LA CRITICA CINEMATOGRAFICA DOVE VA?

Parliamo di un tema abbastanza scottante come quello della critica cinematografica, lo fa Roberto Chiesi nella rivista online “Diari di Cineclub”. Oltre a lamentarsi della Tv ormai scaduta a rotocalco scandalistico, livellata a miserabili teatrini dove si fa finta di discutere e che manifesta degrado, appiattimento, annullamento, anche la critica cinematografica non è rimasta immune cominciando a delegittimare la nozione di autore cinematografico. A differenza del passato in cui la critica cinematografica era troppo selettiva quando non esisteva attenzione se non di sufficienza ai fenomeni del cinema popolare e di genere, che ha ignorato grossi autori come Monicelli, Risi e Zampa, oggi si verifica il fenomeno opposto, in cui nella attuale critica cinematografica far passare di tutto privilegiando addirittura sottoprodotti beceri e scadenti dell’industria. Insomma questa critica è diventata spazzatura esaltando quel “Gran Pezzo di Ubalda tutta nuda e tutta calda” pensando che quello sia cinema. E’ un esempio emblematico del degrado italico nel voler rivalutare personaggi come Lino Banfi mediocre e monocorde protagonista di sottoprodotti, si parla di una critica spazzatura che esalta cinepanettoni con l’umorismo basato sui peti, rutti e infimi doppi sensi attraverso un processo di involgarimento e di massificazione del pubblico. Questi pseudo-critici – ribadisce il Nostro – sono gli apologeti del filmetto e rappresentano una critica spesso supponente e ignorante svalutando grandi autori come Visconti, Antonioni e Godard. Si parla di negazionismo e di teppismo intellettuale….

Beh, io ritengo che questo discorso sia un po’ troppo esclusivo e anche un po’ reazionario nel senso che il cinema è un’arte complessa dove ognuno ci sta a modo suo come in una chiesa, che ha rivestito forme diverse dove l’arte a volte si è tradotta in semplice mestiere, altre volte ha raggiunto vette poetiche, picchi intellettuali, quello che conta però è la capacità di avere consenso dietro a se, un film può piacere ai critici meno alla gente, può essere completamente ignorato o passare inosservato, ma al presente è giusto che ci sia attenzione là dove il film esprime qualcosa di importante, mentre si possono storicizzare dei film del passato spesso semplici sottoprodotti, ma è giusto che ci sia la possibilità di rappresentare non solo gli autori ma anche tutti quei cineasti che hanno fatto film di genere e il cinema in genere-

 

RAI LA CONVENZIONE E’ SCADUTA E TU LO SAI TU LO SAI!

La riforma Rai, se ne parla ogni tanto, ma tutto rimane fermo e impalpabile.
S’attacca al Pd in una specie di scambio letale: Io vi difendo a Voi governo e Voi mi proteggete, ma la situazione è ormai da fine di una storia infinita. Non si merita che noi paghiamo il canone, deve vivere con le proprie risorse e cosa farebbe? Sarebbe un fallimento visto che non è capace di fare soldi con la pubblicità, ha sempre fatto favori a Mediaset nonostante fosse pagata dai contribuenti per fare servizio pubblico, si è comportata come una grande figlia di “puritana”, Dante ne parlerebbe come se fosse l’Italia (Ahi Serva Italia), ha fatto una finta concorrenza a Mediaset in verità sostenendola, facendola vincere (avrà avuto i suoi vantaggi) e visto che i suoi dirigenti non sono stati capaci di raccogliere i proventi pubblicitari dovrebbero ridursi lo stipendio del 50%, per incapacità manifesta, è solo grazie al Santo Canone pagato dai cittadini se la Rai non è fallita.
Quindi sarebbe giusto non pagarlo e mandare i tre canali nel privato, così dovrà, (sarà costretta veramente) a far concorrenza a Mediaset, ovvero salvare un canale (+ alcuni tematici) e pagare al massimo 30 euro di canone MA SENZA PUBBLICITA’ con programmi assolutamente diversi da quelli di una Tv commerciale.
Ritorniamo alla questione della convenzione scaduta. In teoria si potrebbe fare a meno della Rai, basterebbe non rinnovare la convenzione, ma si apre il problema di tutto il personale, bisogna anche vedere quello che è stato assunto per concorso e quello che è stato assunto grazie alla raccomandazione dei partiti. Il primo potrebbe accedere in caso di una riforma che si basi su un solo canale e optare per la nuova gestione, l’altro seguirebbe la Rai nel privato.
Visto che c’è una separazione gestionale e amministrativa tra Rai Way e Rai Pubblica, una eventuale convenzione potrebbe essere rinnovata con la BBC edizione italiana la quale avendo una storia di completa indipendenza dai partiti potrebbe finalmente gestire la comunicazione in maniera corretta senza favorire qualche gruppo di potere, quello che la Rai in un sessantennio non è stata capace di fare mai, in questo caso molti dipendenti potrebbero essere assorbiti dalla nuova struttura.
Gian Sart
Ps: La “concessione” è scaduta. A chi fa gioco procrastinarla? Se verrà rinnovata resterà in vigore per 20 anni. Prevista dalla legge Gasparri n.112 e disciplinata anche dall’art. 49 T.U. D. Lgvo 177 del 31.7.2015, ci sarà anche il nuovo “contratto di servizio” tra Rai e Mise per 5 anni.
La nuova legge Rai, la n° 220 ha lo stesso numero della legge Cinema, sarà una coincidenza, ma è stata pubblicata sulla G.U circa un anno prima, il 28 dic. 2015.
La vecchia convenzione è scaduta il 6/5/2016, ed è stata prorogata

