CHE CI FOSSE UNA SPECIE DI AUTORITA’ GIUDIZIARIA DI CONTROLLO CAPACE DI SANZIONARE IL VOTO DI SCAMBIO, CHE è una iattura che sta distruggendo il concetto di polis e di comunità.

Con il voto di scambio il collegio elettorale si trova di fronte a dei partiti corrotti e a un corpo elettorale ancora più corrotto, INSIEME, UNITI, il processo diventa irreversibile, marcescente, puteolente. Bisogna che i politici siano distanti e distinti dai particolarismi regionali.

 

3 – NON PERDETE FIDUCIA

Non perdete la fiducia

di V.P.

Ci sono alcune convinzioni, ancora oggi, che sembrano immodificabili.

In primo luogo la fede calcistica: difficile durante la vita cambiare squadra, ciò che succede, in rari casi è il rifiuto di tutto il calcio professionistico.

In secondo luogo la religione: difficile cambiare religione e sceglierne un’altra, piuttosto si abbandona quella che si ha e si diventa agnostici o atei.

In terzo luogo la politica: molto difficilmente le persone che sentono di essere di destra e che temono che quelli di sinistra cerchino di attenuare o distruggere dei valori ai quali fanno riferimento, arrivando anche a temere un’anarchia dissolutiva, cambino idea e voto.

Altrettanto si può dire di quelli di sinistra che possono cambiare il loro voto ma sempre rimanendo nel campo che possiamo chiamare “progressista”.

Il M5S è riuscito nell’ardua impresa di convincere molti appartenenti ad entrambi gli schieramenti a farsi votare da loro. Mirabile impresa, vista la consistenza numerica del voto espresso nelle ultime elezioni politiche.

Il problema è come conservare questi votanti e incrementarli visto l’attacco mediatico sistematico che il M5S subisce. Appare ovvia la coalizione che si è formata, fra i partiti maggiori, contro il M5S.

Ho la sensazioni che molti elettori siano tentati di rientrare all’ovile d’appartenenza probabilmente perché sfiduciati.

Come arginare questa emorragia senza avere i media a disposizione, anzi, avendone la gran parte contro?

Come dimostrare che l’unico modo per spezzare la catena di omertà, grazie al MoVimento, si può attuare?

Questo, a mio parere è il vero problema.

 

3 – IL COMUNISMO ECOLOGICO

IL NUOVO COMUNISMO DELLA CONDIVISIONE

Il futuro dovrà fare i conti

Con le risorse limitate del pianeta

Con l’inquinamento

Con i cambiamenti climatici

Aumentando di fatto i controlli sopranazionali

Il consumismo e la spazzatura

La raccolta differenziata

E la regolamentazione delle attività

Le polveri sottili e la deforestazione

Se non vogliano distruggere il pianeta

Bisognerà pensare a consumare di meno

E ad essere più austeri

Il capitalismo dovrà investire

Sulle energie rinnovabili

Solo se tutti consumeranno di meno,

solo se ci sarà un controllo demografico

ci sarà la possibilità di sopravvivenza

ma l’umanità dovrà fare a meno di combattersi

e instaurare una sorta di comunismo ecologico,

dove le risorse verranno condivise

e si troveranno soluzioni razionali

grazie alla cooperazione

Il comunismo ecologico non ha niente a che vedere

Con le teorie marxiste sulla classe operaia

Si basa invece sulla condivisione sopranazionale della

risorsa terra in maniera tale da evitare la sua

distruzione

Sullo scambio eguale tra paesi

Sulla distruzione della guerra

E su una economia più sociale

In cui siano difesi l’ambiente e il lavoro.

 

3 – LA TRASVERSALITA’ ECOLOGISTA

Oggi mi viene sta riflessione FILOECOLOGISTA:

Cosa significa per gli ecologisti essere collocati a sinistra politicamente parlando rispetto al concetto dI trasversalità, sono due tesi opposte e inconciliabili, la trasversalità potrebbe portare a sostenere governi di centrodestra (vedi Saarland) magari per dare un’impronta verde alla politica conservatrice, ma potrebbe essere anche una copertura “ecologista”, a un governo conservatore e tradizionalista –

Ma oggi esiste ancora questa differenza tra destra e sinistra rispetto ai grandi problemi sociali, a come risolverli.