LA BRUTTA LEGGE CINEMA

La legge Cinema Franceschini è stata approvato questo novembre alla Camera ed è talmente deficitaria da costituire un’altra di quelle leggi del passato governo Renzi che deve essere assolutamente modificata, altrimenti morirebbe completamente anche questo settore. Oltre ad una “cattiva scuola” Renzi ha pensato anche ad un “cattivo cinema”, ma la cosa che più colpisce è che di fondo il settore d’ora in avanti con questa nuova legge si baserà sull’assistenzialismo “paradossale”, chi incassa al botteghino avrà diritto ai finanziamenti automatici da parte dello Stato contravvenendo ai principi elementari di efficacia della spesa pubblica, la filosofia di fondo è quella di premiare con i soldi pubblici chi sul mercato è già forte magari imponendo tasse ai cittadini che non arrivano alla fine mese, senza contare che da sempre la Rete si oppone ai finanziamenti assistenziali allo Spettacolo (ben 400 milioni) visto che ci sono problemi molto più urgenti come la disoccupazione, il lavoro, la sanità, la casa, a nessuno interessa un settore ridotto a 20 imprese che diventerebbe con la nuova legge, assolutamente marginale e privilegiato. Abbiamo detto a più riprese che il settore cinematografico soprattutto quello indipendente te deve essere in grado di mantenersi da solo, potenziando la sua distribuzione nel mercato italiano.
Facciamo un esempio: attualmente ci sono 100 film prodotti in Italia in un anno, solo 20 incassano oltre il milione, 30 stanno sotto e 50 non incassano quasi niente.
Una legge come quella attuale con i finanziamenti automatici darebbe soldi ai 20 film (che poi sarebbero aiuti di stato mentre invece bisogna fare in maniera che siano gli altri 80 film a incassare, come? Creando questo circuito di 300 sale in tutta Italia finanziato con la TASSA DI SCOPO da far pagare ai maggiori media come Google, Facebook e Youtube e altre società di settore, e non con i soldi pubblici, evitando nel contempo che le risorse siano date a chi è già ricco.
Queste di seguito sono le principali modifiche auspicabili alla Legge 220 del 14/112/2016 – FRANCESCHINI-RENZI PER SALVARE IL CINEMA INDIPENDENTE:
1) all’art. 13 si deve inserire una Tassa di scopo del 10%, da applicarsi anche a Google, Youtube, Facebook oltre agli altri soggetti del settore e media televisivi e di telefonia, in quanto sono molti i film che compaiono gratuitamente in questi social distogliendo il pubblico dalle sale, che raggiunga la cifra di 400 milioni, che attualmente VIENE ALIMENTATA dallo Stato rinunciando alle proprie tasse di Iva e Ires nel settore, soldi quest’ultimi che invece potrebbero essere impiegati per altre questioni sociali;
2) sempre all’art. 13 aumentando la percentuale dei contributi selettivi, quelli che valutano i progetti, al 25%;
3) all’art. 20 è riconosciuto un credito d’imposta esteso alle distribuzioni pari al 60% per i film indipendenti;
4) agli artt 23-24-25 togliendo i contributi automatici in quanto Aiuti di Stato e inserendo al loro posto Rai Servizio Pubblico e Rai Servizio Pubblico 2.0 e Decentramento Rai Servizio pubblico nelle Macro Regioni;
5) all’art 26 si inserisce un comma , il 5° sul Cinema Territoriale e il decentramento delle Commissioni di selezione sui progetti nelle Macro Regioni (mantenendo anche una Commissione Nazionale);
6) all’art. 28 la creazione di un circuito distributivo del Cinema Indipendente con tanto di Agenzia di Promozione;
7) all’art. 34 la definizione delle quote, percentuali di acquisto del cinema europeo e italiano di cui al 50% quello indipendente italiano ed europeo, la definizione non tanto del produttore indipendente ma dei film indipendenti e una sanzione pari, in caso di non rispetto delle quote, del 10% dei fatturati delle televisioni sottratti eventuali acquisti di film indipendenti.
Oltre al Governo però bisogna fare una critica anche ai rappresentati istituzionali del Cinema, che hanno dimostrato nel tempo di essere solo autoreferenziali e molto spesso di farsi gli affari loro svendendolo il settore per qualche vantaggio personale e quindi di essere in continuo conflitto di interesse.
C’è da aggiungere anche che il cinema non è propriamente un’industria, almeno il cinema indipendente bensì artigianato, un motivo per cui a suo tempo nacque il CIAC (Coordiamento Italiano Audiovisivi Cinema nel 2006.
Infine diciamo una verità triste, triste triste come te, Cinema!. Le associazioni di autori non sono per niente democratiche, non ci sono elezioni interne, sono sempre gli stessi che si autoeleggono ormai da una vita e i “supposti e supposte” leaders si servono della politica di settore per fare il gioco delle parti o come sopra, non si deve fare politica per avere un finanziamento pubblico anche questa è una forma di corruzione: diciamolo!
Nel mio sito www.carofilm.net e nel gruppo facebook “cinema politica in movimento”ci sono i dettagli di questi articoli da modificare

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA N. 220 – 4° parte

Art.34 – Delega al Governo per la riforma della promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi.
Al Comma 2 punto a) SOSTITUIRE al posto di “introdurre procedure più trasparenti etc” fino a “tali obblighi” con altra disposizione prevista dal Disegno di Legge Di Giorgi all’art. 29.
Nuova riformulazione del Comma 2 punto a):
NELLE MISURE DA ADDOTTARSI PER LA PROMOZIONE DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO DA PARTE DELLE EMITTENTI TELEVISIVE NAZIONALI E DI INTERESSE NAZIONALE, ECCETTO LE TV LOCALI, (modifiche del sottoscritto) VIENE RISERVATA OBBLIGATORIAMENTE UNA QUOTA NON INFERIORE AL 10% DEI FATTURATI ANNUI AL NETTO DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO, ALL’ACQUISTO DI OPERE FILMICHE ED AUDIOVISIVE DI PRODUZIONE ITALIANA ED EUROPEA, DA ESTENDERE AL 15% AL SOGGETTO AFFIDATARIO DELLA CONCESSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO.
Un ulteriore sostituzione riguarda il punto e) non definendo però il produttore indipendente ma i film indipendenti:
e) SONO FILM INDIPENDENTI I FILM D’AUTORE, SPERIMENTALI, D’AVANGUARDIA E TUTTI QUELLI A LOW BUDGET CON UN COSTO DI PRODUZONE INFERIORE A € 1.500.000,00 CHE NON SIANO STATI COPRODOTTI DA TELEVISIONI NAZIONALI ED EQUIPARABILI SECONDO IL MIBACT A FILM DIFFICILI.
Per quanto riguarda le sanzioni per il mancato rispetto delle quote aggiungere al punto successivo:
f) PREVEDERE UNA SANZIONE PARI ALL’IMPORTO DELLA PERCENTUALE PREVISTA DEL 10% DEI FATTURATI ANNUI AL NETTO DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO, DA PARTE DEI FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA TELEVISIVI, AUMENTATA AL 15% ALL’AFFIDATARIO DELLA CONCESSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVSO, DETRATTI GLI EVENTUALI INVESTIMENTI FATTI PER ACQUISTO DI FILM INDIPENDENTI COMPRESI DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI NEL CORSO DELL’ANNO.

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA N. 220 – 3° PARTE

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA N. 220 – 3° PARTE

Un’altra modifica riguarda un’aggiunta all’interno dell’art. 28 e due integrazione all’art. 34 sulle quote. Vediamo prima l’art. 28, e aggiungiamo il 6° comma:
6. ALLO SCOPO DI AUMENTARE LA CIRCOLAZIONE DEL CINEMA INDIPENDENTE NEL TERRITORIO ITALIANO, VIENE ISTITUITA UNA AGENZIA DI PROMOZIONE E DISTRIBUZIONE DEL MEDESIMO CHE SI AVVALE DI UN CIRCUITO DI SALE ADERENTI DIFFUSO IN OGNI REGIONE ITALIANA.
TALE AGENZIA SARA’ FINANZIATA IN PARTE, DALLA TASSA DI SCOPO DI CUI AL 2° COMMA ALL’ART. 13 DELLA LEGGE 14.11.16 N. 220. (modifiche del sottoscritto).
LE SALE CHE ADERISCONO AL CIRCUITO POSSONO ESSERE PRIVATE, COMUNALI, PARROCCHIALI, APPARTENENTI ALLE ASSOCIAZIONI DI CULTURA CINEMATOGRAFICA, CINECLUB, SALE DI QUARTIERE CHE SERVONO ANCHE COME CENTRI DI FORMAZIONE, UNIVERSITARIE, OCCUPATE, SALE GESTITE SUL TERRITORIO REGIONALE DALLE FILM COMMISSION.
LE SALE ADERENTI OTTERRRANNO UN MARCHIO CHE DARA’ DIRITTO AD UN FINANZIAMENTO DIRETTO DEL MIBACT PER LA PROIEZIONE ESCLUSIVA DI FILM INDIPENDENTI ED UNA DEFISCALIZZAZIONE COMPLETA PER MOTIVI CULTURALI.
LE SALE PER MANTENERE IL DIRITTO AL MARCHIO DOVRANNO AVERE UNO STANDARD DI QUALITA’, I FILM INDIPENDENTI COMPRESI DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI DOVRANNO ESSERE CIRCUITATI PER ALMENO 6 MESI ATTRAVERSO UNA MULTIPROGRAMMAZIONE GIORNALIERA AVVALENDOSI DELLE NUOVE TECNOLOGIE DI PROIEZIONE.
I FILM INCLUSI DOVRANNO AVERE UNO STANDARD TECNICO DA SALA CIMEMATOGRAFICA.
LE PROIEZIONEI VERRANNO EFFETTUATE IN DIGITALE (DCP) STANDARD INTERNAZIONALE 2k-4k CON SCHERMO FISSO.
L’AGENZIA AVRA’ ACCESSO A SCOPO PUBBLICITARIO ALLE TRASMISSIONI RAI DI CUI AGLI ARTT 23-24-25 (modifiche del sottoscritto).
PER LA PROMOZIONE DEL CIRCUITO E DEI SINGOLI FILM INDIPENDENTI VERRA’ CREATA UNA RIVISTA ONLINE GRATUITA E CARTACEA AL COSTO DI € 1,00.
L’AGENZIA SI COORDINERA’ CON TUTTI GLI ISTITUTI CULTURALI ITALIANI DEL MONDO PER ORGANIZZARE ALMENO UNA RASSEGNA ANNUA DI FILM INDIPEDENTI E POTRA’ IN ACCORDO CON I SINGOLI PRODUTTORI IMPEGNARSI A “VENDERE” SINGOLARMENTE O IN “PACCHETTI” I FILM AI FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI ANCHE ESTERI, IN PRIMIS PER IL CANALE TEMATICO DELLA RAI DI CUI ALL’ART 24 (modifiche del sottoscritto) E COMUNQUE A TUTTE LE EMITTENTI DI INTERESSE NAZIONALE NEL RISPETTO DELLE QUOTE DI ACQUITO E PROGRAMMAZIONE STABILITE DAL’ART. 34 DELLA LEGGE 220, DEL 14/11/16.
Questo è il sesto comma (da inserire poi tecnicamente) aggiunto all’art. 28 che disciplina i fondi dati alle sale italiane. La quarta e ultima parte delle modifiche da me proposte riguarda l’art. 34 che viene definito quello delle quote di acquisto e programmazione dei film italiani e in particolare di quelli indipendenti (50%) sulla falsariga del disegno di legge DI GIORGI. Io lascerei perdere le quote che riguardano la produzione interna ai singoli media che dipendono dalla loro politica aziendale, mentre l’obbligo d’acquisto del 10% si concentra verso soggetti esterni, in maniera tale che si apra un mercato per i produttori indipendenti anche a livello internazionale grazie alle vendite tramite Agenzia.

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA n° 220 – 2a parte

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA n° 220 – 2a parte

Questo è il testo delle modifiche da me apportate che riguardano l’abolizione dei FINANZIAMENTI AUTOMATICI (artt23,24,25) al loro posto RAI SERVIZIO PUBBLICO, RAI SERVIZIO PUBBLICO 2.0 e RAI DECENTRATA , mentre l’art. 26 viene integrato dal CINEMA TERRITORIALE.

Ecco il testo da me modificato:

  • SONO ABROGATI GLI ARTT. 23 (contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive) 24 (modalità di erogazione del sostegno automatico alle imprese cinematografiche ed audiovisive attraverso la richiesta da parte dell’impresa di una posizione contabile presso il Mibact) 25 (il decreto attuativo che delinea i requisiti minimi sotto il profilo della solidità patrimoniale per ricevere questi benefici automatici) IN QUANTO DEFINITI COME AIUTI DI STATO.
  • L’ART. 23 viene sostituito col seguente:
    RAI SERIVIZIO PUBBLICO
    A) SUPERAMENTO DI RAI FICTION E RAI CINEMA SOSTITUITI DA UNA UNICA RAI BASATA SUI CANALI (COME ERA IN PRECEDENZA);
    B) TRASPARENZA MEDIANTE LA PUBBLICAZIONE ON LINE DELL’ELENCO DEI DIRITTI ACQUISITI ANNO PER ANNO E L’ISTITUZIONE DI UN REGISTRO ONLINE DEI FILM FINANZIATI A TUTTI I LIVELLO SPECIFICANDO LE SOCIETA’ BENEFICIARIE;
    C) ACCESSO DEI PRODUTTORI INDIPENDENTI PORTATORI DI CONTENUTI INNOVATIVI.
  • L’ART. 24 viene sostituito col seguente:
    RAI SERVIZIO PUBBLICO 2.0
    A) QUOTE DI PROGRAMMAZIONE, ACQUISTO, DI FILM INDIPENDENTI, DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI PREVEDENDO MULTE SOSTANZIOSE SE NON VEGNONO RISPETTATE, DA VERSARE AL CIRCUITO DISTRIBUTIVO DI CUI ALL’ART. 28;
    B) TALE OBBLIGO RIGUARDA ANCHE ALTRI FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI DI INTERESSE NAZIONALE E PIATTAFORME VARIE CHE DISTRIBUISCONO CINEMA IN STREAMING ATTRAVERSO ABBONAMENTI, ECCETTO LE PICCOLE TV PRIVATE O ALTRI FORNITORI DI MEDIA AUDIOVISIVI LIMITATI;
    C) CREAZIONE DI UN CANALE TEMATICO RAI DI FILM INDIPEDENTI COMPRESI DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI.
  • L’ART. 25 viene sostituito col seguente:
    A) DECENTRAMENTO RAI SERVIZIO PUBBLICO NELLE MACROREGIONI PREVISTE AL COMMA 5°, PUNTO A) DELL’ART. 26, TRAMITE PREACQUISTO DI DIRITTI DI ANTENNA PER FILM TERRITORIALI E FINANZIAMENTO DI DOCUMENTARI LOCALI SULLE BELLEZZE, CURIOSITA’, PRODOTTI;
    B) BANDI LOCALI PER PROGETTI E SCENEGGIATURE DA SVILUPPARE.
  • L’ART. 26 – CONTRIBUTI SELETTIVI
    Al comma 2° abrogare: anche da imprese non titolari di una posizione contabile ai sensi dell’art. 24 della presente legge;
    Al comma 4° abrogare: ovvero il loro addebito alla posizione contabile dell’impresa, istituita ai sensi dell’art. 24.
    AGGIUNGERE IL COMMA 5° – CINEMA TERRITORIALE SUL PRINCIPIO DI LOCAL-GLOBAL (STORIE LOCALI PER UNA DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE) ATTRAVERSO:
    A) IL DECENTRAMENTRO DELLE COMMISSIONI DEL MIBACT IN MACRO REGIONI.
    – TORINO (PIEMONTE, VAL D’AOSTA, LIGUARIA, SARDEGNA);
    – MILANO (LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA);
    – VENEZIA (VENETO, TRENTINO ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA);

– FIRENZE (TOSCANA, UMBRIA, MARCHE);

– ROMA (LAZIO, ABRUZZI);

– NAPOLI (CAMPANIA, MOLISE) ;

– BARI (PUGLIA, BASILICATA);

– PALERMO (SICILIA, CALABRIA).

B) FILM COMMISSION CHE SI COORDINO TRA DI LORO E BUROCRATICAMENTE (MODELLI E PROCEDURE UNIFORMI) CON IL MIBACT, CHE MATURANO UN FINZIONAMENTO REGIONALE IN BASE AI RISULTATI OTTENUTI IN TERMINI DI FILM O PROGETTI REALIZZATI E UNA PERCENTUALE PER STIPENDI E ONERI DEL PERSONALE CHE NON PUO’ SUPERARE IL 20% DELLO STESSO BUDGET, MEDIANTE SOSTEGNO AI PRODUTTORI PER AIUTARLI AD INTERAGIRE CON SPONSOR DEL TERRITORIO, PROMUOVENDO IL CROWDFUNDING LOCALE E COINVOLGENDO LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, FAVORENDO IL CINETURISMO E CERCANDO I FINANZIATORI ESTERNI GRAZIE AL TAX CREDIT. PER QUESTA RICERCA FINANZIARIA LE FILM COMMISSION INTROIETTANO UNA PERCENTUALE DEL 5%.
LE COMMISSIONI CHE SELEZIONANO I PROGETTI NELLE MACROREGIONI, HANNO LE STESSE MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO DI QUELLE PREVISTE AL COMMA 2° DELL’ART. 26, CONVIVONO IN MANIERA PARITETICA CON LA COMMISSIONE UNICA NAZIONALE.

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA n° 220 – 1a parte

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA N. 220 – 3° PARTE

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA n° 220 – 1a parte

Abbiamo parlato in dettaglio del disegno di legge Franceschini, poi abbiamo analizzato i singoli articoli del Testo Senato che è diventato legge e adesso consideriamo alcune modifiche fondamentali necessarie alla Legge 220 se vogliamo che il cinema indipendente possa vivere.
Cominciamo dall’art. 13 della Legge 220 comma secondo, dopo il Piano Straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico ed audiovisivo:
VIENE ISTITUITA UNA TASSA DI SCOPO IN MISURA NON INFERIORE A 400 MILIONI DI EURO ANNUI PER I SENGUENTI SETTORI DI ATTIVITA’:
A) DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA DI VIDEO E DI PROGRAMMI TELEVISIVI;
B) PROGRAMMAZIONE E TRASMISSIONI TELEVISIVE;
C) EROGAZIONE DI SERVIZI DI ACCESSO AD INTERNET;
D) SOCIAL E VIDEO IN RETE (GOOGLE – YOUTUBE – FACEBOOK) PIU’ PIATTAFORME IN STREAMING;
E) TELECOMUNICAZIONI FISSE – TELECOMUNICAZIONI MOBILI;
F) DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA THEATRICAL. SONO ESCLUSE LE MONOSALE E LE MULTISALE SE DISTRIBUISCONO UN FILM PER SALA.
LA PERCENTUALE DELLA TASSA DI SCOPO E’ DEL 10%.
Il comma 5 dell’art. 13 dovrebbe essere sostituito in questo modo:
SI PROVVEDE AL RIPARTO DEL FONDO PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO TRA LE TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI PREVISTI, FERMI RESTANDO CHE L’IMPORTO COMPLESSIVO DI CUI ALL’ART. 26 (CONTRIBUTI SELETTIVI) NON PUO’ ESSERE INFERIORE AL 25%.
Proseguiamo con l’art. 20 Legge 220. Riguarda il Credito D’Imposta per le imprese esterne. Il testo si potrebbe modificare in questa maniera:
E’ RICONOSCIUTO UN CREDITO D’IMPOSTA NELLA MISURA MASSIMA DEL 30% DELL’APPORTO IN DENARO EFFETTUATO PER LA PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI OPERE CINEMATOGRAFICHE E AUDIOVISIVE ELEVATE AL 40% IN CASO DI CONTRIBUTI SELETTIVI DEL MIBACT E AL 60% IN CASO DI FILM INDIPENDENTI COSI’ COME DEFINITI DALL’ART. 34 NELLA RIFORMULAZIONE DI FILM INDIPEDENTE AL POSTO DI PRODUTTORE INDIPENDENTE.
Nel prossimo post proseguiremo cn le altre modifiche che riguardano l’abrogazione dei contributi automatici, al loro posto la definizione di Rai Servizio Pubblico, la disciplina dei contributi selettivi con il decentramento delle Commissioni nelle macro-regioni e altro ancora. Nell’articolo che riguarda i media audiovisivi inseriremo la definizione di film indipendente al posto di produttore indipendente e anche delle percentuali di produzione e programmazione minime di questi media, perché la legge-quadro attuale definisce la percentuale del contributi selettivi entrando in un particolare, la percentuale dei vari tax credit, ma lasciando la normativa generica quando le fa comodo, quindi non è neanche una legge quadro, semmai una legge cornice con un quadro vuoto.