L’inquinamento non è ne di destra ne di sinistra è semplicemente una questione emergenziale CHE SI CONIUGA PERO’ CON LA QUALITA’ DELLA VITA che è una priorità nettamente progressista rispetto all’ideologia del mercato, senza contare che a volte la bellezza e il senso estetico si scontrano con l’ignoranza e l’indifferenza. Questo non vuol dire automaticamente che la destra sia mercato e la sinistra, stato, che la destra non abbia gusto e la sinistra, sofisticata, sarebbe una semplificazione un po’ balorda.

La trasversalità ecologista riguarda l’acqua, l’aria, la terra, l’alimentazione. Le malattie aumentano anche se i soliti “negazionisti” dell’affarismo becero che conquista molte posizioni politiche, affermano che non c’è nessuna prova a supporto di questa tesi. Questa opinione che mi ricorda in chiave grottesca certo positivismo d’accatto, per cui se non ci sono ancora morti bisogna che si manifestino per prendere provvedimenti e quindi   solo il disastro avvenuto costringe a reazioni, calza alla grande per tutti gli speculatori presenti nel territorio per arricchirsi quasi sempre con soldi pubblici, i quali minimizzano gli effetti negativi e plaudono attraverso l’ausilio dei max media, ai benefici collettivi e quindi aumenti di posti di lavoro, che si hanno per l’aumento di infrastrutture tipo bretelle, ponti, terze corsie, cemento armato contro i panorami disarmati, palazzi Export, Grande Velocità che stanno di fatto distruggendo il territorio e aumentando le esondazioni e i disastri che per questi speculatori sono sempre di origine naturale. Sembra che la ripresa economica passi attraverso queste grandi opere, e quindi l’aumento di capitalismo (auspicato da tanti per il benessere collettivo) dipende dai mega progetti pubblici quasi che le infrastrutture invece di essere strumenti di un capitale circolante con i suoi prodotti, diventi il fine di uno sviluppo capitalistico-statale.

Cmq bisogna convivere cn questo sfracello operato da speculatori privati in combutta con politici rampanti in nome di quello che si chiama modernismo? Ti dicono: bisogna rimodernare altrimenti si rimane indietro, le infrastrutture sono necessarie e poi diventano un volano per l’economia (l’econotua casomai!) che altrimenti diventa stagnante, insomma se non ci sono soldi pubblici qua non parte niente, è una confessione di impotenza autonoma del Capitalismo rispetto allo Stato che lo protegge e lo tiene in piedi, è diventato anche uno schema dove si combinano affari, finanza, progresso e falsa attenzione all’ambiente e fuori da questo schema si è considerati dei devianti pericolosi che vogliono distruggere il Paese Italia, non importa che in questo business entri la mafia (che entra guarda caso in tutto ciò che è pubblico) un male necessario da conviverci – ha detto qualcuno, e che così aumenti anche il deficit pubblico (un altro male necessario da conviverci) ogni tanto bisogna fare qualche manovra restrittiva verso la gente per rassicurare l’Europa che il deficit è sotto controllo, non importa che si verifichino sempre più malattie e spese sanitarie relative all’inquinamento per cui lo Stato spende di più di quello che riceve, creando altro deficit pubblico aggiuntivo, non importa che si rovini il paesaggio turistico ( i tanti bei luoghi d’Italia che spariscono a poco a poco grazie ad una bretella che si staglia nell’orizzonte infinito delle campagne): “business is business, il business uber alles…e non rompete il cazzo stronzi ecologisti, lasciateci lavorare che dobbiamo guadagnare, frignoni e un po’ cojoni… anzi completamente”.

 

 

 

3 – VIGILANZA SULLA RAI

Vigilanza sulla Rai. Riprendendo il FATTO QUOTIDIANO di qualche giorno fa che informava sulla Commissione di VIGILANZA  della Rai presieduta da Roberto Fico del M5S, sono stati dati in pasto dei nomi intorno alle 2400 società che si dividono la torta delle forniture Rai, che come sappiamo, ci sarebbero anche se la Rai fosse completamente privatizzata, e corrispondono alla esigenza di trasmettere delle trasmissioni che vanno dai talk show, ai film e alle fiction nonché ai tantissimi servizi giornalistici.