MODIFICHE ALLA LEGGE CINEMA n° 220 – 2a parte

LEGGE FRANCESCHINI – CAPO VII° Disposizioni Transitorie e Finali

Art. 38 – Copertura Finanziaria: € 233.565.000,00 anno 2017
€ 233.985.572,00 anno 2018
€ 233.565.000,00 anno 2019
Con corrispondente riduzione di varie autorizzazioni di spesa di cui ai punti a) b) c). Dall’attuazione dei Decreti Legislativi non devono derivare mai maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 39 – Abrogazioni di varie disposizioni come il Decreto Legislativo n° 28/2004.
Art. 40 – Norme Transitorie
I crediti d’imposta continuano ad essere disciplinati fino all’emanazione dei relativi decreti attuativi cn la vecchia normativa.
Art. 41 – Entrata in vigore
1° gennaio 2017 eccetto gli articoli 33, 34, 35, 36, 37i cui decreti legislativi sono approvati entro un anno.
Molti decreti verranno approvati entro il 30 aprile 2017.

LEGGE FRANCESCHINI – TESTO SENATO

Art. 34 (ex31) – Riguarda i Fornitori di Media Audiovisivi che sono le televisioni.
Ci saranno entro 12 mesi uno o più decreti legislativi
x introdurre procedure più trasparenti ed efficaci in materia di OBBLIGHI di investimento e programmazione di opere italiane ed europee, precisando le deroghe ovvero i meccanismo di flessibilità;
x adeguarsi ai principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficacia (il sistema delle regole);
x incrementare la concorrenza e pluralità di linee editoriali, etc;
x riformulare la definizione di “produttore indipendente”;
x prevedere un sistema sanzionatorio.
Art. 35 – Delega al Governo per la riforma delle norme in materia di rapporti di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. Con decreti legislativi da adottare entro 1 anno, semplificando, razionalizzando, rafforzando, riordinando, organizzando, espletando, etc etc etc.
Art. 36 – (ex32) (Procedura di adozione dei decreti legislativi) con pareri entro 45 gg della Conferenza permanente e poi trasmessi alle Camere che danno altri pareri da parte delle Commissioni Competenti. Se il Governo non si conforma invia osservazioni a cui le Commissioni rispondono entro 10 gg-e poi finalmente saranno adottati… da qualcuno.
I decreti legislativi possono essere corretti ed integrati entro 2 anni, se dovessero contenere aumenti di spesa la cosa si complica.
CAPO VI – CONTROLLO E SANZIONI
Art. 37 (Vigilanza e Sanzioni) ex 33. Le modalità di controllo e la revoca etc dei contributi sono stabiliti nei relativi decreti attuativi. 5 anni di esclusione dai benefici se si producono dichiarazioni e documentazioni false.

LEGGE FRANCESCHINI – TESTO SENATO

Art. 30 – (Sez. Speciale per l’Audiovisivo del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese).
E’ istituita una Sezione Speciale del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese con contabilità separata, allo scopo di finanziare imprese per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici. Si parte da 5 milioni. Il tutto sarà specificato col Decreto del Mise.
Art. 31 (ex 28) (Misure dirette a favorire una migliore distribuzione delle opere cinematografiche) impedendo il formarsi dei fenomeni distorsivi della concorrenza. Interviene l’Autorità garante della concorrenza.
CAPO V° – RIFORMA E RAZIONALIZZAZIONE DELLA NORMATIVA VIGENTE
Art. 32 (ex 29) – Riguarda l’istituzione del Pubblico Registro Cinematografico in cui vengono registrate le opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana che hanno beneficiato di contributi pubblici assicurando la pubblicità di tutti agli atti, accordi, sentenze, contributi pubblici. L’iscrizione è richiesta dal produttore o dagli autori, c’è anche l’opzione per le opere letterarie. Pubblicazione e libera consultazione nel sito internet del Ministero. Con DPCM entro 120 gg sono determinate le caratteristiche del Registro, le modalità di registrazione, le tariffe, i requisiti ecc..
Art.33 (ex 30) – Riguarda la Riforma della Revisione Cinematografica (censura) con tanti decreti legislativi da adottare. Il governo intende ispirarsi ai principi di libertà e responsabilità attuando un meccanismo di responsabilizzazione degli operatori, la tutela dei minori e l’istituzione di un ORGANISMO DI CONTROLLO con conseguente soppressione delle Commissioni per la revisione cinematografica, mentre ai componenti di tale organismo non spettano gettoni di presenza ad eccezione delle spese effettivamente sostenute attivando il procedimento per l’accertamento degli illeciti amministrativi prevedendo un sistema sanzionatorio.

LEGGE FRANCESCHINI – TESTO SENATO Sez. IV° – Contributi Selettivi

Art. 26 (ex 24) – Ci sono contributi selettivi cioè attribuiti da una commissione di esperti per la scrittura, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione nazionale e internazionale prioritariamente alle opere cinematografiche e in particolare alle opere prime e seconde, quelle realizzate da giovani ovvero ai film difficili realizzati con modeste risorse finanziarie, ovvero di particolare qualità artistica o di valore culturale, fuori dalla posizione contabile delle imprese, ovvero anche opere sostenute da più imprese. I 5 esperti non hanno diritto a compensi, solo rimborsi spese (magari gonfiati). Col decreto attuativo possono essere previsti ulteriori contributi selettivi per la scrittura.
Art. 27 (ex 25) – Parliamo di contributi alle attività e alle iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva, atti a :
a) favorire lo sviluppo della cultura cinematografica;
b) internazionalizzare il settore;
c) favorire l’immagine dell’Italia attraverso il cinema;
d) finanziare festival;
e) promuovere l’attività di conservazione e restauro;
f) sostenere i film d’essai;
g) diffondere le Associazioni nazionali di cultura cinematografica;
h)favorire ulteriori attività interministeriali di promozione;
i) destinare un 3% del Fondo per il potenziamento delle competenze nel cinema.
Poi ci sono risorse da assegnare all’Istituto Luce, anche per il MIAC, per la Fondazione “La Biennale” di Venezia, Centro Sperimentale, Museo Nazionale del Cinema, Fondazione Prolo e Cineteca di Bologna. Con apposito DM sono ripartite le risorse.
CAPO IV° – INTERVENTI PER IL RILANCIO DEL SETTORE
Art. 28 (ex 26) – Piano Straordinario per il potenziamento del Circuito delle Sale Cinematografiche e Polifunzionali. 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018, 2019, 20 milioni per il 2020 e 10 milioni per il 2021 per la concessione dei contributi a fondo perduto o in c/ int., sui mutui o locazioni finanziarie, allo scopo di riattivare sale chiuse o dismesse con particolare riguardo alle sale nei comuni sotto i 15.000 ab. e con priorità a quelle dichiarate di interesse culturale, ma anche per la realizzazione di nuove sale o all’aumento del numero di schermi, o anche ristrutturazione e adeguamento tecnologico e arredi. Ci sarà un DPCM entro 120 giorni dall’approvazione della legge e con priorità di quelle sale che (coinvolgendo gli enti locali) garantiscono la fruizione oltre al cinema anche di altri eventi culturali, creativi, multimediali e formativi, che CONTRIBUISCONO ALLA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DELLA STRUTTURA agevolando i comuni di cui sopra. Ci può essere anche una DEROGA agli strumenti urbanistici per l’ampliamento di sale (volumetria aggiuntiva). Competente per approvare il progetto è la Regione e le provincie autonome.
Art. 29 (ex 27) – Piano Straordinario per la Digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo.
Dotazione annua di 10 milioni per la digitalizzazione di opere audiovisive e cinematografiche, ci sarà un DPCM a specifica.

LEGGE FRANCESCHINI – TESTO SENATO SEZ. III° (Contributi Automatici)

Art. 23 (ex art.21) – Per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive, nei limiti massimi d’intensità di contributo sulla base di parametri oggettivi (GLI INCASSI ndr) relativi alle opere cinematografiche e audiovisive precedentemente prodotto e distribuite dalla medesima impresa.
Art. 24 (ex art. 22) ci dice delle modalità di erogazione del sostegno automatico attraverso la richiesta da parte dell’impresa di una posizione contabile presso il Mibact in cui maturano importi per i film di cui all’art. 23, riflesso di risultati non solo economici ma anche culturali ed artistici:
a) per le opere cinematografiche si tiene conto degli incassi e i ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti ottenuti dalle piattaforme di diffusione nonché per la partecipazione e il conseguimento di riconoscimenti in rassegne e concorsi internazionali di livello primario;
b) per le opere audiovisive si tiene conto della durata dell’opera e dei ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti etc.;
c) con meccanismi premianti per le opere prime e seconde, i documentari e le opere di animazione e ai risultati ottenuti anche con riferimento alla distribuzione internazionale soprattutto se effettuata in determinati periodi dell’anno.
I contributi precedenti maturati prima di questa legge confluiscono nelle posizioni contabili.
Art. 25 (ex art 23) Rinvia ad un successivo decreto attuativo (120gg) per i requisiti minimi che le imprese devono possedere sotto il profilo della solidità patrimoniale, i criteri di assegnazione dei contributi, il termine massimo di utilizzo dell’importo, i casi di decadenza o revoca di contributi.

CNA ANAC E 100 AUTORI UNITI NELLA LOTTA, MA LA CATEGORIA DEGLI AUTORI DELLE BRICIOLE DI FRANCESCHINI SI E’ ROTTA …

INCONTRO DIBATTITO AL R.I.F.F. (ROMA INDEPENDENT FILM FESTIVAL)