Il problema che sorge è quello di come individuare il contraente senza che ci sia una influenza diretta della politica che pilota le scelte, si parla quindi di ingerenza della partitocrazia, cioè in altri termini: si mangia solo con la partitocrazia poiché il contraente viene scelto non in base a parametri meritocratici e di convenienza economica, ma attraverso una selezione politica, è sempre il solito vecchio discorso che il filtro è rappresentato da questi partiti che strozzano la società civile e determinano la scelta di chi sarà un privilegiato e di chi invece rimarrà sempre fuori dalla torta.

I nomi di personaggi legati alla politica e che di fatto lavorano pagando cmq una tangente al proprio partito sono: Velardi, i fratelli Casella, i Dino Vitolo tutti protetti o dal Pd, o dal Pdl o dall’ex An Rositani.

E’ da capire se molti di questi hanno una professionalità vera, che cmq per lavorare si sono avvicinati a qualche area poltica per essere scelti, da chi invece ha ben poca professionalità ma gioca tutto sulla protezione politica.

L’importo degli appalti è pari a 2 miliardi di euro e riguardano servizi, forniture, trasmissioni, film, fiction e quant’altro, per i contenuti da trasmettere sui quali si inserisce la pubblicità.

Nell’ articolo del Fatto si parla di Teodosio Losito, Patrizia Marrocco, (ex compagna di Paolo Berlusconi,), si parla della Luxvide, di E. Bernabei, Maurizio Romi, Alessandro Jacchia,(ultimamente c’è stato lo scandalo della vendita dei diritti dei film di Toto’) Claudio Velardi, cn la Paypermoon Italia, Lorenzo Mieli, Agostino Saccà (famoso il video della raccomandazione di Berlusconi) Gabriella Bontempo, Ida Di Benedetto, Beppe Ceschetto, tutti legati a protezioni politiche.

Solo se appartieni a queste aree protette puoi lavorare con la Rai, ma anche con  Mediaset, la scelta del contraente quindi viene fatta per appartenenza politica.

Invece tu povero cristo se chiedi un appuntamento a un Responsabile Rai del settore dove dovresti intervenire con una fornitura, un progetto, un servizio, ti risponderà invariabilmente che sono momenti difficili, che il budget dell’anno è già abbondantemente esaurito e tu non becchi niente perché il grano se lo sono già speso, tu timidamente fai presente che gli appalti sono regolati da un codice, appunto il codice degli appalti e non si deroga da questa legge e che dovrebbe vigere il principio della rotazione: mangiamo tutti, non sempre i soliti.

– eh si ma tu dove vivi? Ti chiedono?

– A Ciampino!

– Allora si capisce che sei un pochino….allora  non hai capito,  devi essere mandato! man   da to!

– Mah! Se ci sono degli appalti dovrebbero esserci delle gare non pilotate perché altrimenti si compie un reato. Quindi la Rai oltre ad eliminare tutti gli sprechi dovrebbe fare delle gare rispettando la legge dove vige il principio della rotazione oltre a quello della economicità, della professionalità ecc., ecc in maniera di garantire il massimo di trasparenza, è mai possibile questa cosa o è solo un sogno?

-Ciampino?

-Siii

-Ficcatelo….

-Eh?

-In testa, che nn è cosi facile

-Ahh|

Ciankazzo da Fare

3 – ANEMONE, BALDINI E BLANDINI

ANEMONE, BALDINI, BLANDINI

Sono indagati, il primo è un appaltatore, il secondo un dirigente statale, il terzo un ex dirigente pubblico, attuale direttore della Siae.

Li lega le vicende giudiziarie che vanno sotto il nome di CRICCA, un sistema di potere basato sulla corruzione. Blandini in quando dirigente del Mibac competente a finanziare i film, amico di Baldini, lo ha favorito nell’attività del figlio attore che grazie ai suoi buoni uffici era riuscito a convogliare su alcuni progetti filmici il benestare del Mibac.

Si tratta di capire se Blandini all’epoca un potente direttore generale, abbia per mezzo del Ministero, concesso un prestito agevolato alla produzione in cui lavorava Balducci figlio (quindi niente di male) o abbia fatto finanziare questi progetti di interesse culturale con una sessione in cui c’erano altri partecipanti.

Nel secondo caso la scelta effettuata dal Ministero sarebbe in pregiudizio degli altri partecipanti alla sessione e quindi viziata da raccomandazione assoluta in danno degli esclusi.

Sempre in caso di sentenza di 1° grado di colpevolezza, coloro che hanno partecipato alla stessa sessione per ottenere il contributo sul finanziamento pubblico e siano stati esclusi, hanno subito un danno e una penalizzazione e possono rivolgersi al Tar o cmq chiedere un risarcimento uguale al finanziamento che avrebbero potuto prendere se non ci fosse stato l’alterazione del giudizio.

 

3 – TENGO FAMIGLIA…CRISTIANA!

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Parliamo di politica che non è mai stitica, ma statica, senza stato, ma piena di famiglie, di famiglia, tengo famiglia cristiana. E la famiglia socialista dove la mettiamo? Puah!

IL M5S è stato ridimensionato, (si parla di regionali e locali)  alle ultime elezioni nazionali aveva intercettato anche i voti di protesta di chi altrimenti non sarebbe andato a votare: voto di protesta, voto umorotico (ma mai umoristico)  di chi voleva un’azione immediata di governo da parte del M5S con Bersanetor come intelocutore, uno che aveva navigato abbondantemente nella politica dell’inciucio.

Grillo e Casaleggio secondo le masse di cittadini,  non avevano capito questo voto nazionale che dava al Movimento una percentuale storica vicina ai numeri del potere, troppo alta anche per lo stesso Grillo. Forse- aggiungo io-  bisognava avere le capacità di un Lenin-Grillo: appoggiare un monocolore Pd dall’esterno per poi in caso di fallimento ritornare alle urne da vincente, è anche vero che se il Pd falliva il M5S poteva essere stritolato, cmq doveva essere un tunnel da percorrere e la luce non era garantita mentre la famiglia era sempre cristiana.

Probabilmente l’elettorato voleva anche una responsabilità immediata da parte del movimento, cioè di chi parla tanto ma poi non sa magari come funziona lo Stato.

Sta di fatto che oggi dobbiamo essere sinceri: la gente protesta non votando e noi adesso non siamo più i beneficiari di quella protesta.  E’ meglio o peggio? Ecco un commento sensato di uno del blog:

SIETE SORPRESI? IO NO.

Amici, sono il vostro ENNIO DORIS (nick ovviamente ironico ma scelto non a caso), quello che fa le “profezie” e che più o meno ci azzecca.

– Beppe ha sopravvalutato gli italiani…che sno quelli che tengono famiglia 

– Un popolo per 2/3 semi-analfabeta (con varie gradazioni), e disinformato, come confermano da anni tutti gli studi in merito.

– Io non sono per nulla sorpreso dei risultati.

Alle elezioni politiche Grillo poteva contare

1- sull’effetto novità;
2- sulla impressionante serie di scandali in poco tempo dei mesi precedenti (ora già dimenticati dal popolo più smemorato del globo);
3- del fatto che i media padronali lo avevano sottovalutato e non si erano preoccupati di lui, mostrando spesso spezzoni dei suoi comizi.

L’impatto e la carica trascinante di Beppe, unito ai fattori 1 e 2 hanno prodotto un grande risultato, oltre le aspettative.

Poi, dopo il grande successo imprevisto, i media padronali italiani, compreso il pericolo che il popolo si potesse svegliare e buttare a mare i loro padroni, hanno iniziato il bombardamento a reti unificate contro il M5S, compresa la compagna Giannini di Report (autrice del servizio-porcata che distrusse l’IDV) e una parte degli italioti, notoriamente tele-anestetizzati, è tornata all’ovile.

Ehi..stiamo parlando delle TV ITALIANE

Avete presente?

Quelle controllate da Berlusconi e (in misura minore) dal PD

Questa è l’Itaglia, Signori e Signore,… s’ignora

Da 20 anni.