tenuto al Cinema Savoy alle 14.30 di martedì 29 novembre 2016

In corsivo i commenti miei

Dopo la doverosa introduzione di Gabriella Gallozzi parlano Giovanni Costantini e Giacomo Martini in qualità di distributori indipendenti, lamentandosi da subito per la mancanza di un reale mercato, si chiudono gli spazi da parte dei grossi distributori, è importante anche il ruolo degli agenti regionali e degli esercenti + forti, che vogliono evitare che determinati titoli (quelli più attesi) vadano alle monosale.
Ci sta una lobby con una posizione dominante sul mercato in cui il problema è quello di visualizzare e denunciare l’abuso di posizione dominate. Si inserisce anche il problema delle due televisioni Mediaset/Rai
Certo il problema di fondo è quando un produttore fa anche il distributore e l’esercente, questo è un tipo di monopolio verticale, quando ad es. uno o più grossi produttori sono i proprietari di un circuito distributivo ect etc, tutte cose che dovrebbero essere sanzionate, ma i tempi di reazione delle Autorità sono biblici e i monopolisti o quasi monopolisti ne approfittano.
Giacomo Martini parla della sala come rapporto col territorio e luogo di aggregazione sociale e di formazione, per cui la legge dovrebbe rafforzare il ruolo delle Regioni e dei Comuni e delle Film Commission, sono aumentati gli schermi ma diminuite le sale ci dice Costantini e gli incassi di 600 milioni sono relativi a 100 film prodotti da 14 società.
Quindi con questa Legge Cinema è prevedibile che su 4.400 imprese che operano nel cinema rimarranno solo 100 società che incasseranno e 3000 che crolleranno, mentre a nessuno è venuto in mente di creare un circuito distributivo basato sulle monosale, sale parocchiali, private, cineclub, di quartiere, centri universitari, occupate, che potrebbero ottenere un marchio che darebbe diritto ad un finanziamento diretto del Mibact per la proiezione di film indipendenti e una defiscalizzazione completa per motivi culturali.
Fabrizio del Riff (Roma Indipendent Film Festival) si è impegnato a far circolare i documentari, qualcuno riesce ad avere una distribuzione televisiva, altrimenti bisogna pagare per uscire in sala, questa è la triste situazione in cui si trova un piccolo produttore indipendente alla faccia dei potentati di turno.
Anche una rete di piccoli festival potrebbero aiutare a distribuire il cinema indipendente, bisogna avere un occhio sia ai festival che alle distribuzioni
Però con questa legge non si può fare molto, bisogna partecipare e vincere festival primari , gli altri festival secondari e terziari non vengono presi in considerazione.
Mario Perchiazzi del CNA cita Alessandro Rossetti dell’Anac e le biblioteche per allargare il “mercato”, una volta sembrava che ci fossero troppi festival, adesso ben vengano se hanno questo ruolo, bisogna capire che tutta una realtà di sperimentazione serve al mercato, purtroppo però i piccoli non vogliono associarsi e rimangono isolati, cmq vanno riaperte sia le sale chiuse e la legge oggi i soldi li dà, mappando sia i cinema che le biblioteche.
Ho visto qualche film in queste biblioteche però tecnicamente abbiamo un livello molto basso, sia come schermi piccoli e improbabili, sia nell’insonorizzazione e poi anche del fatto che non si guadagna un euro.
Le proiezioni dovrebbero essere fatte in DIGITALE (dcp) standard almeno 2K con schermo fisso e non mobile quindi sarebbe opportuno che le stesse biblioteche si appoggiassero a un cinema di quartiere altrimenti si rischia che la cosa sia da “sfigati”.
Interviene Veronica dal pubblico chiedendo perché il CNA non si prodiga per far diventare tutte queste microsocietà sue affiliate cambiando anche il codice ATECO e usufruendo così di tutta una serie di finanziamenti artigianali che poi era l’idea dell’Associazione Cinematografica CIAC (Coordinamento Italiano Audiovisivi Cinema) nel convegno tenuto a Venezia nel 2006.
Dopo il doveroso coinvolgimento dei giovani delle scuole nel cinema indipendente italiano e nei festival da parte di Fabrizio, entrano in campo Conforti non per l’Anac ma per i 100 Autori e Rossetti per l’Anac, quest’ultimo ha detto che avrebbe preferito come Ranieri Martinotti il testo alla francese della legge Cinema e quindi che nascesse un Centro Nazionale Cinema, ma non è stato possibile, l’80% delle risorse poi vengono date in maniera automatica attraverso la patrimonializzazione delle imprese e la gestione dei diritti, infine ha parlato di progetti di sviluppo che abbiano una valenza internazionale, speriamo che abbia successo, si augura Rossetti.
Ci dovrebbero essere 32 milioni verso la parte selettiva dei finanziamenti (Martinotti aveva detto molto meno nel convegno di Venezia) e ha ricordato che dentro alla percentuale di ripartizione del fondo sono state incluse le Istituzioni Promozionali e infine ha ribadito che le 5 persone che selezionano non saranno pagate (e quindi i finanziamenti saranno in mano ai loro allievi)
Conforti ci dice che quella approvata (la 220 ndr) è UNA LEGGE QUADRO , poi ci saranno Decreti Delegati, Ministeriali, Ordinamentali, Interministeriali (che sono 3) uno riguarda i produttori indipendenti cinema e tv dove interviene anche il Mise – Ministero dello Sviluppo Economico, l’altro. i rapporti di lavoro tra gli operatori, tecnici maestranze, generici , il terzo per la formazione nelle scuole e poi si devono nominare in fretta i membri del Consiglio Superiore per il Cinema e l’Audiovisivo (art.11) e infine le Norme Transitorie dovranno sanare tutto il vecchio, i ristorni ecc.
Ci dice Conforti che se vince il SI alla riforma costituzionale cambia il rapporto con certe istituzioni (decentrale), se vince il No il governo andrà a casa e non potrà più firmare tutti questi decreti. Cerchiamo di mettere alcuni paletti sull’automatismo, magari se uno vince un festival culturale, conclude, e poi si creerà una carta d’identità del film presso il Mibact non + Siae e ricordiamoci che dentro ai finanziamenti selettivi ci sono anche i distributori, gli esercenti e gli enti di promozione e poi parla di vendite Tv, di vendite all’estero, quote per gli autori, di Netflix, finanziamenti regionali, il fondo di sviluppo della scrittura, cessione del tax credit ricordando infine un autore come Emidio Greco.
Interviene anche Marco Lupi speranzoso che i decreti possano modificare le quote e gli automatismi e ha parlato di sturt up, mentre Rossetti di automatismo di eleggibilità nel selettivo (tecnicismo totale).
Poi Francesca di Doc. iT parla di redifinire la figura di produttore indipendente x la gestione dei diritti residuali e gli automatismi possono intercettare i documentari parametrando gli incassi sul budget .
Ritorna Conforti a dirci che in Italia Rai e Mediaset si prendono tutto (come diritti) in altri paesi si fa un’altra declinazione dei diritti, ma siamo in una fase piena di incognite e anche lui è ottimista, i decreti attuativi potrebbero cambiare la legge e se la Rai non potesse più fare contratti d’appalto? Ad es. la BBC non può produrre direttamente.
Poi interviene un attore ma non si capisce niente dietro, perché manca il microfono e nell’ultimo minuto parla Rossellini, cita i 2 miliardi di $ di incasso del cinema Usa ribadendo che non si può fare nessuna Legge Cinema senza una sulle Tv, in Usa le Tv devono comprare i film medi e piccoli e in mancanza di una legge sulla Tv quella del Cinema non vale niente. E con questa ultima notazione critica si conclude il convegno.
Che dire? Proprio venendo al convegno ho letto un manifesto del SI che affermava il bisogno di cambiare per eliminare la burocrazia. E questa è la dimostrazione pratica con un sacco di decreti di tutti i tipi, a cui probabilmente seguiranno fumosi regolamenti, circolari inquietanti in una catena burocratica che sfinirà chiunque e sarà il Mibact che valuterà se un festival può dare qualche soldo e un altro no, dando al Ministero un potere enorme. Siamo alla follia.
Speriamo caldamente che il governo cada e a casa vada con un sonoro NO, ed è illusorio se non mistificante pensare di poter modificare questa legge con i decreti e di questo devono avere consapevolezza gli autori Anac e 100 Autori, Doc.it e quant’altri, sempre più succubi ad una logica politica subalterna al Mibact .
Come modifiche bisogna assolutamente inserire la Tassa di Scopo nell’art. 13, facendo si che non siano i cittadini a pagare i finanziamenti del cinema (cito Maselli – la compagna) ma Google-Facebook e Youtube, oltre alle imprese di settore e le multisale qualora decidessero di derogare dal principio “un film una sala” e aumentare il Credito d’Imposta al 60% per gli investimenti esterni (art.20) sul cinema indipendente e per uscire da una trappola bisogna definire FILM INDIPENDENTE E NON PRODUTTORE INDIPENDENTE e ancora abolendo i 2 artt. 23-24 del finanziamento automatico e al loro posto inserendo LA RAI SERVIZIO PUBBLICO (art.23) e RAI DECENTRAMENTO TERRITORIALE (art.24) e allargare le commissioni selettive alle macroregioni x sviluppare un cinema + territoriale e definire meglio le quote di in vestimento e produzione allargandole alle Over The Top (OTT).