PS: non voglio demoralizzarvi, voi dovete andare avanti, e io, nel mio piccolo, sto cercando di aiutarvi (a modo mio, nel web) e continuerò a votare per voi.
Io la mafia (PDL) e le lobbies-clientele (PD), non le voterò MAI.

Ieri Di Pietro, oggi Grillo, domani chi verrà, non importa.

A me hanno distrutto il futuro, e li combatterò fino all’ultimo giorno in cui sarò al mondo. 

ENNIO DORIS 28.05.13 20:41| 

 

 

3 – EQUITALIA E’ QUI…NOO!

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Che bello pagare le tasse! E’ un modo per evitare anche Equitalia, ma quella non la eviterai mai se le paghi perché c’è sempre qualcosa che dimentichi di pagare in meno e lei te lo ricorda.

Qualcuno si ricorda questa affermazione di TPS  Tommaso Padoa Schioppa ministro di Prodi e purtroppo deceduto qualche tempo fa. Pace all’anima sua.

Un commento che ha suscitato scalpore in un Paese notoriamente di furbi come quello italiano. Tant’è che la gente ha avuto una reazione istericamente contraria:

-Ma pagale te!

Berlusconi il portavoce dei paraculi ci ha fatto pure una campagna politica contro, la chiamava la rivolta fiscale, e i commercialisti senz’anima ricevono fior di quattrini (costano più loro che le tasse da pagare) per eludere l’imposizione fiscale e non cadere nelle tante trappole della complicazione fiscale. Imposizione significa imposta, che non è il luogo fisico dove si va a pagare, ma qualcosa a cui non si può sfuggire. Tommaso Padoa Schioppa voleva provocare? Aprire una breccia sul fronte della scaltrezza italica? Probabilmente non voleva più essere il ragioniere di Prodi, era la seconda sparata mediatica in due giorni dopo quella dei bamboccioni, segno di un bisogno di autoreferenzialità.

Tutti indistintamente, ricchi e poveri, sono incazzati quando devono pagare le tasse anche se ci fosse uno stato etico che attrae tutte le energie vitali di un popolo, perché i soldi sono destinati secondo loro, ai parassiti politicanti e loro seguaci dalla faccia di tolla che rubano soldi allo Stato senza ritegno: lavori pubblici falsamente necessari, sprechi a iosa per crearsi la propria clientela o addirittura ai mafiosi con gli appalti.

Il pagamento di tasse e imposte ha un terminale statale che si chiama Equitalia, la parte più avanzata dell’Ufficio delle Entrate, è un’organizzazione il cui scopo è garantire (se ci pensiamo bene) le risorse ai politici che devono spadroneggiare nella penisola con le loro auto blu. Ma è così, no è peggio, ed Equitalia diventa agli occhi degli Italiani un mostro che divora con le sue fauci enormi tutto ciò che proviene dal mondo produttivo.

Liberiamoci di Equitalia prima che lei si liberi di noi.

E’ la quinta notifica di Equitalia che ricevo nel 2013 (una al mese) per un giorno di ritado nei versamenti irpef 2007, per un pagamento F24 2006, risultato leggermente insufficiente, per una multa del 2004 non notificata e questo capita se cambi casa o se sei in affitto e cambi qualche indirizzo: e alla fine una innocua multa per aver superato di 10 km/h i limiti di velocità, si tramuta nel tempo in un mostro pieno di notificazioni, sovraprezzi, ed indirizzi passati di multe prese a mia insaputa . E poi ancora cartelle pazze per pagamenti già onorati. Potrò godere di una bella giornata di sole passeggiando nella luce del mattino senza che una triste figura in motorino o in macchina (ambasciator non porta pena) ti dica laconicamente: ho qualcosa per lei da farle firmare. Mai un pacco dono. Ma un pacco si, anzi una busta verde con su scritto Equitalia. La giornata è rovinata, dalla tranquillità passo all’arrabbiatura e quindi al furore, mi immagino che vado lì e spacco tutto e invece poi mi viene una sorta di rassegnazione con riduzione di energia: soffro come se avessi preso una pugnalata. Una pugnalata al mese

 

 

 

3 – YOU TUBE, YOU LADER!