LEGGE FRANCESCHINI TESTO SENATO (Capo III° – Finanziamento e Fiscalità)

Sez. I° – Fiscalità e Strumenti.
Art. 12 – Riguarda gli obiettivi e tipologie di intervento, (ex art. 10) Commissione Cultura. Si parla di intervento a sostegno del settore tramite:
1) incentivi fiscali (tax credit);
2) contributi automatici;
3) contributi selettivi;
4) per le attività di promozione cinematografica.
Si rispettano anche le norme in materia di aiuti di stato e si perseguono gli obiettivi dello sviluppo etc., nuovi autori etc., nuove imprese etc. etc. per l’innovazione, politiche commerciali evolute, che promuovono il merito, mercati e concorrenza … c’è anche la Relazione Annuale entro il 30/9/ di ogni anno, etc..
Art. 13 (ex art. 11) disciplina il Fondo x lo sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo etc. all’interno della missione di tutela e valorizzazione dei Beni ed Attività Culturali e Paesaggistici, destinato al finanziamento degli interventri previsti dalle Sez. II°, III°, IV° e V° e anche del Piano Straordinario x il potenziamento del Circuito delle Sale Cinematografiche e Polifunzionali e l’analogo Piano per la digitalizzazione del Patrimonio Cinematografico e Audiovisivo ed è costituito dall’11% delle Entrate dal bilancio dello Stato di 400 milioni di euro annui derivanti dal versamento di imposte IRES e IVA nei settori di distribuzione cinematografica di video e di programmi televisivi, proiezione cinematografica, programmazione e trasmissione televisive, erogazine di servizi di accesso ad internet, telecomunicazioni fisse, telecomunicazioni mobili.
Sono stabilite le modalità di gestione; con D.M. SI PROVVEDE AL RIPARTO TRA LE TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI. Per i contributi selettivi (art.26) e di promozione (art.27) non può essere inferiore al 15% e superiore al 18%.
Art.14 (ex art.12) – Riguarda i requisiti di ammissione ai finanziamenti e casi di esclusione delle opere cinematografiche e audiovisive, che sono subordinati al riconoscimento della nazionalità italiana. Sono esclusi i film di carattere pornografico, ovvero che incitano alla violenza o all’odio razziale. Così come vengono escluse le pubblicità Tv, gli spot pubblicitari etc. etc….compresi quelli teatrali, musicali, artistici, culturali , sportivi e celebrativi.
Sez. II° – Incentivi Fiscali
Art. 15 (ex art.13) – Riguarda il Credito d’Imposta x le imprese di produzione tra il 15-30% del costo complessivo di produzione.
Art. 16 (ex art14) – Riguarda il Credito d’Imposta per le imprese di distribuzione tra il 15-30%, elevato al 40% delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale se è effettuata direttamente dallo stesso produttore indipendente, tenendo presente anche delle minorante linguistiche che sono tante.
Art. 17 (ex art. 15) – Riguarda il Credito d’Imposta x le imprese dell’es. cinematografico e per le industrie tecniche e di post-produzione. Nel primo caso è tra il 20% e il 40% delle spese sostenute per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive. Nel secondo caso il Credito d’imposta va dal 20% al 30%.
Art. 18 (ex art.16) – Riguarda il credito d’imposta per il potenziamento dell’offerta cinematografica x le opere italiane ed europee. Aliquota massima 20% e riguarda gli esercenti di introiti derivati dalla Programmazione anche di piccole sale cinematografiche ubicate nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.
Art. 19 (ex art.17)- Riguarda il Credito d’Imposta per l’attuazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi x i produttori esecutivi e di post-produzione dal 25-al 30%.
Art. 20 (ex art. 18) – Riguarda il Credito d’Imposta per le imprese esterne alla filiera cinematografica, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura massima del 30% dell’apporto in denaro effettuato per la produzione e distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive, elevata al 40 % in caso di contributi selettivi dal Mibact (corsia preferenziale).
Art.21 (ex art.19) – Disposizioni comuni di Credito D’Imposta. I crediti d’imposta sono utilizzabili esclusivamente in compensazione e sono cedibili dal beneficiario a intermediari bancari ivi incluso l’Istituto per il Credito Sportivo, finanziari e assicurativi. Con uno o più decreti del Ministero entro 120 gg. Sono stabiliti i limiti d’importo per opera e beneficiari, le aliquote, i requisiti etc.
Art. 22 (ex art.20) – Riguarda le agevolazioni fiscali e finanziarie

LEGGE FRANCESCHINI TESTO SENATO (Capo II° – Organizzazione)

Continuiamo a pubblicare la Legge Cinema approvata nel testo del Senato

Art.10 – Parla delle Funzioni Statali e modifica l’analogo art. approvato dalla Commissione Cultura. Il Ministro cosa fa?
a) promuove lo sviluppo della produzione cinematografica e audiovisiva, ed attua assieme al Mise l’indirizzo;
b) concorre a definire la posizione italiana…;
c) cura le attività di rilievo internazionale e gli accordi internazionali;
d)sostiene la creazione, produzione, distribuzione, diffusione opere cinematografiche;
e)sostiene la creazione, modernizzazione sale cinematografiche, l’innovazione tecnologica;
f) svolge altre attribuzioni in raccordo con altri Ministeri;
g) si avvale dell’Istituto Luce. Cinecittà per le attività di indirizzo;
h) promuove programmi di educazione all’immagine ;
i) svolge attività di promozione immagine Italia;
l)attività comune al riconoscimento della nazionalità italiana etc.;
m) studia gli impatti,
n) favorisce i percorsi formativi.
Art. 11 (ex 9 bis) – disciplina il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo che ha compiti di consulenza e di supporto, di pirateria cinematografica etc., etc.. E’ composto da 8 personalità del settore cinematografico e anche di comprovata qualificazione professionale e 3 membri scelti dallo stesso Mibact su una rosa di nomi proposta dalle Associazioni di ctg.. Viene nominato un Presidente. Ci sarà un D.M. per l’incompatibilità dei componenti. Non spettano gettoni di presenza e i membri durano in carica 3 anni.