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

RIPORTO UN ARTICOLO NON COMPLETO DI “ITALIA OGGI”  molto interessante per quanto riguarda il problema della pirateria, per far capire come la tecnologia in se genera pirateria diffusa e quando ci sono un sacco di film gratis nella rete è difficile che qualcuno paghi e per bonificare la rete bisogna distruggere Internet. You tube o google potreste essere anche voi dei ladri, you tube you lader, il dibattito è aperto.

LUIGI De Laurentiis, IL FIGLIO DI AURELIO IL  PRODUTTORE, afferma che è possibile accordarsi cn You Tube per salvaguardare i diritti d’autore sui film, anche spezzoni e clip superiori ai 5 minuti e potrà monetizzare ogni volta che il film, la clip o la scena viene cliccata. You tube – e qui parliamo tecnocratese e quindi senza capire – tramite un proprio algoritmo avendo il film originale intero (che il produttore deve fornire) potrà bannare eventuali user che inseriscono – sti paraculi – un minutaggio superiore a quello deciso dal produttore (di solito 5 minuti). Insomma il copyright verrebbe tutelato e quindi è necessario collaborare con You Tube e far valere i propri diritti in rete.

Red Cinematore, una rivista online di cinema afferma  che è finita la pacchia, o meglio per i film che “girano” gratuitamente e nessun produttore si fa sentire (magari deceduto o film vecchio, senza diritti) continua come prima, se invece il produttore si accorge che il film è su You tube può intervenire per essere pagato in base alla quantità cliccata.

Vediamo lo stato del problema in Usa

Il portale non è responsabile dei video caricati dagli utenti

Diritti d’ autore , YouTube vince ancora su Viacom

YouTube batte Viacom 2-0. La corte federale americana ha respinto la causa in appello intentata al portale di

condivisione video di Google dall’azienda delle tlc. Il motivo del contendere,già nel 2007, quando Viacom

aveva intrapreso le vie legali, era la violazione dei diritti d’autore per i video caricati sul portale dagli utenti,

quando la società non era ancora parte di Google. La sentenza del 2010, secondo cui YouTube non poteva

essere colpevole semplicemente per aver avuto «generica consapevolezza» delle violazioni e perché non si

riteneva ci fosse un obbligo specifico di vigilanza, è stata dunque confermata in appello tre anni dopo.il Congresso

ha efficacemente bilanciato l’interesse pubblico per la libertà di espressione con i diritti dei detentori di copyright».

Il Dcma è la legge antipirateria federale, che limita la responsabilità dei provider purché

non ci sia dolo, dal quale YouTube è tutelato». In pratica, ai provider è garantito il cosiddetto «safe harbor»,

l’impossibilità di essere perseguiti se al momento in cui vengono a conoscenza della presenza di contenuti pirata

sui propri siti si adoperano per eliminarli. Di fatto, perché si sia certi che un provider sia a conoscenza del

materiale è necessario che il titolare dei diritti gli faccia una segnalazione. Viacom, però non si è data per

vinta. «Questa decisione ignora l’opinione dell’Alta corte», ha detto un portavoce dell’azienda, «e non tiene

in alcuna considerazione i diritti degli artisti. Una giuria dovrebbe soppesare i fatti e rendersi conto

dell’evidenza che YouTube ha volontariamente infranto i nostri diritti».In sostanza Viacom ricorrerà

ancora in appello contro questa decisione, forte anche del fatto che l’anno scorso la Corte d’appello

di New York aveva affermato che il safe harbor garantito dal Dmca protegge le società online come YouTube

nel momento in cui eliminano i contenuti incriminati dopo la segnalazione, il problema è se YouTube fosse

o meno anche prima a conoscenza dell’esistenza di questi video sul proprio sito e quindi responsabile

comunque della violazione.La disputa sui diritti d’autore non è materia solo statunitense:

anche Mediaset in Italia ha presentato ricorso contro YouTube, con una causa ancora in corso ma che in

via cautelare ha visto la vittoria del Biscione. In Spagna, la controllata Telecinco ha invece perso la causa